"Non so bene perché, ma c'è qualcosa nell'orso che induce ad amarlo"
J. O. Curwood

domenica 29 luglio 2007

Ecco il nuovo sondaggio...

Quali sentimenti provate alla visione di un orso?
Abbiamo parlato tanto delle sensazioni che la vista di questo animale suscita nella nostra mente, ma con questo sondaggio voglio conoscere le vostre reazioni

Provate AMORE alla vista di un bell'orso? O più semplicemente TENEREZZA? Forse potrebbe esservi solo SIMPATICO o suscitare in voi RISPETTO. Potreste essere invece fra quelli che hanno PAURA al solo pensiero o che lo ODIANO. A voi la scelta, fatemi sapere

...quindi ragazzuoli votate, votate votate!

sabato 28 luglio 2007

L'orso polare (Ursus maritimus): generalità

E' risultato secondo nella classifica dei vostri orsi preferiti e quindi, proprio per questo sarà lui il protagonista del prossimo approfondimento: l'orso polare.
Da un punto di vista tassonomico ecco come viene definito:


Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Mammalia
Ordine: Carnivora
Famiglia: Ursidae
Genere: Ursus
Specie: U. maritimus

CARATTERISTICHE:
Lunghezza totale: 2.50-3.00m
Peso: i maschi possono superare i 700 kg, le femmine fino a 300 kg
Colorazione: bianca, senza cambi di colore stagionali, a volte il manto può leggermente ingiallire.
Orecchie piccole e muso appuntito. Le zampe sono provviste di abbondante pelo e la il corpo è provvisto di uno spesso strato di grasso sottocutaneo.

DIFFUSIONE: Zona Artica (Canada, Groenlandia, Alaska e Siberia)

HABITAT: Gli orsi polari vivono nelle zone più fredde del pianeta soprattutto sulle banchine e sulle lastre di ghiaccio. E' anche un ottimo nuotatore, non disdegnando l'ambiente marino.

ALIMENTAZIONE: è senz'altro il più "carnivoro" fra gli ursidi dato che la sua alimentazione è costituita principalmente di foche, pesce, piccoli carnivori molluschi e crostacei.

ABITUDINI: animale solitario, (solo le femmine con i cuccioli si muovono in gruppo) grandissimo camminatore e nuotatore. Grazie al suo olfatto e alle sue sviluppate tecniche di caccia è uno dei più efficienti predatori del regno animale. E' il più grande mammifero carnivoro sul nostro pianeta.

Ecco come è classificato l'orso polare secondo l'IUCN

Seguite i movimenti degli orsi polari

Salvi orso e lontra, bocciato il parco eolico e le centrali idroelettriche

Il Comitato regionale sulla Valutazione di Impatto Ambientale ha bocciato il progetto del parco eolico proposto dalla Marsica Vento sulla cresta della Serralunga nei Comuni di Civita D'Antino e Collelongo. «Siamo molto soddisfatti», ha dichiara Dante Caserta, Presidente del WWF Abruzzo, «e speriamo che questa decisione metta la parola fine a questa vicenda che si trascina da anni, nonostante sia stato dimostrato in tutti i modi che l'intervento proposto è dannoso per habitat prioritari e per una specie a rischio di estinzione come l'Orso».
Su questo intervento, infatti, Il wwf si è sempre battuto, insieme al Comitato di cittadini, ma anche del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Corpo Forestale dello Stato, dei più importanti organismi di ricerca, nonché della stampa nazionale. La presenza nell'area dell'Orso è stata provata dal Corpo Forestale dello Stato, dall'Università La Sapienza di Roma e dal Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise: tutti i maggiori ricercatori sostengono che l'area di Serralunga costituisce un corridoio ecologico per l'Orso, tanto che nelle linee di indirizzo del PATOM – lo strumento di gestione dell'Orso, in fase di predisposizione, di cui la Regione Abruzzo dovrebbe essere parte determinante – viene chiaramente escluso ogni intervento impattante e pregiudizievole alla conservazione della specie in quest'area.

Altri post sull'argomento: Abruzzo, si all'eolico ma rispettando l'orso marsicano

Cina, i panda giganti espandono il loro habitat

Gli sforzi per la conservazione sembrano aiutare l'espansione dell' habitat in Cina per i panda giganti, in via di estinzione. Lo ha riferito oggi l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua. Escrementi degli animali sono stati trovati di recente in zone oltre il loro habitat conosciuto, nelle foreste di bambù della riserva naturale di 220.000 ettari di Baishuijiang, al confine tra le province di Gansu e Sichuan."Ciò indica un'espansione dell'habitat dei panda giganti e probabilmente della sua popolazione", ha spiegato Huang Huali, vice direttore della riserva. La Cina stima che 1.590 panda vivano allo stato brado, soprattutto sulle montagne di Sichuan, benché uno studio di scienziati cinesi e britannici diffuso lo scorso anno ha calcolato che potrebbero essere 3.000.

venerdì 27 luglio 2007

Incontra due orsi, chiama il 118

Stava passeggiando lungo la strada alta di Mezzavia quando, all’improvviso, sono sbucati due orsi, presumibilmente una madre con il cucciolo. E’ successo sul monte Bondone: protagonista dell’inusuale incontro una donna di Trento. Che, spaventata, ha chiamato il 118. Sul posto è intervenuta per un sopralluogo la forestale di Trento. Il fatto è avvenuto nel pomeriggio di ieri. La donna si era incamminata lungo la strada sterrata che corre parallela, ma ad una quota più alta (circa 1.200 metri), rispetto alla strada che porta prima a malga Brigolina e quindi a Mezzavia.
Mentre la donna stava passeggiando ha visto spuntare sulla forestale, a pochi passi da lei, due orsi, un adulto ed un animale di taglia più piccola. Sotto choc, la protagonista dell’incontro ha chiamato il 118 con il cellulare. Gli operatori di Trentino Emergenza l’hanno tranquillizzata, quindi hanno contattato il corpo forestale per segnalare il fatto.
La donna è stata raggiunta da alcuni forestali della stazione di Trento, che l’hanno rassicurata. Quindi è iniziato il sopralluogo nella zona, per cercare le tracce dei plantigradi, un compito reso difficile dall’arsura delle ultime settimane, che ha tolto morbidezza al terreno, dove quindi è più difficile lasciare impronte. Verranno comunque fatte altre verifiche per individuare tracce che, grazie al dna, possano permettere di identificare i plantigradi.

«Non si può parlare di evento straordinario - ha spiegato ieri Maurizio Zanin, dirigente del servizio foreste della Provincia - non è raro che i plantigradi che popolano la Paganella scendano a valle per poi raggiungere il Bondone. Segnalazioni come quella di ieri sono numerose: ciò che a volte fa la differenza è la reazione delle persone che incontrano l’orso». E non c’è dubbio che la donna che ha visto ieri i due plantigradi a pochi metri da lei si sia presa un bello spavento.
Già nei mesi invernali erano state numerose le segnalazioni sulla presenza dell’orso. Una stagione anomala, visto che i plantigradi, a causa della temperatura mite, non sono andati in letargo. Hanno scorazzato per giorni sulle Viote, lasciando i segni evidenti del passaggio sulla neve.
Qualche anno fa un orso ha osato anche di più. Ha raggiunto il capoluogo e ha trovato rifugio sul Doss Trento: una scena immortalata anche dalle telecamere.
A proposito di incontri ravvicinati, va segnalato quanto avvenuto pochi giorni fa in val d’Ultimo, dove un orso si è sdraiato sulla strada e ha praticamente un autobus di linea. Senza tanti patemi, il plantigrado è rimasto fermo alcuni minuti prima di rialzarsi e allontanarsi.

mercoledì 25 luglio 2007

Lettera aperta al Presidente Dellai

Il movimento vegetariano "No alla caccia" (info@no-alla-caccia.org) con cui sono in contatto da un pò di tempo sulla questione Jurka ha scritto questa lettera aperta al Presidente Dellai, riporto in seguito il testo integrale:

