"Non so bene perché, ma c'è qualcosa nell'orso che induce ad amarlo"
J. O. Curwood
sabato 30 agosto 2008
In Romania reti ad ultrasuoni contro gli orsi
JJ5 è in Val Brembana...e ci sono le prove!


Per chi volesse conoscere tutta la storia della "cattura" fotografica di JJ5 può cliccare QUI e fare direttamente i complimenti a Silvano, autore delle splendide foto.
L'ultimo ruglio del dio Orso: morto in Grecia l'ultimo orso del Monte Olimpo
La morte dell'orso è stata annunciata dall'associazione Callisto, attiva nella protezione degli orsi greci: "una gravissima perdita" il breve ma commosso commento dell'associazione. Il plantigrado, un maschio di circa 10 anni e del peso di 180 kg, è morto a causa di diversi colpi da arma da fuoco anche se non si esclude, visti alcuni inconfondibili segni sul corpo, un preventivo avvelenamento.
Questo era l'ultimo orso bruno del Monte Olimpo, uno dei 200-300 ormai presenti in Grecia. Il Monte Olimpo, nella Grecia settentrionale, è sede dal 1938 di un parco nazionale dal quale gli orsi erano già scomparsi oltre settanta anni fa: da cinque anni però la "dimora degli dei" era tornata ad ospitare due orsi, uno dei quali venne ucciso tre anni fa.
"Narra una leggenda che Atteone, cacciatore tanto abile quanto superbo, si vantò di poter superare in bravura Artemide, dea della caccia. La dea, infuriata ed indignata del confronto, decise una terribile punizione per il tronfio cacciatore: il cacciatore sarebbe morto proprio a causa della sua stessa passione. Con un'acqua magica trasformò l'ingnaro Atteone, intento con i suoi cani in una battuta di caccia, in uno splendido cervo: quando i cani videro la preda la ghermirono e la sbranarono, punendo così il superbo cacciatore e portando a compimento la vendetta della dea."
giovedì 28 agosto 2008
Fra Pescasseroli e Stoccolma...
Ciao OrsoBruno sono Drachetto! Come da tuo invito sul blog, ti mando un piccolo resoconto delle mie vacanze estive. Fortunatamente, e con mio grande piacere, gli orsi hanno avuto una piccola-grande parte in questo bel periodo.
Inizialmente ho passato alcuni giorni nel Parco Nazionale dell'Abruzzo, Lazio e Molise. Non c'ero mai stato... e non sai quanto me ne sono pentito. Appena passato il confine del parco il paesaggio diventa bellissimo, e la natura diventa protagonista.Con base in un B&B a Pescasseroli (tra l'altro abbastanza economico) ho fatto alcune scarpinate per alcuni sentieri del parco, dopo essermi munito di mappa e guida del parco. Faticoso... ma bellissimo. Sicuramente lo rifarò nei prossimi anni. Entrando in tema, la cosa più bella è stato vedere l'amore che c'e' per l'orso in questo parco. E' il simbolo di tutto quello che c'e' di bello li. I nomi a lui dedicati, i simboli, tante cose che dimostrano il rispetto per questo animale e quanto possa rappresentare per il parco.Sfortunatamente non ho avuto un incontro 'diretto', ma tanti di questi piccoli rimandi che si affacciavano nella quotidianità mi hanno veramente rallegrato. Per gli amanti dell'orso come me e te, penso che non c'e' posto migliore per vivere ^^ Inoltre non ho deliberatamente partecipato ai tour organizzati di 'Ecotur' (www.ecotur.org) di BearWatching o alla visita della riserva a Villevallelonga, non perchè non volessi, anzi, ma perchè spero di andarci al più presto con te e con gli altri lettori del blog! La seconda parte della vacanza l'ho passata a Stoccolma. Li c'e' il museo all'aperto più antico della storia, chiamato Skansen. Oltre alla ricostruzione di un antico villaggio svedese, e alla presentazione delle varie tipologie di abitazioni tipiche della Svezia lungo la sua storia, sono anche presenti piccole aree naturali dove sono mostrati gli animali che abitano quelle fredde terre. Naturalmente non poteva mancare l'orso bruno. Precisamente ci sono 2 aree, una dove è presente una mamma con i loro cuccioli
e un'altra con 2 grandi maschi molto vivaci.
