"Non so bene perché, ma c'è qualcosa nell'orso che induce ad amarlo"
J. O. Curwood
lunedì 29 dicembre 2008
sabato 27 dicembre 2008
L’orso è maleducato Ma non si può sfrattare
L’orso come un vicino di casa scomodo, cui si vorrebbe dare lo sfratto perché maleducato. Nel senso letterale del termine, ossia di «educato male» dalla madre, che l’ha abituato a cacciare animali domestici e avvicinarsi ai centri abitati.
Ma per trasferirlo altrove (magari in Trentino) questo non basta, perché la Regione Lombardia ha predisposto una sorta di «scala di valutazione» che va da 1 a 100, secondo la quale solo quando l’orso raggiungerà le 100 «malefatte» potrà essere spostato. E JJ5 (questo il nome del plantigrado «sotto processo») ha raggiunto, per ora, solo la metà di tale scala.
E' quanto emerso da un convegno – organizzato dalla Pro Ardesio in collaborazione con il Comune e con il Parco delle Orobie bergamasche – nel corso del quale è stata espressa una linea abbastanza chiara: in alta Valle Seriana nessuno vuole sparare all’orso, come è stato fatto in Svizzera con il fratello JJ3. Ma nessuno, per diverse ragioni, lo vuole qui sulle nostre montagne. Alla fine, così, tutti auspicano che sia catturato e portato altrove. Ad esempio in Trentino, la Regione che alcuni anni orsono – dal 1999 al 2002 – promosse con la Comunità europea l’introduzione nel proprio territorio di alcuni esemplari catturati in Slovenia. Al convegno hanno preso parte anche diversi allevatori e pastori – alcuni dei quali provenienti dalla Valle Camonica – che hanno espresso con foga, interrompendo a volte anche i relatori, le proprie idee. Comunque la serata – nel corso della quale è stata accolta positivamente la presenza del presidente del Parco, Franco Grassi, mentre è stata criticata l’assenza della Provincia e della Regione – è stata ricca di contenuti.
Al tavolo dei relatori Franco Grassi, il sindaco di Ardesio Antonio Delbono e Pietro Milanesi, dell’Università di Pavia. Tra il pubblico il veterinario Luca Pellicioli – che segue per il Parco le problematiche della fauna selvatica – e i rappresentanti della Coldiretti di zona, Giacomo Tomaselli e Raffaella Angelini, che hanno sostenuto le ragioni degli allevatori. Moderatrice dell’incontro, la giornalista Anna Carissoni. Dopo il saluto del sindaco di Ardesio, è stato proiettato il film svizzero «Orso maleducato, orso fucilato», che narra dell’uccisione di JJ3 nel cantone dei Grigioni, fatto che ha suscitato scalpore, soprattutto in Italia. Anna Carissoni ha quindi riassunto la permanenza di JJ5 in alta Valle Seriana: le località dove ha soggiornato, gli avvistamenti, i danni provocati ad alveari e a greggi. Quindi ha preso la parola il presidente del Parco, rilevando come il ritorno dell’orso sulle Orobie, «se da un lato costituisce un fatto positivo, dall’altro suscita sicuramente perplessità, anche perché la sua presenza non deve pesare su un’economia agricola montana già in difficoltà». «Per questo motivo il Parco, primo ente a muoversi in questo senso, ha sottoscritto un’assicurazione per risarcire, almeno in parte, gli allevatori cui l’orso ha sbranato animali». Il compenso, come ha poi sottolineato Luca Pellicioli, è stato pari a 150 euro per ogni pecora adulta e di circa 80 euro per gli agnelli. Ma JJ5, è stato detto, è un orso problematico anche per l’«educazione» ricevuta dalla madre Jurka, per cui uccide spesso animali domestici e tende ad avvicinarsi ai centri abitati. «L’ordinanza di non fotografarlo e non nutrirlo – ha aggiunto Grassi – è stata emessa dal Parco per far sì che l’orso non prenda troppa confidenza con l’uomo, diventando conseguentemente anche pericoloso». Mentre Pietro Milanesi ha dato alcuni consigli per difendere le greggi dal plantigrado, Grassi ha risposto alle unanimi richieste di portare altrove l’orso – anche perché le nostre montagne sono molto antropizzate – sottolineando che «per spostarlo ci vuole anzitutto un permesso ministeriale», ostacolo che va ad aggiungersi alla «scheda di valutazione» della Regione.