L’uomo e l’orso
Trentino. Da circa dieci anni è stato realizzato un progetto di reintegrazione degli orsi nelle Alpi del Trentino – chiamato Life Ursus – finanziato in parte dall’Unione Europea, con l’introduzione di 9 orsi prelevati dalla Slovenia. Nel corso di 6 anni da 13 cucciolate sono nati 27 piccoli. Jurka, una delle 6 femmine, ne ha messi al mondo 5. (Fonte: La Repubblica, 29 giugno 2007). Uno dei nuovi orsi nati era JJ1, divenuto purtroppo famoso con il suo abbattimento in Baviera. Il 29 giugno Jurka è stata catturata e messa in un recinto nel Santuario di San Romedio in Val di Non. La cattura è stata, come sempre, giustificata con il pretesto che Jurka avrebbe avuto un’eccessiva confidenza con l’uomo e avrebbe causato diversi danni per procurarsi cibo, rovinando alverari, rovesciando cassonetti delle immondizie e rubando una pecora e alcune galline, avvicinandosi così troppo ai centri abitati (che a volte sono in realtà rifugi di montagna che hanno invaso il suo spazio vitale naturale). Jurka e gli altri orsi non si sono mai dimostrati aggressivi nei confronti dell’uomo, né quindi pericolosi. Gli orsi sono una specie protetta in modo particolare ai sensi dell’articolo della legge nr. 157/1992 che ne vieta la cattura e la detenzione.
Alla luce di questi due fatti si deve constatare che il progetto Life Ursus, presenta molte lacune:
  • Il territorio è completamente invaso da attività umane (piste da sci, percorsi turistici, baite o ville in alta quota, sport di montagna aperti al turismo di massa).
  • La maggior parte della popolazione non è disposta a convivere con questi animali, come era in passato.
  • La popolazione non è stata sufficientemente preparata a cooperare con il progetto e i fatti lo dimostrano. La preparazione dovrebbe naturalmente coinvolgere anche gli stati vicini, nei quali gli orsi potrebbero sconfinare con il loro spostamenti (come nel caso di JJ1).
  • Il progetto sta dimostrando di non riuscire a salvaguardare i diritti degli animali.
Chiediamo la formazione di una commissione esterna al progetto, in grado di valutare la situazione, con la partecipazione di rappresentanti di associazioni animaliste, con lo scopo di valutare se:
  • E’ ancora possibile realizzare il progetto Life Ursus?
  • Se sì, come si intende procedere? Come si possono creare spazi vitali per gli orsi, in modo che non vengano disturbati dall’uomo?
  • Come educare la popolazione alla convivenza con l’orso?
  • Cosa succederà quando gli orsi avranno raggiunto il numero di 50 esemplari stabilito dal progetto Life Ursus? Come verranno contenute le nascite? (Si permetterà di nuovo l’intervento dell’uomo con il fucile?)
  • Se non è possibile realizzare il progetto, cosa si può fare con gli orsi attualmente presenti sul territorio?
A nostro avviso, non esistono “orsi problematici”, bensì problemi creati dall’uomo e che solo lui può risolvere, ma non a spese degli animali, della loro libertà e della loro incolumità. . Chiediamo inoltre l’immediata liberazione di Jurka con le dovute precauzioni di controllo. Non si può accettare che un animale protetto venga privato della libertà, nemmeno con le motivazioni presentate in un comunicato di Life Ursus, nel quale si approva la cattura di un orso per non rischiare il fallimento dell’intero progetto. La società civile non può accettare che un animale selvatico abituato a vivere in libertà possa essere rinchiuso in gabbia, per la sola colpa di essere un orso e di comportarsi come tale. E’ importante agire con estrema urgenza in modo che Jurka non rischi di subire danni irreparabili fisici e psichici in quanto il recinto in cui si trova al momento è stato definito inadeguato a ospitare orsi nati anche in cattività. (30x 50 metri poco più di una gabbia)

Associazione vegetariana No alla Caccia
Via G. Rodari 44
37051 Bovolone VR
Il Presidente Marcello Dell’Eva

martedì 24 luglio 2007

L'Italia continua a bruciare: in Abruzzo precipita un Canadair

La situazione incendi sta diventando veramente critica. Ad aumentarne la drammaticità, oltre alle stime delle migliaia di ettari di bosco bruciati (più di 50 incendi in tutta la penisola) si è agginta anche la notizia della morte di Andrea Golfera, pilota di uno dei Canadair in azione sulle montange abruzzesi: il suo veivolo si è schiantato nei pressi di Acciano, a poche decine di chilometri da L'Aquila. Con lui era in azione Daniele Ret, rimasto gravemente ferito e ora ricoverato presso l'Ospedale S. Salvatore de L'Aquila.
Questa mattina qui a L'Aquila l'aria era carica di fumo ed una grossa foschia grigia velava il cielo. La senzazione apocalittica descritta anche da Emiliano nel suo blog è reale e tangibile. La cosa più grave è che tutto questo è dovuto alla noncuranza o all'idiozia di qualcuno...

"La mamma dei cretini è sempre incinta"...avevi proprio ragione nonno.

Gli orsi nella pubblicità

In un tempo come il nostro spesso non ci rendiamo neanche più conto di quanto quotidianamente siamo letteralmente bombardati dalla pubblicità: in TV, sui giornali, alla radio, su internet, per strada, sui mezzi pubblici...
Gli spot ormai sono parte integrante della nostra vita e anche se non ce ne rendiamo conto veniamo più o meno indirettamente "consigliati" negli acquisti. Spesso le pubblicità utilizzano simboli che ormai sono entrati a far parte del nostro retaggio culturale proprio per far leva sulla scelta dei prodotti da noi acquistati. L'orso, ad esempio, è uno di questi simboli, che come già detto in altri post, scatena a livello inconscio sentimenti di tenerezza e potenza allo stesso tempo. Proprio per questo è stato utilizzato in numerose campagne pubblicitarie per commercializzare i più svariati prodotti.
Un morbido peluche con le fattezze di un'orsetto bianco evoca automaticamente candore e morbidezza, perchè non utilizzarlo per promuovere un ammorbidente? Chi non ricorda la pubblicità di Coccolino, con l'orsacchiotto che si lasciava cadere sulla pila di morbida biancheria?
L'orso ad esempio viene anche utilizzato per quei prodotti che vengono scelti dai bambini: i Kellogs Chocos avevano come testimonial un bell'orso bruno in abiti campagnoli che li esortava a diventare forti con il gusto al cioccolato dei suoi cereali.
Un'altra campagna pubblicitaria molto famosa fu quella Natalizia della Coca-Cola con gli orsi polari, che diede origine anche a numerosi gadget e lattine da collezione. Il bianco orso polare nella gelida notte artica è quasi un surrogato di Babbo Natale (peraltro reso già famoso dall'azienda americana nella sua tenuta rossa e bianca al posto di quella originale verde e bianca) che piace agli adulti quanto ai bambini.
Gli orsi polari sono stati utilizzati anche in una campagna sottoscritta dalle caramelle Golia Bianca per la loro conservazione. Orso polare = freschezza bianca...geniale!
Chi non ricorda poi la pubblicità dell'acqua minerale Prata con gli orsi del Kispios che al posto di andare a caccia di salmoni si ritrovavano sui fiumi per afferrare fresche e "naturali" bottiglie di plastica? Una delle ultime è quella del MacDonald con la bambina seduta al tavolo con i genitori che crede che il suo peluche sia un orso reale.
All'estero esistono alcune pubblicità con orsi protagonisti che sono delle vere e proprie perle: una l'avete già vista in questo blog. E' quella dell'uomo che lotta contro l'orso per una marca di Salmone in scatola, poi c'è la pubblicità di un ristorante con un insolito orso polare, protagonista anche di una raccapricciante tosatura per una marca di caramelle, dei panda per una ditta israeliana di consulenza finanziaria, un terrificante orso bruno ammansito da tortillas di mais, ed un altro protagonista di uno spot della 7up.
Lascio a voi la segnalazione di altre pubblicità che ho dimenticato di elencare...

P.S. Lo spot dell'agriturismo con Jurka non vale....

I risultati del sondaggio: per quale motivo è giusto uccidere un orso?