E' stato molto bello osservarli per molto tempo e godere della loro presenza, non capita tutti i giorni. La cosa più bella ed emozionante che mi è accaduta è stato quando, dopo che gli orsi maschi hanno giocato fra di loro nell'acqua per tanto tempo, il più grande di loro, in un momento in cui ero la sola persona presente nel punto di osservazione, si è voluto sdraiare e sonnecchiare proprio vicino a me ed è rimasto li per parecchi minuti, spero godendo della mia compagnia (altrimenti, mi piace pensare, con tanto spazio a disposizione proprio li desiderava sistemarsi? ^^)
E' stato molto emozionante vederlo così da vicino, c'era solo uno spesso vetro che ci divideva, ma avrei dato molto per poterlo toccare, accarezzare, magari parlargli un pochino. Sarà un ricordo bellissimo che mi porterò dentro per molto, molto tempo.
Mi raccomando, cerchiamo di organizzare il raduno a Settembre, se ti serve aiuto per la prenotazione in un'ostello o in un B&B provo ad aiutarti via internet qui da Roma. Non sei solo,facciamoci forza!
Un abbraccio e un salutone da Roma, Massimiliano Maggiori, aka Drachetto
mercoledì 27 agosto 2008
Comunicazione a tutti i lettori del blog

Volevo informare tutti coloro che ricevono periodicamente le email del Blog dell'OrsoBruno che da domani queste appariranno in modo parziale. Quindi se i post vi sembreranno incompleti non preoccupatevi, basterà cliccare sul titolo del post per leggerlo l'intero post dovrete semplicemente.
Vorrei pregare inoltre di non rispondere ai post direttamente tramite email, ma di inserire i propri interventi nei relativi commenti ai post in modo tale da rendere partecipi anche gli altri lettori delle vostre osservazioni.
Grazie a tutti!
martedì 26 agosto 2008
lunedì 25 agosto 2008
Testimonianza sull'incidente di Caderzone
Come ammetterà anche Sonja nel suo racconto, prestare i primi soccorsi ad un cucciolo sapendo che la madre è vicina è molto rischioso...Sonja è stata molto fortunata.
Desideravo guardare negli occhi un orso in libertà da molto, molto tempo (sono passati più di 8 anni dai primi rilasci)...e quest'estate è successo! Quest'orsetto poi...non me lo scorderò più fin che campo...è stata un esperienza quasi irreale. Se proprio te la devo dire tutta sono stata anche molto imprudente. Sembrava una scena di un film: io che prestavo i primi soccorsi al piccolo e sua madre, in un cespuglio che rugliava disperata, reclamando suo figlio. CREDO CHE ABBIA CAPITO LE MIE BUONE INTENZIONI...altrimenti oggi non sarei qui a raccontarti la storia. Per fortuna non è successo nulla di grave, IL CUCCIOLO/A, che ho chiamato ECLIPSE (visto che c'era anche eclissi di luna), ORA HA RAGGIUNTO LA MADRE (me lo hanno confermato le guardie forestali), e questo fa ben sperare. Io ho filmato per avere un documento, e per far visionare al veterinario, ma il giorno dopo mi hanno chiamato giornalisti e tv e il mio orsetto e "finito" su tutti i telegiornali. Non credevo proprio succedesse una cosa del genere...ma poi mi son detta: "perché non condividere questa fantastica esperienza?"
Mio fratello stava rientrando da una serata con amici, e i realtà e stato lui ad assistere all'incidente, perché la sua macchina era dietro a quella dell'investitore. (...sono sbucati da un cespuglio all'improvviso, non ha potuto far nulla per evitarli!). Mi ha chiamata subito ed io mi sono precipitata...con il pigiama a "salvare" la famiglia di orsi. Nel frattempo ho chiamato i forestali, gli addetti del Parco e i Carabinieri, Vigili del fuoco. Sono arrivata prima io, pero...e quindi nell'agitazione del momento ho fatto la cosa più imprudente...Ero così spaventata...in un primo momento il cucciolo sembrava morto. Era rannicchiato in mezzo alla carreggiata, non si muoveva. Non ti puoi immaginare la mia felicità nel constatare che invece respirava. Io l'ho assistito finché pian piano si è rimesso stazione quadrupedale e ha mosso i primi passi. E' stata una bella storia di MEZZ'ESTATE...spero finita bene! Zoppicava sono un pò..un'abrasione alla zampa anteriore destra...ma niente di grave. Lui ha fatto la cosa più naturale per un orsetto...ha cercato un posticino buio ed appartato ed ha aspettato sua madre. Dovevi vedere che tenero mentre si leccava la zampetta...Gli esperti hanno fatto il resto...hanno chiuso la strada, e hanno aspettato. La femmina ha raggiunto il piccolo, con il fratellino, e l'ha portato via...spero solo abbia capito la lezione. Il fatto che frequentino i centri abitati è un vero guaio.