Fonte: Enzo Valenti - L’Eco di Bergamo
Ma per trasferirlo altrove (magari in Trentino) questo non basta, perché la Regione Lombardia ha predisposto una sorta di «scala di valutazione» che va da 1 a 100, secondo la quale solo quando l’orso raggiungerà le 100 «malefatte» potrà essere spostato. E JJ5 (questo il nome del plantigrado «sotto processo») ha raggiunto, per ora, solo la metà di tale scala.
E' quanto emerso da un convegno – organizzato dalla Pro Ardesio in collaborazione con il Comune e con il Parco delle Orobie bergamasche – nel corso del quale è stata espressa una linea abbastanza chiara: in alta Valle Seriana nessuno vuole sparare all’orso, come è stato fatto in Svizzera con il fratello JJ3. Ma nessuno, per diverse ragioni, lo vuole qui sulle nostre montagne. Alla fine, così, tutti auspicano che sia catturato e portato altrove. Ad esempio in Trentino, la Regione che alcuni anni orsono – dal 1999 al 2002 – promosse con la Comunità europea l’introduzione nel proprio territorio di alcuni esemplari catturati in Slovenia. Al convegno hanno preso parte anche diversi allevatori e pastori – alcuni dei quali provenienti dalla Valle Camonica – che hanno espresso con foga, interrompendo a volte anche i relatori, le proprie idee. Comunque la serata – nel corso della quale è stata accolta positivamente la presenza del presidente del Parco, Franco Grassi, mentre è stata criticata l’assenza della Provincia e della Regione – è stata ricca di contenuti.
Al tavolo dei relatori Franco Grassi, il sindaco di Ardesio Antonio Delbono e Pietro Milanesi, dell’Università di Pavia. Tra il pubblico il veterinario Luca Pellicioli – che segue per il Parco le problematiche della fauna selvatica – e i rappresentanti della Coldiretti di zona, Giacomo Tomaselli e Raffaella Angelini, che hanno sostenuto le ragioni degli allevatori. Moderatrice dell’incontro, la giornalista Anna Carissoni. Dopo il saluto del sindaco di Ardesio, è stato proiettato il film svizzero «Orso maleducato, orso fucilato», che narra dell’uccisione di JJ3 nel cantone dei Grigioni, fatto che ha suscitato scalpore, soprattutto in Italia. Anna Carissoni ha quindi riassunto la permanenza di JJ5 in alta Valle Seriana: le località dove ha soggiornato, gli avvistamenti, i danni provocati ad alveari e a greggi. Quindi ha preso la parola il presidente del Parco, rilevando come il ritorno dell’orso sulle Orobie, «se da un lato costituisce un fatto positivo, dall’altro suscita sicuramente perplessità, anche perché la sua presenza non deve pesare su un’economia agricola montana già in difficoltà». «Per questo motivo il Parco, primo ente a muoversi in questo senso, ha sottoscritto un’assicurazione per risarcire, almeno in parte, gli allevatori cui l’orso ha sbranato animali». Il compenso, come ha poi sottolineato Luca Pellicioli, è stato pari a 150 euro per ogni pecora adulta e di circa 80 euro per gli agnelli. Ma JJ5, è stato detto, è un orso problematico anche per l’«educazione» ricevuta dalla madre Jurka, per cui uccide spesso animali domestici e tende ad avvicinarsi ai centri abitati. «L’ordinanza di non fotografarlo e non nutrirlo – ha aggiunto Grassi – è stata emessa dal Parco per far sì che l’orso non prenda troppa confidenza con l’uomo, diventando conseguentemente anche pericoloso». Mentre Pietro Milanesi ha dato alcuni consigli per difendere le greggi dal plantigrado, Grassi ha risposto alle unanimi richieste di portare altrove l’orso – anche perché le nostre montagne sono molto antropizzate – sottolineando che «per spostarlo ci vuole anzitutto un permesso ministeriale», ostacolo che va ad aggiungersi alla «scheda di valutazione» della Regione.