C'era da aspettarselo. L'ultimo sondaggio proposto dal Blog dell'OrsoBruno chiedeva quali fossero motivi per cui sia giusto uccidere un orso. Le vostre risposte sono state 81 e, come era prevedibile, il 65% di voi ha affermato che non esiste un buon motivo per compiere questo gesto. Il 33% ha votato una condizione che, se vogliamo, può essere ritenuta più complessa: l'autodifesa. Cosa fareste se un orso vi attaccasse o mettesse in pericolo la vostra vita? Penso che nessuno si immolerebbe alla causa e sicuramente cercherebbe di mettere in salvo la propria vita al posto di quella dell'animale. Solo l'1% di voi fortunatamente si divertirebbe ad uccidere un orso per puro piacere personale (e gli conviene rimanere nell'anonimato) ma la risposta era volutamente provocatoria, così come, nella stessa percentuale c'è chi vorrebbe cibarsene...sempre che l'orso prima non faccia di voi il suo spuntino. Per quanto riguarda invece le altre due risposte cioè quelle riferite alla sfera tradizionale e culturale, non sono state votate. Cosa ne pensate di questi risultati?

Iniziate a scaldare i mouse perchè a giorni arriverà il prossimo sondaggio...

lunedì 23 luglio 2007

Facciamo il punto...

In questi giorni di assenza sono successe molte cose che hanno avuto come protagnonisti i nostri amici orsi e quindi per farmi perdonare un intero post sarà proprio dedicato alla rassegna delle notizie che sono state pubblicate nei giorni scorsi.

18 Luglio 2007 - Un orso viene avvistato sul Pizzo Erra, in Val Leventina, nel Ticinese. A testimoniare l'avvistamento tre escursionisti. L'ultimo avvistamento in zona si era avuto nel 1885! Qualche giorno fa erano stati avvistati due orsi sempre in Svizzera, nei Grigioni: uno dei due orsi è MJ4, mentre l'altro è JJ3 entrambi figli di Joze (papà anche di JJ1/Bruno).
In Abruzzo invece, nei pressi di Ortona dei Marsi l'orso Generoso, ormai di casa nel paese marsicano ha fatto razzia di polli. Ma non soddisfatto...

19 Luglio 2007 - L'orso Generoso, probabilmente in cerca di un contorno per il pasto a base di carne del giorno precedente, prende di mira un orto nei pressi di Bisegna, a pochi passi da Ortona dei Marsi, facendo razzia di insalata. A quando il dessert?

20 Luglio 2007 - Il ministro canadese per le risorse naturali lancia un appello allarmante: «Se la comunità internazionale non farà nulla per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici - ha dichiarato David Ramsey - nei prossimi decenni la temperatura media nella nostra provincia continuerà a salire. Nelle zone settentrionali avremo in media dieci gradi centigradi in più: questo causerà quasi certamente l'estinzione dell'orso polare». Anche gli esperti sembrano dello stesso parere: «Senza ombra di dubbio - ha dichiarato Peter Ewins, del World Wildlife Fund - l'orso polare è estremamente vulnerabile di fronte agli sconvolgimenti creati dal global warming. Questo perché il suo habitat si sta riscaldando più velocemente rispetto alle altre zone della terra». Ramsey ha annunciato il via libera ad uno studio di tre anni sull'impatto del global warming nella Hudson Bay.
L'obiettivo della ricerca sarà quella di stabilire quali mezzi e strumenti adottare per tutelare le specie a rischio. In secondo luogo il ministro ha inaugurato un sito web (www.gogreenontario.ca) nel quale i cittadini potranno trovare studi e ricerche sui cambiamenti climatici.

23 Luglio 2007 - Knut non ha davvero pace. Wolfgang Apel, il Presidente della Protezione Animali tedesca, ha accusato lo zoo di Berlino di aver reso Knut "troppo umano" fallendo così nel progetto di socializzazione. Penso che con la fama che ha ottenuto in pochi mesi sarebbe stato ancora più strano se non si fosse sentito come Paris Hilton...Mah!

Il ritorno dell'OrsoBruno

Eccomi qui, dopo qualche giorno di letargo...ehm pausa, il Blog dell'OrsoBruno torna a nuova vita. Dopo sette mesi di attività, ho deciso di cambiarne la veste grafica a vantaggio di una maggiore leggibilità e di una più facile navigabilità (quello vecchio stava diventando un enorme blob informe). Tutto è nuovo, dall'immagine del titolo (a mio avviso molto carina), ai colori, al layout (queste tre colonne mi hanno veramente fatto impazzire!). In più ho aggiunto una sezione "chat" in cui si possono scambiare quattro chiacchiere cercando in questo modo di coinvolgere i lettori a discussioni più dirette. Nella parte alta a sinistra poi troverete gli ultimi commenti ai post, novità rispetto al vecchio modello. Spero vivamente che il nuovo blog vi piaccia e se dovessero esserci critiche o consigli non teneterli per voi.

Si ricomincia!


martedì 17 luglio 2007

Ci scusiamo per il disagio...Stiamo lavorando per voi

Ragazzi il blog deve affrontare un piccolo restyling...quindi portate pazienza e fra un pò il Blog dellOrsoBruno tornerà più bello ed efficiente che mai....

lunedì 16 luglio 2007

Fuoco!!!!!!

Oggi pomeriggio stavo percorrendo la statale che collega Bussi sul Tirino a L'Aquila, quando all'altezza dello splendido paese di Navelli, vedo che si alzano pesanti pennacchi di fumo nero e denso. UN INCENDIO. Lo spettacolo è sconvolgente, veramente un colpo al cuore. Vedere quei boschi andare a fuoco e le zone limitrofe ormai già completamente carbonizzate mi ha fatto maledire tutti coloro che, per noncuranza, o peggio con intenzionalità, distruggono ogni anno parte del nostro patrimonio boschivo.

Ho immaginato un angolo d'inferno in cui anche loro vivano per l'eternità le pene subite dai poveri boschi...

Ma adesso che ci penso lo aveva già immaginato qualcuno prima di me :))

Ricordo quindi a tutti che, in caso di avvistamento di un incendio,
basta comporre uno di questi numeri:

1515
115
800861016
800860146

Oltretutto ho da poco scoperto che la Protezione Civile della Regione Abruzzo ha utilizzato come testimonial per una campagna per la prevenzione degli incendi boschivi proprio il simbolo della mia regione...quale? Ma l'orso!!!! Che domande!! Potrete scaricare il fumetto da colorare qui



Altri capi di bestiame uccisi da un orso

Risale alla notte fra sabato e domenica l'uccisione di sei pecore nell'area di Marga del Toro, sopra Proves. Questa mattina l'orso è stato avvistato dirigersi presumibilmente nell'area della Val d'Ultimo. L'orso non è stato ancora identificato, ma potrebbe quasi sicuramente trattarsi di un esemplare giovane. Per identificare altri probabili "aggressori" l'Ufficio Caccia e Pesca della Provincia di Bolzano sta pensando di allestire delle trappole per il pelo, sistemi attraverso il quale potrà essere prelevato un campione di DNA che verrà poi esaminato risalendo così all'animale.

Purtroppo ogni notizia del genere è una scintilla che può essere utilizzata per accendere altri fuochi di intolleranza. Spero seriamente che gli enti locali facciano realmente qualcosa per evitare che notizie del genere non siano più segnalate con clamore quasi come se si stesse assistendo all'efferato omicidio di un serial killer...

domenica 15 luglio 2007

Le bugie hanno le gambe corte……Jurka che scoop!