Grazie ancora a Sonja per la sua testimonianza!
sabato 23 agosto 2008
Avvistati 9 orsi che nuotano a 100 km dalla costa

«Trovare così tanti orsi polari al largo è il chiaro segno che il ghiaccio su cui vivono e cacciano continua a sciogliersi. Altri orsi potrebbero trovarsi nelle medesime condizioni - ha detto Geoff York, un biologo esperto di orsi polari del Wwf - Se i cambiamenti climatici continueranno a colpire l'Artico, gli orsi polari e i loro cuccioli saranno costretti a nuotare per lunghe distanze per cercare cibo e riparo».
L'Artico sta cambiando più rapidamente e drasticamente di qualsiasi altra zona del Pianeta e il 2007 ha fatto registrare lo strato più sottile di ghiaccio artico nella storia. Le immagini satellitari mostrano che il 16 agosto il ghiaccio era assente in molte delle zone in cui sono stati avvistati gli orsi polari. Le previsioni mostrano che la perdita di ghiaccio di quest'anno potrà eguagliare o superare quella dello scorso anno.
La scoperta dei nove orsi in mare aperto giunge quando il Servizio di Gestione Minerali degli Usa sta conducendo indagini marine nei mari di Beaufort e di Chukchi alla ricerca di potenziali giacimenti di petrolio offshore. Gli esperti del Wwf stanno monitorando la situazione e forniranno aggiornamenti ai media.
In maggio il ministero degli Interni degli Stati Uniti ha inserito nella lista delle specie in via di estinzione gli orsi polari. Il mnistro degli Interni Dirk Kempthorne ha sottolineato come molti studi scientifici accusino la significativa perdita di ghiacci artici, habitat dell'orso polare, come la principale ragione per proteggere gli orsi con leggi federali. Lo Stato dell'Alaska si è invece opposto alla decisione del governo federale di proteggere la specie.
«È molto grave che l'Alaska si opponga alle decisioni del governo, cercando di convincerlo a modicare la lista delle specie protette – commenta Massimiliano Rocco, responsabile del Programma Traffic/Specie del Wwf Italia - La questione è che gli orsi polari hanno bisogno di ghiaccio marino, il ghiaccio marino sta scomparendo e gli orsi sono in guai seri. Questo dovrebbe convincere tutti che il riscaldamento globale è una realtà. L'Artico ne è la prova più evidente».
(Fonte Wwf)
La Marsica terra di orsi e...
La Marsica era caratterizzata fino alla fine del XIX secolo dalla presenza del lago Fucino uno dei più grandi del nostro Paese. L'economia era basata sulla pesca e sulla coltivazione di ulivi e alberi da frutto cosa resa possibile fra le montagne abruzzesi proprio dalla presenza del bacino idrico che mitigava il clima premettendo la presenza questo genere di colture.
Col termine dei lavori di prosciugamento del lago terminati nel 1878, il Fucinò subì una profonda trasformazione sia economica che sociale: non era più possibile pescare e l'assenza del lago portò ad un irrigidimento del clima che non permise più la coltivazione degli alberi da frutto. Il fucino piombò in un grave stato di povertà e miseria.
Questa situazione durò quasi fino alla metà del secolo scorso, lasciando poi il passo ad una agricoltura più moderna e ad una produzione intensiva che decretarono il Fucino come una delle zone del nostro Paese a più forte vocazione agricola.