Fonte: Enzo Valenti - L’Eco di Bergamo
sabato 20 dicembre 2008
Alta Seriana: «Via l'orso dalla nostra valle»
I cittadini dell'alta Valle Seriana non vogliono più che l'orso JJ5 circoli libero nel loro territorio: questo è emerso in un'assemblea pubblica svolta alla presenza delle autorità, dei cittadini, allevatori e pastori. Nessuno intende sparare all'orso, ma per tutti sarebbe meglio un suo trasferimento, ad esempio in Trentino, regione ospitale nei confronti di questi animali.
«Il ritorno dell’orso sulle Orobie – ha esordito il Presidente del Parco delle Orobie – suscita sicuramente alcune perplessità, anche perché la sua presenza non deve pesare su un' economia agricola montana già in difficoltà. Per questo motivo il Parco ha sottoscritto un'assicurazione per risarcire, almeno in parte, gli allevatori cui l’orso ha sbranato animali». Il compenso è stato pari a 150 euro per ogni pecora adulta e di circa 80 euro per gli agnelloni.
Durante l'assemblea è stato poi proiettato il film svizzero, «Orso maleducato, orso fucilato», che narra dell’uccisione di JJ3 nel cantone svizzero dei Grigioni, fatto che ha suscitato tanto scalpore in Italia. Nel corso della discussione è poi emerso che JJ5 è un orso problematico anche per l'educazione avuta dalla madre Jurka, per cui uccide spesso animali domestici e tende ad avvicinarsi ai centri abitati.
«Il ritorno dell’orso sulle Orobie – ha esordito il Presidente del Parco delle Orobie – suscita sicuramente alcune perplessità, anche perché la sua presenza non deve pesare su un' economia agricola montana già in difficoltà. Per questo motivo il Parco ha sottoscritto un'assicurazione per risarcire, almeno in parte, gli allevatori cui l’orso ha sbranato animali». Il compenso è stato pari a 150 euro per ogni pecora adulta e di circa 80 euro per gli agnelloni.
Durante l'assemblea è stato poi proiettato il film svizzero, «Orso maleducato, orso fucilato», che narra dell’uccisione di JJ3 nel cantone svizzero dei Grigioni, fatto che ha suscitato tanto scalpore in Italia. Nel corso della discussione è poi emerso che JJ5 è un orso problematico anche per l'educazione avuta dalla madre Jurka, per cui uccide spesso animali domestici e tende ad avvicinarsi ai centri abitati.
sabato 13 dicembre 2008
"Non ammazzate l'orso, Bergamo farebbe una bruttissima figura"
Userà parole di fuoco il presidente del parco delle Orobie bergamasche Franco Grassi stasera ad Ardesio in occasione dell'incontro "Orso malducato, orso fucilato". La trovata degli organizzatori non è piaciuta al numero uno del parco. Grassi: "Voglio essere chiaro una volta per tutte, l'orso non si tocca". "Ammazzate pure l'orso se ci tenete tanto, poi però dovete fare i conti con la legge. E la Bergamasca farà una pessima figura con il mondo intero". Userà parole di fuoco il presidente del parco delle Orobie bergamasche Franco Grassi stasera ad Ardesio in occasione dell'incontro "Orso malducato, orso fucilato". La trovata degli organizzatori non è piaciuta al numero uno del parco, che si vede aprire altro fronte della battaglia per proteggere l'orso jj5 . Non bastava infatti la finora infruttuosa trattativa con la Regione, ora ci si mettono anche i pastori con la seria minaccia di farsi giustizia da soli. Il presidente Grassi non sa a che santo votarsi. "Voglio essere chiaro una volta per tutte, l'orso non si tocca - spiega - l'ho detto più volte in incontri ad Ardesio, ma evidentemente non mi vogliono ascoltare. I danni causati dall'animale sono stati rimborsati, perché bisogna accanirsi così? Ne va di mezzo chi combina la stupidata e soprattutto l'immagine del parco e della Bergamasca. Siccome sono il presidente del parco e non dell'associazione uccisori di orsi non posso che intimare i pastori a non combinare sciocchezze".Grassi negli ultimi giorni si è recato più volte al Pirellone per cercare di trovare una soluzione concreta al problema orso. Eppure le risposte stentano ad arrivare. "Le dirò di più, ci stanno letteralmente prendendo in giro - continua Grassi - ho scoperto che sono stati dati fondi al parco delle Orobie Valtellinesi dove l'orso è transitato quest'estate e non a noi che lo ospitiamo da mesi. Adesso ne abbiamo abbastanza".