I Signori dell’agriturismo Casamela, hanno pubblicizzato il loro prodotto con un video, a mio parere di cattivo gusto, dove si invitano le persone a visitare la Val di Non, un luogo incantevole, che tra le tante bellezze naturali, storiche e culturali, offre prodotti di gran qualità come le mele, le belle donne (cito parole testuali) e udite udite l’orsa Jurka. Non solo trovo vergognoso strumentalizzare la triste popolarità di questa orsa, ma é ancora più vergognoso, che nello spot venga pubblicizzato il falso. Infatti l’orsa nel video non è Jurka, (anche se nello spot viene spacciata come tale) ma a quanto pare un suo fantomatico fratello anche lui rinchiuso in un recinto. (Probabilmente è uno degli altri due orsi Chicco e Chicca, "ospiti" dell'area di San Romedio ed oggi trasferiti a Spormaggiore). Su YouTube infatti, fino a poche ore fa circolava un video intitolato “il fratello di Jurka”, ed è lo stesso video utilizzato nella parte finale dello spot. Queste immagini sono state inserite ad aprile 2007 da un certo signore che si è chiamato Nannoberg, mentre l’orsa Jurka è stata catturata da poco meno di un mese. Il Signor Nannoberg è stato così furbo da aver ritirato il video dopo che la sottoscritta gli ha lasciato dei commenti. Evidentemente ha capito che è stato scoperto l’inganno. Purtroppo su YouTube è rimasta solo un’ immagine del video incriminato ma se andate su questo link troverete ancora il titolo del video di cui parlo. Vi apparirà solo una immagine statica di quello che prima era il video.
Se la confrontate con l’immagine del video dello spot Casamela al tempo 1:07 minuti vi renderete conto di come le immagini siano identiche. Purtroppo essendo stato ritirato il video, non avrete la possibilità di ascoltare le parole che il Signor Nannoberg rivolgeva al povero orso, parole gentili come “cretino”. Concludo consigliando all’Agriturismo Casamela di rifare lo spot, di avere più rispetto della Val di Non e di tutto ciò che essa rappresenta e di non prendere in giro i turisti spacciando “pesche per mele”, chi ha orecchie per intendere, intenda! Non fa bene alla vostra immagine ingannare le persone. Avete perso una potenziale cliente! In fine il mio ultimo pensiero è per il Signor Nannoberg: “mi auguro che l’aria pura e cristallina della Val di Non possa ossigenarle il cervello e farle funzionare meglio il cuore. Mi auguro che possa imparare il rispetto per la vita, sotto ogni sua forma, perché se non si da rispetto, non si riceve rispetto”. Nel frattempo, mi piace pensare che questo signore abbia ritirato il video perché pentito del gesto offensivo che ha fatto, e non per favorire lo spot pubblicitario di Casamela, (senza prove è più facile ingannare le persone).

venerdì 13 luglio 2007

Sirente Velino, trappole per catturare immagini dell'orso marsicano

Orso marsicano nel "mirino" del parco regionale Sirente Velino: nell'area protetta arrivano le "trappole" video per catturare immagini della fauna protetta, con in testa il plantigrado marsicano e il lupo. Con queste finalità, nell'area protetta abruzzese sono state avviate attività di monitoraggio faunistico mediante l’utilizzo di sistemi di foto-video trappolaggio con la collaborazione di Natura Service specializzata nel settore. Attivate le prime quattro apparecchiature fotografiche in aree strategiche per sperimentare l’utilizzo di questa tecnica nel territorio del Sirente Velino. Operazione volta ad acquisire informazioni sulla presenza dell'orso marsicano da anni al centro delle iniziative del parco che ha ottenuto ben tre finanziamenti Life dall'Unione europea per lo studio sul plantigrado. La metodologia del trappolaggio fotografico, consiste nel posizionare sul territorio sistemi automatici costituiti da due o più contenitori impermeabili assemblabili tra loro al cui interno sono alloggiati sistemi fotografici o video, comandati da un sensore che rileva il soggetto lungo i suoi spostamenti o attività diurne o notturne. "Sullo studio dell'orso marsicano il parco Sirente Velino è impegnato da anni", afferma il presidente dell'ente parco, Nazzareno Fidanza, "con studi e ricerche ad alto livello scientifico. Ora vogliamo "immortalare" le presenze faunistiche, orso marsicano in primis, in alcune aree interne al Parco per dare ulteriore forza al lavoro fin qui svolto nella documentazione della presenza del plantigrado". Nel territorio del parco, infatti, sono stati segnalati a più riprese gli avvistamenti, mentre sono state rilevate tracce della presenza dell'orso. Ora si punta a catturare immagini dell'orso. La scelta dei siti in cui posizionare le trappole fotografiche, infatti, mira a documentare prioritariamente la presenza del plantigrado e del lupo, all’interno del Parco nelle aree di frequentazione. "La presenza dell’orso marsicano nel parco Sirente Velino", aggiunge il direttore Oremo Di Nino, "riveste carattere prioritario nell’ambito delle strategie di studio e conservazione portate avanti dall'ente. Questa tecnica affianca le altre metodologie utilizzate nel territorio per la raccolta dei dati di presenza dell'animale nel territorio del Sirente Velino, avviata a partire dal 1996 nell’ambito di realizzazione del primo progetto Life Natura". Un settore dove il parco ha centrato altri due finanziamenti dell'Unione Europea, l'ultimo in fase di attuazione, mirati alla conservazione dell’orso marsicano. In attesa di catturare le prime immagini del plantigrado, i video dislocati nell'area protetta hanno già immortalato alcuni esemplari di fauna, compreso un lupo appenninico.

Per chi ama la montagna nasce un nuovo blog: RossiTraMonti

Dopo il monopolio "alpino" degli ultimi giorni, dovuto alle vicende della nostra Jurka, oggi sono fiero di annunciarvi la nascita di un nuovo blog. L'autore è Emiliano, un mio caro amico, appassionato di montagna e natura. Nel suo blog, RossiTraMonti, (il nome è un gioco di parole che viene spiegato nel blog stesso) Emiliano vi svelerà i segreti dei monti dell'Appennino centrale fra il Lazio e l'Abruzzo (Gran Sasso, Ernici, Simbruini, Sirente-Velino e Lepini) analizzandoli sotto diversi punti di vista: geologia, meteorologia, sport, turismo, gastronomia, cultura ed arte. Il blog è appena nato quindi ha bisogno del sostegno di tutti gli amici dell'OrsoBruno, che sono sicuro, diventeranno presto anche amici di RossiTraMonti. I post saranno poi corredati dai meravigliosi scatti che il nostro Emiliano ha raccolto fra i monti sopra elencati.

In bocca all'orso Emiliano!!!!!!

mercoledì 11 luglio 2007

Nuovo avvistamento in Alto Adige

C'e' un nuovo orso che si aggira nei boschi dell'Alto Adige che si aggiunge al plantigrado che da mesi e' impegnato in razzie negli ovili della zona dello Stelvio. Secondo gli esperti si tratta di un esemplare fuggito dal Parco dell'Adamello Brenta, dove e' in corso il progetto di ripopolamento Life Ursus. Ieri sera prima dell'imbrunire due cacciatori, appostati su una altana in un bosco sopra Nalles nella vallata dell'Adige fra Bolzano e Merano, lo hanno avvistato. L'avvistamento e' da porsi in relazione con la presenza accertata dallo scorso autunno e in primavera di quest'anno di un giovane individuo di orso, identificato geneticamente come il figlio di un'orsa dell' Adamello chiamata Maja, dell'eta' di 2 anni e mezzo. L'orso e' stato avvistato alcune volte nel territorio del gruppo montuoso delle Maddalene a cavallo tra le province di Trento e Bolzano. Negli ultimi mesi, ha detto Giorgio Carmignola dell'Ufficio Caccia e pesca, e' stato segnalato sul Monte Luco, nella riserva di San Pancrazio, presso il Lago di Tret e presso Malga Castrin in provincia di Trento. Si tratta di un individuo schivo che non ha arrecato alcun danno al patrimonio zootecnico e nemmeno agli alveari. Diverso - hanno detto gli esperti provinciali - e' invece il comportamento dell'orso JJ3, figlio dell'orsa Jurka catturata recentemente in Trentino, che dopo esser stato presente in Val di Trafoi fino a inizio giugno, si trova ora nel territorio svizzero della bassa Engadina, dove sono registrate nuove incursioni negli ovili. (ANSA)

Jurka protagonista di uno spot: l'inizio della fine?

Jurka una star...il processo di "Knutizzazione" (consentitemi il termine) sta colpendo sempre di più la nostra orsacchiotta. Ora Jurka è protagonista di uno spot su youtube che pubblicizza un agriturismo. Il proprietario della struttura, Lorenzo Dalpiaz afferma: "Prima divorava le galline dei nostri pollai ed ora, che è rinchiusa nel recinto del santuario di San Romedio, porti almeno del benessere alla nostra gente"...a lei, signor Dalpiaz, di benessere questo spot ne porterà sicuramente.