Ma un altro cambiamento attende il Fucino: l'industria infatti vede nel Fucino un ottimo bacino di espansione. Dagli anni sessanta infatti iniziano a sorgere piccole e grandi industrie, come quelle di trasformazione dei prodotti agricoli, cartiere, produzione di componenti elettronici e centri di telecomunicazione.
Oggi il Fucino si appresta a subire una ulteriore trasformazione: Sefora ci racconta in questo video a cosa andrà incontro il cuore verde dell'Abruzzo...buona visione.
venerdì 22 agosto 2008
Il mattino ha l'ORsO in bocca....
martedì 19 agosto 2008
Carla Bruni interviene in difesa degli orsi dei Pirenei

Caderzone: auto investe famiglia di orsi
E’ successo sulla strada statale tra Caderzone e Giustino, in val Rendena, nei pressi del campo da golf. Ci sono stati lunghi minuti di apprensione per il piccolo orsetto. Dopo l’impatto l’animale è rimasto a lungo a bordo strada, con una zampa dolorante e in cerca della madre che da lontano non ha mai smesso di chiamarlo. Dopo circa 40 minuti il cucciolo si è rimesso in movimento, probabilmente riuscendo a raggiungere il resto della famiglia. Gli uomini della Forestale, il giorno dopo, hanno trovato alcuni peli e macchie di sangue ma del cucciolo nessuna traccia nonostante abbiano scandagliato tutta la zona circostante.
Per Viviani solo un grande spavento e qualche piccolo danno alla macchina. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Carisolo e i pompieri volontari di Bocenago e Caderzone, oltre ai tecnici della forestale. La strada è rimasta chiusa fino a mattina per consentire ai soccorritori di ispezionare con cura tutta l’area circostante al fine di escludere la presenza nelle vicinanze della famiglia di orsi. Inoltre i tecnici della forestale hanno prelevato dall’auto di Viviani alcuni peli sui quali saranno svolte delle indagini di laboratorio.
Non è la prima volta che i cuccioli di Daniza subiscono incidenti. Un altro orsetto, infatti, era stato ucciso da un’auto che l’aveva investito mentre secondo la forestale questo è complessivamente l’ottavo investimento di plantigradi da quando gli orsi sono stati immessi in Trentino. Daniza - che ora ha una decina d’anni - è uno dei plantigradi «storici» del Trentino, uno dei primi ad essere importati dalla Slovenia nell’ambito del progetto Life Ursus voluto dalla Provincia.
Bentornato lupo!

Il lupo c'entra perché in Abruzzo lupo e orso sono "cugini", simboli di un passato di persecuzioni ed oggi vessilli di una natura viva e pulsante che deve essere tutelata.
Il lupo è il protagonista del convegno "Bentornato lupo" che si terrà il 23 agosto alle ore 16.30 al castello Cantelmo di Pettorano sul Gizio, uno dei borghi più belli d'Italia.
In questo incontro, grazie all’intervento dei grandi parchi abruzzesi verrà fatto un punto della situazione del lupo appenninico in Abruzzo. Il convegno si chiuderà con un interessante intervento sul lupo nei documenti d’archivio tra ‘800 e ‘900.
Programma del Convengo:
Saluti
Feliciano Marzuolo
Sindaco di Pettorano sul Gizio
Stefano D’Amico
Assessore all’ambiente di Pettorano sul Gizio
Valentina Lucci
Direttore della Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio
Antonio Carrara
Presidente della Comunità Montana Peligna
Michele Fina
Assessore all’ambiente Provincia dell’Aquila
Interventi:
L’impegno di una piccola area protetta per la salvaguardia del lupo
Mauro Fabrizio, Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio
Il lupo nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Storia e prospettive.
Vittorio Ducoli, Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
Lupo Ivo: monitoraggio radiotelemetrico di un lupo trovato ferito nel Parco
Federico Striglioni, Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga
Lupo e zootecnia: elementi per la gestione della convivenza
Simone Angelucci - Antonio Antonucci, Parco Nazionale della Majella
Stato delle conoscenze e conflitti presenti nell’area del Parco
Paola Morini, Parco Regionale Sirente Velino
Il lupo nei documenti d’archivio tra ‘800 e ‘900
Beatrice Ricottilli, Archivio di Stato di Sulmona
A seguire Buffet
Per informazioni:
- Sito della Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio
- Come arrivare a Pettorano sul Gizio
- Indirizzo email della riserva
- Telefono: 0864.487006
- Skype!
mercoledì 13 agosto 2008
Storie di orsi e galline...con lieto fine
Ma non solo il pollaio di nonna Liliana si è ripopolato di galline, perché tante altre persone, soprattutto anziane, hanno fatto richiesta ed ottenuto galline dal Parco. In pratica, nella Valle del Giovenco sono stati distribuiti gratuitamente circa 1500 pennuti, provenienti da un allevamento dell'Aquilano.