Ecco alcuni stralci della lettera che Grassi ha scritto al ministero e alla Regione Lombardia.
Dal 21 maggio 2008 è ufficialmente segnalata all'interno del parco regionale delle Orobie bergamasche la presenza di un giovane esemplare maschio di orso, classificato come jj5, giunto spontaneamente nel territorio bergamasco per dispersione naturale dall'area dell'Adamello-Brenta. La presenza dell'orso bruno è certamente un indice di grande valore geologico ambientale per il territorio alpino, ma non possiamo nascondere i disagi e le numerose difficoltà che l'orso ha causato sul territorio bergamasco nel corso di questi mesi ed in particolare nelle ultime settimane.
Oltre al danno diretto, si sta manifestando anche un danno indiretto determinato da una generale situazione di diffidenza della popolazione locale nei confronti dell'orso. E' verosimilmente che l'attuale tessuto sociale, anche in relazione all'improvvisa comparsa dell'esemplare, non sia ancora sufficientemente pronto per convivere con questa specie. Riteniamo che si ravvisino alcuni dei presupposti per poter sviluppare azioni di controllo, in particolare l'attivazione di un presidio, inteso come permanenza in zona di una squadra emergenza orso e l'azione "cattura con rilascio allo scopo di monitoraggio".
Fonte: Bergamonews
Ecco alcuni stralci della lettera che Grassi ha scritto al ministero e alla Regione Lombardia.
Dal 21 maggio 2008 è ufficialmente segnalata all'interno del parco regionale delle Orobie bergamasche la presenza di un giovane esemplare maschio di orso, classificato come jj5, giunto spontaneamente nel territorio bergamasco per dispersione naturale dall'area dell'Adamello-Brenta. La presenza dell'orso bruno è certamente un indice di grande valore geologico ambientale per il territorio alpino, ma non possiamo nascondere i disagi e le numerose difficoltà che l'orso ha causato sul territorio bergamasco nel corso di questi mesi ed in particolare nelle ultime settimane.
Oltre al danno diretto, si sta manifestando anche un danno indiretto determinato da una generale situazione di diffidenza della popolazione locale nei confronti dell'orso. E' verosimilmente che l'attuale tessuto sociale, anche in relazione all'improvvisa comparsa dell'esemplare, non sia ancora sufficientemente pronto per convivere con questa specie. Riteniamo che si ravvisino alcuni dei presupposti per poter sviluppare azioni di controllo, in particolare l'attivazione di un presidio, inteso come permanenza in zona di una squadra emergenza orso e l'azione "cattura con rilascio allo scopo di monitoraggio".
Fonte: Bergamonews
mercoledì 10 dicembre 2008
Nuovo comunicato stampa della Riserva Monti della Duchessa
In data 09/12/2008 il personale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana (IZSLT), alla presenza dell’ausiliario di Polizia Giudiziaria della Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa (Regione Lazio), ha proceduto agli accertamenti necroscopici sulla carcassa di orso marsicano pervenuta domenica scorsa all’IZSLT – sede di Roma e proveniente dal territorio della Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa.
L’esame necroscopico ha permesso di escludere la presenza di traumi o ferite d’arma da fuoco o da laccio, nonché di lesioni riconducibili a malattie infettive trasmissibili.
Le indagini di laboratorio sono state dunque indirizzate alla ricerca di cause di morte determinate dalla eventuale ingestione di sostanze tossiche o da cause naturali di origine batterica o virale o concomitanza di ambedue.
I risultati definitivi saranno presumibilmente disponibili entro le prossime settimane.
Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana
Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa
L’esame necroscopico ha permesso di escludere la presenza di traumi o ferite d’arma da fuoco o da laccio, nonché di lesioni riconducibili a malattie infettive trasmissibili.
Le indagini di laboratorio sono state dunque indirizzate alla ricerca di cause di morte determinate dalla eventuale ingestione di sostanze tossiche o da cause naturali di origine batterica o virale o concomitanza di ambedue.
I risultati definitivi saranno presumibilmente disponibili entro le prossime settimane.
Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana
Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa
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