Avvistato un orso nei boschi sopra Nalles

Ieri sera (10 luglio) prima dell'imbrunire due cacciatori della riserva di Nalles, appostati su una altana nel bosco in alta quota sopra Nalles, hanno avvistato un orso. Come informa l'Ufficio provinciale Caccia e pesca, l'avvistamento effettuato dai cacciatori Lorenz Mair e Walter Knoll nei boschi sovrastanti Nalles è probabilmente da porsi in relazione con la presenza accertata dallo scorso autunno e in primavera di quest'anno di un giovane individuo di orso, identificato geneticamente come il figlio dell'orsa Maja, dell'età di 2 anni e mezzo. L'orso è stato avvistato alcune volte nel territorio del gruppo montuoso delle Maddalene a cavallo tra le province di Trento e Bolzano. Negli ultimi mesi, spiega Girogio Carmignola dell'Ufficio Caccia e pesca, è stato segnalato sul Monte Luco, nella riserva di San Pancrazio, presso il Lago di Tret e presso Malga Castrin in provincia di Trento. Si tratta di un individuo schivo che non ha arrecato alcun danno al patrimonio zootecnico e agli apiari. Diverso - sottolineano gli esperti provinciali - è invece il comportamento dell'orso JJ3, figlio dell'orsa Jurka catturata recentemente in Trentino, che dopo esser stato presente in Val di Trafoi fno a inizio giugno, si trova ora nel territorio svizzero della bassa Engadina, dove sono registrate nuovamente predazioni di pecore.

Fonte: Provincia Autonoma di Bolzano

lunedì 9 luglio 2007

Per l'orsetto Knut è finito il tempo dei giochi: il "Knut Show" viene annullato

Qualche tempo fa, durante quell'epidemia mediatica che potremmo chiamare la "Knut mania" ho pubblicato un post in cui scrivevo questo:
"...Quanti animali che diventano celebrità si ritrovano poi a subire conseguenze terribili come depressione e disadattamento, per non parlare del fatto che Knut sarà un adulto di qualche tonnellata e che una volta solo ed abbandonato dalla folla sarà un orso triste che avrà contatti solo con i suoi guardiani..."
Ora quel giorno è arrivato. Sono ormai passati sette mesi dalla sua nascita e l'aspetto di Knut, che ha richiamato negli ultimi mesi 750mila spettatori nello zoo di Berlino, non è più quello di una morbida e tenera palla di pelo bianca. L'orsetto, ripudiato dalla mamma e cresciuto grazie alle cure di un assistente papà, Thomas Dorflein, si è irrobustito e ha rafforzato le sue difese: denti, zampe e artigli.
L'aumento dei chili non ha certo tolto al cucciolo la voglia di giocare, ma la sua vivacità rischia ora di diventare un pericolo per chi gli si avvicina troppo, compreso il suo veterinario Ronny Henkel, abituato ad esibirsi con Knut due volte al giorno in affettuosi e "movimentati" giochi acquatici. Tenere esibizioni che rischiano di diventare pericolose.
La direzione ha perciò deciso di porre fine al "Knut Show", lo spettacolo organizzato due volte al giorno, in cui il piccolo orso gioca insieme al "padre adottivo", che lo seguirà, comunque, dietro le quinte.
Non serviva Nostradamus per prevedere questo...

venerdì 6 luglio 2007

Il bioparco di Roma è pronto ad ospitare Jurka

Il Bioparco di Roma e' pronto a ospitare temporaneamente l'orsa Jurka presso la sua 'Valle degli Orsi'. Lo rende noto in un comunicato il presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Giovanni Arnone. ''In merito all'annuncio del ministero dell'Ambiente di voler realizzare una struttura idonea a garantire un futuro a mamma orsa Jurka - si legge nel comunicato - il Bioparco e' pronto a ospitare temporaneamente l'orsa Jurka all'interno della sua struttura, la Valle degli Orsi, un'area all'avanguardia che ospita attualmente quattro esemplari in uno spazio di circa 3.500 mq con una cascata e un ampio lago. Inoltre il Bioparco coprira' tutte le spese del viaggio e una equipe veterinaria seguira' mamma orsa in ogni fase del trasferimento''. Lo staff zoologico del Bioparco ha intrapreso inoltre uno studio (che verra' messo a disposizione del Ministero dell' Ambiente) per individuare nei pressi di Roma un'area idonea alla realizzazione di un grande exhibit per ospitare Jurka e farla diventare cosi' l'ambasciatrice del progetto di ritorno sulle Alpi e il testimonial per quegli orsi che vivono ancora liberi sull'Appennino. (ANSA)

giovedì 5 luglio 2007

Un contributo per l'orso marsicano

Il WWF, in collaborazione con Nokia, sostiene una campagna chiamata "Insieme per gli orsi" che da un aiuto all'orso marsicano, cercando di preservarlo dai rischi che corre a causa dell'impatto umano (da poco l'orso bruno marsicano è stato nominato purtroppo "il mammifero italiano a maggior rischio d'estinzione"). Se vogliamo aiutare quindi questo animale possiamo farlo tramite un piccolo versamento (almeno 15 euro). Il pagamento può essere fatto in tre modalità:


  • Progetto Insieme per gli Orsi"
    con il bollettino di conto corrente postale 323006
    intestato a WWF Italia specificando la causale del bollettino
    "Progetto Insieme per gli Orsi"

  • con la carta di credito chiamando il Numero 06.844.97.500

  • con la donazione on-line compilando il form sul sito del WWF
Ricordo che le donazioni al WWF sono deducibili ai sensi dell'art. 13 legge 460/97.

Che la forza sia con voi...

In quanti da bambini (soprattutto noi maschietti) abbiamo desiderato essere un cavaliere Jedi? Quate volte, con un manico di scopa in mano, abbiamo simulato il rumore vibrante di una spada laser? E quanti di noi hanno provato a convincere una pattuglia di carabinieri che era tutto a posto emulando le tecniche del vecchio Obi Wan Kenobi e si sono sentiti rispondere "patente e libretto"? Oggi è finalmente arrivato il giorno in cui potrete rivivere queste emozioni perchè è arrivato...
Un gioco che vi vedrà vestire i panni di un orso cavaliere Jedi (!!!) che deve sconfiggere il malvagio DeathBear per salvare l'indifesa principessa usando solo la sua spada laser ed il suo intuito.

Il gioco (1,3 Mb), completo di istruzioni, può essere scaricato qui




E che la fORSA...ehm... la FORZA sia con voi!!

Un parco per Jurka

In Trentino e' nata un'associazione che vuole assicurare all'orsa Jurka ''lunga e miglior vita'' dopo la sua cattura e il trasferimento in un recinto al Santuario di San Romedio, in val di Non. L'idea e' di creare un vero e proprio parco per consentire all'orsa di vivere in maniera piu' piacevole la sua prigionia forzata. L'associazione e' stata costituita a Pergine Valsugana, ove i Consorzi che raggruppano i coltivatori di piccoli frutti hanno gia' adottato Jurka come simbolo promozionale di questi prodotti, consapevoli che un'orsa vegetariana non sarebbe incappata nella forzata prigionia. L'Associazione ha lo scopo di raggruppare tutti i cittadini amici di Jurka, di raccogliere fondi con l'operazione 1 euro per Jurka e di assicurare a questo plantigrado un vero parco, con un vero lago, con del buon cibo e la vicinanza di tanti suoi veri amici. L'idea nasce da imprenditori disposti anche a devoluzioni sostanziose, amministratori, cittadini, operatori del mondo economico e sociale per non lasciare solo l'ente pubblico, affermando che i valori e le simpatie che Jurka trasmette sono patrimonio di tutti, di cui tutti ne beneficiano e di cui tutti vogliono farsi carico con un segno tangibile. Il conto corrente n. 81309 e' aperto presso la Cassa Rurale di Pergine Valsugana.(ANSA)

Libri: Bruno e gli altri orsi, storie di caccia e di amore - Ruben Frizzera

pp. 280 + 16 a colori
cm. 19,7 x 12, 8
con illustrazioni a colori
brossura cucita
Collana I larici
Casa editrice Il Margine, Trento, 2007
prezzo: euro 15,00
ISBN 978-88-6089-012-2





Da una scena di caccia in Baviera, che ha fatto il giro del mondo, prende il via questo viaggio affascinante dentro il mondo degli orsi e del loro rapporto con gli esseri umani. Un rapporto di odio e di amore.