E così, i pollai di San Sebastiano dei Marsi, di Bisegna , di Ortona dei Marsi e di tutte le sue numerose frazioni sono stati riempiti di galline.
Per la gioia di quanti si erano visti «espropriare» dei pennuti da parte di Gemma, Generoso e company. Quasi tutti i pollai della Valle del Giovenco sono stati rinforzati con porte in ferro o, addirittura, chiodate per dissuadere gli orsi dal compiere eventuali «blitz».
Ma, come abbiamo avuto modo di riferire, l'orsa Gemma con i suoi due piccoli, una quindicina di giorni fa, aveva aggirato brillantemente l'ostacolo delle porte di ferro, entrando nel pollaio di nonna Liliana, a San Sebastiano dei Marsi, addirittura dal tetto.
Alla consegna delle galline hanno assistito ieri sera tanti curiosi e, forse chissà, nascosti tra i boschi, qualcuno immaginava anche i «compari» plantigradi, che si leccavano i baffi, pregustando altri, eventuali lauti banchetti.
martedì 12 agosto 2008
Resti di un orso marsicano sul monte cavallo
Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, 12 agosto 2008 Comunicato Stampa n. 63
sabato 9 agosto 2008
Parco delle Orobie: polizza per i danni provocati dall'orso
L’incontro, seppure dedicato al lupo, offrirà l’occasione per affrontare anche il ritorno dell’orso bruno all’interno del parco, le problematiche connesse alla gestione dell’orso bruno e delle altre specie di animali selvatici nell’ambito di una logica di conservazione e ricostruzione di una popolazione vitale sulle Alpi.
Il Parco delle Orobie Bergamasche, infatti, sta affrontando a 360° una delle maggiori criticità del conflitto tra uomo e animali predatori, legato soprattutto ai danni economici che potenzialmente lupi, orsi e linci possono provocare, motivo principale della persecuzione che, storicamente, ha portato a bracconaggio ed estinzione.
“Per favorire la presenza nel nostro Parco degli animali predatori ma al tempo stesso proteggere la nostra gente che trae reddito dalla montagna - anticipa il presidente del Parco delle Orobie Franco Grassi – puntiamo oltre alla costante informazione ed a regolare monitoraggio della reale presenza sul territorio di queste specie faunistiche, anche in caso di incursioni, all’indennizzo dei danni grazie ad accertamenti ed erogazione delle compensazioni in tempi rapidi con una polizza assicurativa dedicata ad animali domestici e fabbricati”.
Alla polizza, la cui attivazione sarà comunicata agli addetti ai lavori proprio nel corso del convegno, si affianca un’attività di formazione sulle regole da osservare per una convivenza pacifica con questi animali, che sfati leggende ed allarmismi ingiustificati.
In particolare, nei confronti dell’esemplare presente nel parco è importante comprendere che l’orso bruno diventa problematico quando l’uomo lo abitua a trovare cibo vicino alle abitazioni, involontariamente - per la cattiva gestione dei rifiuti - o volontariamente - quale attrazione per turisti e fotografi. L’orso è un mammifero plantigrado che è tornato spontaneamente all’interno del territorio del Prc provenendo dalla zona dell’Adamello Brenta dove è stato reintrodotto all’inizio degli anni ’90.
“L’orso è un animale elusivo, schivo e diffidente – conclude il presidente Grassi - consulente del parco - escludiamo quindi ogni forma di preoccupazione nei confronti di attacchi all'uomo. ll fatto che sia tornato sulle nostre montagne è indice di grande valore ambientale delle Alpi Orobie”.