Giugno 2006, Baviera: due cacciatori incaricati dalle autorità uccidono a fucilate Bruno, un giovane orso di due anni fuggito dal Trentino dove viveva protetto nel parco Adamello Brenta. La notizia fa il giro del mondo. La vicenda di Bruno e degli altri orsi dell'interessante progetto trentino di ripopolamento chiamato «Life Ursus», suggerisce all'Autore questo viaggio affascinante dentro il mondo degli orsi. Nel libro c'è anche un «dizionario ursino»: da «Abbraccio» a «Zampate» passando per «Caccia», «Forza», «Letargo», «Olfatto», «Orsanti», «Salmoni», «San Romedio», «Siberia» e decine di altre voci piene di notizie e curiosità. E con la «Storia dell'orsa Pata», una appassionante avventura di orsi, uomini e cacciatori.

«Gli orsi sono tanto potenti e calmi. E nello stesso tempo sono gli animali più vicini agli umani: scherzano, educano i loro cuccioli e ricordano. Mangiano cose minuscole e abbattono un'alce con la stessa grazia. I loro artigli sono delicati e precisi: riescono a raccogliere una noce tenendola fra le punta degli artigli. Fanno l'amore per ore. Appena svegli sono di cattivo umore. Possono percorrere cento chilometri in una notte. Sembrano indistruttibili. Capiscono cosa succede, dove andare e come arrivarci» (Gary Snyder).

mercoledì 4 luglio 2007

Intervista a Joanna Shonenberger sulla situazione degli orsi nelle Alpi

Qui di seguito è riportata un'intervista a Joanna Shonenberger, esperta di grandi predatori per il Programma Europeo delle Alpi del WWF, rilasciata a Radio Dolomiti.

La registrazione risale al 2006, ascoltate attentamente cosa dice...

(il filmato è stato montato da me sul file audio, le immagini NON sono puramente casuali)

video

Libri: L'orso azzurro - Lynn Schooler

Lynn Schooler ha appena quattordici anni quando con il padre lascia il Texas e si trasferisce in Alaska. In quell’angolo di mondo, selvaggio e inospitale, tra foreste millenarie, ghiacciai immensi, fiordi e profonde insenature, Lynn diventa adulto, fa il pescatore, il fotografo e la guida per turisti e reporter in cerca d’immagini spettacolari. Ma quando nel 1990 incontra Michio Hoshino, un celebre fotografo naturalista giapponese, approdato in Alaska per catturare un’immagine dell’ormai rarissimo «orso azzurro», la sua vita subisce una svolta decisiva. Accomunati da un’inesauribile passione per la natura, i due decidono di partire sulle tracce del leggendario animale in una ricerca lunghissima – durerà dieci anni – scandita dai rigidi inverni artici, dagli incontri e dalle spedizioni. Ma quando finalmente Lynn riesce a scovare l’orso azzurro, è solo: Hoshino è stato ucciso da un grizzly… Ripercorrendo la storia di quell’avventura straordinaria, Lynn Schooler ci conduce in un viaggio che è anche un percorso di formazione, fatto d’incontri e di addii, di speranze e di delusioni, sino all’incredibile appuntamento con il misterioso orso dei ghiacci.

Gli amici dell'orso

Questo è un post speciale. Speciale perchè non è stato scritto dal sottoscritto (scusate il gioco di parole) ma da una lettrice che dimostra come questo blog vuole essere aperto anche al vostro contributo, alle vostre idee, a ciò che vi è più caro. Il post ha un nome che potrebbe sembrare fin troppo semplice, ma vi garantisco che una volta terminata la lettura assumerà tutto un altro significato.

Adesso però lascio la parola a Sefora....

E’ proprio vero “La giustizia è uguale per tutti”, e chi sbaglia paga, questo vale anche per la povera Jurka, la quale, colpevole di aver rubato qualche gallina, è ora rinchiusa all’interno di un recinto meta e attrazione di molti turisti. Questa è la pena che dovrà scontare.
Jurka è stata portata nel Parco naturale Adamello Brenta nel maggio 2001 grazie al progetto LIFE-Ursus, con il nobile intento di salvaguardare un patrimonio naturalistico in via di estinzione. E ora da “gemma preziosa” da tutelare è diventata “ingombro e fastidio” da evitare.
Le vicende di Bruno, Jurka e sicuramente tanti altri orsi, mi hanno portato ad un pensiero: l’uomo (io compresa) vuole la perfezione, e non vuole avere fastidi, i sacrifici per amore del prossimo sia esso uomo o animale sono un fardello troppo grande da portare. Ed ecco che il nonno in casa da fastidio, quindi portiamolo via; il malato in casa è un impegno economico e psico-fisico troppo grande da sopportare: stacchiamogli la spina, meglio per tutti; i cuccioli sono così carini, ma poi arriva l’estate e si deve andare in vacanza e allora meglio lasciarlo in quella strada lontano da casa; l’orso invadente, ma chi lo vuole? Rinchiudiamolo e non se ne parla più!
Questo è ciò che avviene tutti i giorni in Italia e nel mondo, tanti piccoli-grandi casi di intolleranza.
Ora pensando al solo caso di Jurka mi è venuta voglia di raccontarvi una storia: una storia che parla di amore e rispetto per i nostri Amici orsi. Ho scritto Amici con la A maiuscola perché è questo il più grande dei sentimenti e perché i protagonisti della mia storia sono gli Amici dell’orso Bernardo.
Bernardo è un orso bruno che vive nei pressi di San Sebastiano dei Marsi, un comune abruzzese situato nella valle del Giovenco, all’interno del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Non è pericoloso, si tratta di un simpatico e ciccione ladro di galline. Gli abitanti del paese, sanno che Bernardo è importante, sanno che la sua presenza è un vanto per i comuni del Parco, e sanno che in un certo senso questi animali rappresentano una grande ricchezza sia da un punto di vista naturalistico che economico (in fin dei conti alla fine di tutto questo è l’aspetto che più interessa all’animale uomo), perché un Parco che non ha nulla da offrire, non richiama turisti, e tutti sanno che molti dei visitatori del parco arrivano qui con il sogno di vivere un’avventura e di poter tornare in città dicendo di avere incontrato un orso, un lupo o comunque un animale meraviglioso, di cui si sente parlare nelle favole. Tuttavia Bernardo, come Jurka, ne ha fatti di furti e così anche la pazienza dei paesani è venuta meno. Però a difesa del gran golosone, sono intervenuti circa 50 giovani del paese. Hanno fondato il gruppo “Amici dell’orso”, questi ragazzi si sono autotassati e hanno creato un fondo comune che serve proprio a riparare ai danni fatti da Bernardo. Se l’orso mangia una gallina, i ragazzi intervengono ricomprando l’animale. Non solo, i ragazzi oltre ad indennizzare i danni dell’orso si sono adoperati anche in lavori come il recupero di alberi da frutto, proprio per poter fornire all’orso un’alternativa alle galline. Hanno eseguito dei veri e propri gruppi di monitoraggio per tenere sotto controllo l’animale e assicurasi che non facesse danni o lui stesso fosse danneggiato
Voglio citare le parole testuali di Rossella de Dominicis, una delle ragazze fondatrici del gruppo Amici dell’orso: “Auspichiamo che presto Bernardo possa tornare nel suo habitat naturale, ma intanto gli compriamo le spalle affinché tutti possano guardarlo con simpatia, nonostante i danni che fa”. Coprire le spalle…è un termine meraviglioso a mio parere, gli amici fanno proprio questo: coprono le spalle. Sicuramente l’orso Bernardo è stato un vero e proprio impegno per questi giovani, la sua tutela avrà richiesto loro sforzi e sacrifici molto grandi e per questo loro impegno nel 2004 hanno ricevuto un premio dal WWF e Buena Vista Home Entertainment, ma credo che il premio più grande sia la consapevolezza di aver fatto qualcosa di concreto per aiutare ed educare alla convivenza con i fratelli animali. In fin dei conti anche noi spesso invadiamo in modo devastante i loro habitat, eppure nessuno di loro viene a catturarci e a rinchiuderci, ma pazientemente sopportano i nostri capricci, le nostre ambizioni e purtroppo molte volte soccombono a queste.
Questo articolo non vuole essere una critica agli amici del Trentino Alto Adige, tutti possiamo capire i disagi che crea un orso in casa, ma ci saranno altre Jurka in futuro e non si potrà rinchiuderle tutte. L’invito che voglio fare alle istituzioni, agli abitanti e a tutti coloro che hanno il potere di fare qualcosa di concreto è di considerare questi animali come un vero e proprio dono della natura e cercare altre soluzioni, che non siano solo ed esclusivamente la cattura e la reclusione. Volere è potere, e se siamo riusciti ad andare sulla luna, allora possiamo riuscire a fare qualsiasi cosa. Non c’è vittoria senza sacrificio.