Fonte: L'eco di Bergamo
venerdì 8 agosto 2008
mercoledì 6 agosto 2008
PNALM: zone limitate ai turisti per proteggere l'orso bruno
Tutti i sentieri che portano in tale zona saranno chiusi negli ultimi tratti e sottoposti a vigilanza da parte delle guardie del Parco e agenti del Corpo forestale dello Stato. E' quanto stabilito nell'ordinanza firmata ieri dal presidente del Parco, Giuseppe Rossi. 'Il provvedimento - spiega il direttore dell'Ente, Vittorio Ducoli - e' stato nesessario al fine di tutelare l'orso bruno marsicano durante il periodo di iperfagia, cioe' quando si alimenta per accumulare le riserve energetiche in previsione dell'inverno'. Nella zona in cui l'accesso sara' vietato cresce il ramno (rhamnus alpinus), particolare bacca della quale l'orso e' molto ghiotto. L'atto - concludono Rossi e Ducoli - e' in linea con le migliori politiche per la conservazione dell'orso bruno marsicano'.
L'ordinanza e' gia' stata anticipata al comune di Pescasseroli e agli operatori turistici che svolgono il servizio di accompagnamento escursionistico. La misura dell'ente Parco, negli anni precedenti, era stata meno restrittiva, prevedendo la limitazione dell'accesso con il 'numero chiuso', cioe' solo piccoli gruppi con accompagnatori autorizzati potevano visitare tale area nel periodo tra agosto e settembre. (AGI)

JJ5 ha trovato una nuova casa: le Orobie Bergamasche

Per il responsabile del Servizio faunistico della Provincia il fatto che l'orso sia tornato sui suoi passi «è un segnale chiaro: evidentemente qui l'orso ha trovato una natura, in termini di biodiversità, che dimostra di essere in grado di ospitare, appunto, il più grosso carnivoro europeo. E se ha scelto di abitare sulle Orobie bergamasche è perché trova rifugio e alimentazione in abbondanza. E questo, per noi, è un dato straordinario che ci fa ricredere sul territorio delle nostre Orobie dalle risorse naturali spesso, purtroppo, sottovalutate». «La presenza del plantigrado - rimarca Moroni - può rappresentare, a distanza di due secoli, un'opportunità per le nostre montagne purché venga opportunamente gestita».
In che modo? «Anzitutto attraverso una campagna di informazione sulla sua presenza che non rappresenta alcun pericolo per gli esseri umani. La prova è che negli ultimi cento anni non si ha avuto un solo caso di attacco dell'orso all'uomo. Tantomeno in Trentino o in Abruzzo dove storicamente è da sempre presente. In secondo luogo attraverso un rapido indennizzo alla zootecnia e alla apicoltura. Perché l'unico danno che può recare questo animale è agli ovini e agli alveari. A questo proposito l'ente Parco delle Orobie bergamasche ha stipulato un'apposita polizza assicurativa per l'indennizzo dei danni prodotti da predazione dei grandi carnivori: quindi lupo, orso, lince il cui avvento sulle Orobie è agli albori. Ma anche la Regione, direzione generale Qualità dell'ambiente, sta portando a termine un'altra copertura assicurativa». In che modo si può ottenere? «L'allevatore o l'apicoltore che subisse danni dall'orso deve dare immediata notizia alla centrale operativa del Corpo di polizia provinciale (contattando il numero verde 800.350.035) per rendere possibile un sopralluogo nelle 24 ore successive. Indispensabile - sottolinea Moroni - per accertare l'entità e la natura del danno così da avviare la procedura. La segnalazione può essere fatta anche al Corpo forestale dello Stato». «Su questo plantigrado - ricorda ancora Moroni - c'è un progetto promosso e sostenuto dall'Unione Europea. L'orso bruno è una specie particolarmente protetta in Italia e sulla lista rossa delle specie di particolare tutela da parte dell'Unione Europea». Ogni segnalazione di avvistamento o danni dell'orso, di volta in volta, vengono trasmessi alla Regione e al Parco Adamello Brenta che è stato il promotore del progetto «Life Ursus» per la salvaguardia del plantigrado bruno e la ricostituzione di una sua popolazione sulle Alpi centrali. Si invitano quindi tutti gli escursionisti, nonché fungaioli, alpinisti e cacciatori che avvistino l'orso, o riscontrino una sua traccia di presenza a contattare la Provincia.
Fonte: L'eco di Bergamo