I verdi del trentino chiedono il rilascio di altri due orsi

In Trentino vanno rilasciati altri due esemplari di orso, in sostituzione di Jurka, catturata e rinchiusa nel recinto di San Romedio, e di Bruno, il plantigrado ucciso la scorsa estate in Baviera. Lo chiede il consigliere provinciale dei Verdi Roberto Bombarda. ''Dopo la reclusione forzata di Jurka e l'uccisione di Bruno - scrive Bombarda in una mozione presentata alla presidenza del Consiglio provinciale di Trento - sono venuti a mancare due esemplari al processo di reintroduzione dell'orso bruno in Trentino e nelle Alpi centrali: sarebbe dunque utile prelevare dalla Slovenia due nuovi esemplari. Una femmina in sostituzione di Jurka e un maschio che garantirebbe anche una varieta' cromosomica ai futuri orsi del Trentino, altrimenti in gran parte discendenti da un unico o da pochi esemplari''. In attesa delle decisioni dei tecnici del Progetto Life-Ursus, l'esponente dei Verdi incita Jurka alla fuga dal recinto in cui e' rinchiusa dalla scorsa settimana. ''Un orso non puo' far comodo quando attira i turisti o serve per vendere magliette o panini e risultare oltremodo scomodo quando 'fa l'orso'', sostiene Bombarda. (ANSA)

Come segnalato nei commenti da Claudio ecco il link al documento della mozione:
http://www.robertobombarda.it/_imgd/documenti/04-07-07-MozioneJurka_rev2.pdf


Perchè l'orso ha la coda mozza?

In questo mare di post, articoli e commenti di amanti ed esperti di orsi probabilmente nessuno conosce le origini di un peculiare particolare anatomico del nostro amico orso. Perchè ha la coda mozza? Sefora, una nostra affezionata lettrice, se lo è chiesto ed ha trovato la risposta in questa favola...

In un freddo giorno d'inverno, un orso incontrò una volpe che se ne andava quatta quatta con una lunga sfilza di pesci rubati in bocca. "Dove hai preso questi pesci?" chiese l'orso. "Sono andata a pescare e li ho catturati" rispose la volpe. " Insegnami come si fa a pescarne così tanti" la pregò l'orso. "Devi andare sul ghiaccio, scavare un buco, infilarci la coda e tenerla lì il più a lungo possibile. Non preoccuparti se ti fa male, sono i pesci che la mordono. Più starai lì, più pesci prenderai. "Poi, all’improvviso, tirala fuori con uno strattone" spiegò la volpe. L'orso obbedì e anche se gli faceva male, tenne la coda nell'acqua ghiacchiata per molto tempo. La tenne finchè non si congelo', ma lui non se ne accorse. Quando la tirò su con uno strattone, si spezzo' ed è così che da quel giorno gli orsi hanno la coda mozzata.


Effetto Jurka: è già una stella Centinaia di curiosi a San Romedio a caccia dell'orsa

Sarà anche un caso, ma nei giorni scorsi, dopo la cattura dell'orsa più famosa d'Italia, l'afflusso di turisti e curiosi al santuario di San Romedio è aumentato del 30 per cento. Si parla già di «effetto Jurka». Curiosità destinata a rimanere delusa: Jurka non si è concessa ai fan. Protetta da sguardi indiscreti, grazie ai teli fissati sul recinto e alla discreta ma ferma presenza delle guardie forestali, l'orsetta resta, come da programma, nella tana artificiale, primo passo per abituarsi alla nuova situazione. È molto tranquilla, assicurano i suoi «custodi». Tra non molto verrà fatta uscire nel recinto, forse già oggi. L'importante, spiegano, è che venga lasciata in pace. Niente curiosi, insomma. Intanto si stanno valutando le opzioni per la definitiva collocazione di Jurka, con i tecnici trentini in stretto contatto con il ministero.

fonte: l'Adige.it

La figlia di Jurka uccide due pecore, viene catturata e munita di radicollare

Le pecore erano un bocconcino troppo succulento. E così l'istinto ha avuto la meglio sul «buon senso». A pochi giorni dalla cattura di Jurka, uno dei suoi tre cuccioli - la certezza sull'identità arriverà solo dalle analisi genetiche eseguite dall'Istituto nazionale di fauna selvatica - ha assalito un gregge di pecore, sbranando due ovini. Un comportamento che ha indotto gli uomini del Corpo forestale provinciale a catturare l'orsa, munirla di radiocollare e poi liberarla.
Il blitz del giovane plantigrado è scattato all'alba di lunedì in località Plaza, vicino a Sant'Antonio di Mavignola. Un assalto di cui è stato testimone Bruno Maffei, uscito di casa per andare in cerca di funghi, che si è trovato di fronte all'orsa intenta a divorare una pecora . Un'incursione avvenuta ad una cinquantina di metri dai masi abitati, che ha fatto scattare la cattura a scopo di monitoraggio. Nell'autorizzazione rilasciata dal Ministero dell'ambiente per la cattura di Jurka, infatti, era contenuto anche il via libera a catturare i tre figli e mettere loro il radiocollare, per poterne seguire gli spostamenti ed intervenire per dissuadere gli animali in caso di necessità. Finora la femmina si era dimostrata piuttosto schiva e riservata, ma evidentemente questa volta il richiamo del lauto pasto è stato più forte. Così ieri notte è scattato il piano di cattura. Gli uomini del Corpo forestale hanno trovato la femmina nella zona di Sant'Antonio di Mavignola, poco distante da dove si era cibata. L'esemplare di orso è stato colpito con il fucile spara siringhe. La dose di narcotico l'ha fatta stramazzare a terra. Poi l'animale, come spiega Maurizio Zanin, dirigente del Servizio foreste e fauna, è stato visitato e dotato di radicollare. La giovane orsa è stata quindi portata in una zona aperta e sorvegliata dai forestali, fino al suo risveglio. La giovane orsa, che appariva in ottime condizioni fisiche, appena ripresasi si è portata in una zona più coperta del bosco e si è riaddormentata. Nel corso della notte si è spostata di nuovo, ma ci vorranno alcuni giorni prima che l'effetto dell'anestesia scompaia del tutto.
Non è escluso che in futuro anche i due orsetti vengano dotati di radiocollare. Secondo le ultime segnalazioni uno dei maschi in giugno era stati avvistato in Svizzera e poi in Alto Adige, mentre l'altro era stato notato in val Camonica. Se i due plantigradi fossero ancora in queste zone, toccherebbe alle rispettive forestali di Lombardia, Alto Adige e Svizzera provvedere alla loro cattura per munirli di radiocollare. I dati raccolti attraverso la telemetria satellitare, ovviamente, potranno poi essere messi in comune.
A pochi giorni dalla cattura di Jurka, che da venerdì è rinchiusa nel recinto di San Romedio, intanto, non si placano le polemiche e le critiche sull'operazione. Sulla vicenda interviene anche Domenico Schiavon, direttore delle Funivie di Campiglio, che però chiarisce di parlare solo come «privato cittadino». «È possibile che esista una protezione animali che fa pagare multe a chi abbandona e maltratta gli animali - afferma - e poi vi è un Ente pubblico che cattura un animale, responsabile solo di seguire il suo istinto, e lo mette in gabbia come se fosse un delinquente. Dove sono le associazioni di protezione degli animali?», si chiede Schiavon.
L'interrogativo è chiaro: «La mia è una semplice domanda: mi chiedo se sia giusto portare via un orso dai suoi boschi, cioè dalla Slovenia, portarlo in Trentino e poi, siccome si comporta "male", chiuderlo in gabbia. L'orso segue il suo istinto, non il nostro. Se si comporta in un modo che a noi non piace riportiamolo in Slovenia, a casa sua. Che facciamo ora con il figlio - aggiunge - che ieri notte (lunedì ndr) ha mangiato due pecore, rinchiudiamo anche lui?».
Schiavon esemplifica il ragionamento: «Mi dispiace sapere che una bestia che scorazzava per i boschi viene messa in una gabbia, magari dorata. Come si può pensare di rinchiudere in un recinto di 1.500 metri quadrati un orso abituato a fare 30 - 40 chilometri al giorno? Ricordo - aggiunge - quando anni fa arrivò nel Brenta un mio amico responsabile dei guardiacaccia della Slovenia, contattato per dare un giudizio sulla fattibilità del progetto di reintroduzione dell'orso e si espresse così: l'area del Brenta è fantastica e ideale per l'orso, ma dovrete scegliere tra orso o turismo perché le due cose non sono compatibili. Fu uno sbaglio non aver dato retta a quel consiglio».

fonte: l'Adige.it

martedì 3 luglio 2007

L'ENPA chiede la liberazione di Jurka

L’epilogo della vicende dell’orsa Yurka è l’ennesimo vergognoso esempio di mancanza di sensibilità e di rispetto delle norme da parte delle istituzioni e delle amministrazioni locali; queste ultime, piuttosto che ammettere le proprie responsabilità, preferiscono far ricadere le proprie colpe sugli animali. Questo il commento dell’Enpa, che ha scritto al Ministro Pecoraro Scanio chiedendo l’immediato rilascio dell’orsa e un accertamento delle responsabilità di chi ha agito autorizzando la cattura dell’animale e per poi rinchiudere Jurka in un recinto, quello di San Romerio (Trento), assolutamente inadeguato in quanto a spazio: 1300 metri quadrati sono inferiori anche all’estensione delle gabbie per orsi degli zoo, mentre un orso necessita di un parco di alcuni ettari per muoversi in conformità alla sua natura.
L’Enpa ammonisce anche contro la possibilità di trasformare la prigionia di Jurka in uno spettacolo: fin quando l’orso è detenuto, bisogna evitare che sia visibile al pubblico, per evitare che diventi l’ennesima attrazione turistica; cosa che invece si sta puntualmente verificando. Jurka, che ha già dovuto sopportare la cattura e il viaggio dalla Slovenia fino al Trentino per il progetto LIFE Ursus finalizzato al ripopolamento degli orsi, è ora rinchiusa perché “colpevole” di avvicinarsi troppo alle abitazioni e “rea” di provocare danni – tutti da dimostrare - agli animali di allevamento e anche agli impianti turistici.
“È triste pensare che oltre tutto i danni a strutture e altri animali sono tutti ancora da comprovare: esistono comunque soluzioni alternative che non comportano nessuna cattura” ha dichiarato Andrea Brutti, responsabile dell’Ufficio Fauna Selvatica Enpa. “Basterebbe fare uso di opportuni sistemi di sorveglianza come i radiocollari che permettono di individuare gli spostamenti degli orsi e prevenire eventuali avvicinamenti da parte degli animali.”

L’Enpa ritiene fondamentale un’opera di sensibilizzazione e divulgazione nei confronti dei cittadini, che purtroppo ancor oggi sono indotti a considerare la fauna selvatica come pericolosa e dannosa, quando invece è l’essere umano il vero pericolo per la biodiversità. L’Orso è una specie particolarmente protetta dalla legge 157/92 e dalle direttive comunitarie, non si può quindi catturare e imprigionare senza incorrere in sanzioni; le autorità locali non hanno alcun potere decisionale sulla fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato. (3 luglio)

Un orso ha bisogno di spazi adeguati e un territorio ampio e vario in cui muoversi

fonte: enpa.it

Orsi in musica: L'orso bruno - Antonello Venditti

Questa è una canzone del 1973, estratta dal disco omonimo.

L’orso bruno rappresentava proprio il diverso, la minoranza; poi fu proprio la prima espressione ecologista dell’epoca, concomitante con la nascita del WWF per il quale feci un concerto e allora incontrai Fulco Pratesi

Da MUSIKBOX -INTERVISTA AD ANTONELLO VENDITTI - Gen/feb 2001

Quando la luna della foresta
dipinge il fiume e la montagna
e un altro inverno senza dolore
posa le ali sulla tua terra.
Stai già sognando lunghe stagioni
e mele acerbe da regalare
a chi ti aspetta senza parlare
nel tuo castello di roccia scura.
Dopo l'inverno la primavera
sveglia le cose con la sua pioggia
mentre i tuoi occhi chiusi nel sonno
stanno aspettando il suo richiamo.
Dio delle foglie!
Dio della valle!
Lui ti ringrazia per questo sonno
fa che il destino non sia crudele
per un tuo figlio sempre fedele.


Jurka nel recinto di S. Romedio

video

Ringrazio per i filmati gli amici Misty e Claudio, siete unici!

Il video della cattura dell'orsa Jurka

video

lunedì 2 luglio 2007

Le foto della cattura di Jurka




Per l'orsa Jurka oggi la prima passeggiata

Questa mattina, all’alba, l’orsa ‘Jurka’ ha potuto accedere per la prima volta al recinto esterno di San Romedio (Trento). Dopo un paio di giorni di ambientamento all’interno della tana, necessari anche per dare la possibilita’ all’animale di assorbire completamente l’effetto dei narcotici, verso le ore 5 e’ stato aperto il passaggio verso l’esterno. L’orsa e’ uscita dalla tana con fare tranquillo, per nulla impaurita dalla presenza del personale tecnico che seguiva le operazioni. Gia’ nella giornata di sabato le era stata data acqua e cibo che l’animale ha dimostrato di assumere da subito con regolarita’. Appena uscita dalla tana, Jurka si e’ diretta verso il laghetto presente all’interno del recinto e ci si e’ immersa, bagnandosi ripetutamente. In seguito ha iniziato l’attivita’ di esplorazione dello spazio a sua disposizione dimostrando grande vitalita’, fino ad arrampicarsi per diversi metri su una pianta di abete rosso. Secondo i veterinari che hanno tenuto sotto controllo l’animale, le sue condizioni sanitarie sono ottime e l’orsa si e’ sempre dimostrata sufficientemente tranquilla. L’isolamento dell’area verra’ comunque garantito anche in futuro, al fine di limitare al massimo le potenziali fonti di stress che potrebbero disturbarla, come la vista e il contatto diretto con l’uomo. (AGI)

Comunicato stampa della Provincia Autonoma di Bolzano sulla gestione dell'orso

La relazione presentata dalla Commissione di esperti per la gestione delle problematiche legate alla presenza dell’orsa in territorio altoatesino è stata esaminata ed accolta oggi, lunedì 2 luglio, dalla Giunta provinciale e sarà quindi trasmessa al competente ministero. Come ha ricordato il presidente Durnwalder si tratta di una materia complessa che fa riferimento a tre livelli di competenze: europeo (misure Habitat), statale (Legge nazionale sulla caccia) e provinciale (Legge provinciale sulla caccia); inoltre in provincia di Bolzano no si ha esperienza con la presenza di orsi.
Per quanto attiene il livello politico, è stato suggerito di cercare la collaborazione con i vicini Trentino, Tirolo e Canton Grigioni e con il Management dei parchi nazionali per verificare da un lato gli spostamenti dei plantigradi e dall’altro per valutare le potenzialità delle aree prese in esame in relazione alla presenza di uno o più esemplari con la prospettiva che se essa sia ritenuta eccessiva si possa concordare con il ministero il trasferimento dei plantigradi in ecceso in altre zone.
Per quanto attiene la parte tecnica, ha escluso l’introduzione, come sperimentato in Svizzera, di cani specializzati nella protezione delle greggi, perché ritenuta troppo onerosa. La Commissione dovrebbe, invece, essere autorizzata dal Ministero ad operare tempestivamente quando necessario. È prevista, inoltre, una campagna di informazione rivolta ai residenti ed ai turisti per evitare che prevalga la paura. Per quanto concerne i rimborsi ai contadini che hanno subito danni in seguito al passaggio di orsi nelle loro proprietà è stato ribadito che questo spetta alla Provincia (finora ha comportato una spesa di circa 3-4 mila Euro all’anno).

fonte: provincia.bz.it