"Non so bene perché, ma c'è qualcosa nell'orso che induce ad amarlo"
J. O. Curwood

martedì 13 gennaio 2009

Brava Sonja!

Ricordate l'incidente che qualche tempo fa ha visto protagonista una famiglia di orsi a Caderzone? E di Sonja che aveva prestato soccorso al cucciolo? Il Blog dell'OrsoBruno è lieto di annunciare che Sonja è finalmente diventata Medico Veterinario presentando una tesi sulla "Situazione Sanitaria dell'Orso Bruno del Parco Naturale Adamello Brenta".
Penso di poterle fare i complimenti a nome del Blog e di tutti i suoi lettori, bravissima!
Ma non finisce qui: Sonja ha anche vinto una targa "PER L'IMPEGNO PROFUSO A TUTELA DEGLI ANIMALI" dal Garante per la tutela degli animali del comune di Milano, il dott. Gianluca Comazzi.
Cosa dire di più complimenti ancora a Sonja e continua così.

In basso due articoli che parlano della nostra Sonja

domenica 11 gennaio 2009

L'orso della bandiera californiana

Qualche giorno fa stavo guardando un film in DVD quando, durante una scena all'interno di un tribunale di Los Angeles, la mia attenzione si è focalizzata sulla bandiera dello stato della California che nella scenografia appariva alle spalle del giudice. Cosa vedo? Un'orso? Sulla bandiera californiana? Come è possibile?
La controversa storia di questa bandiera affonda le radici nella rivolta californiana del 1846 quando all'alba del 14 giugno un piccolo ma ben armato gruppo di trentatré coloni americani guidati dal Capitano Jebediah Bartlett e dai suoi tenenti, Albert Bosc e Emmanuel d'Anjou, irruppero nell'abitazione del Generale Mariano G. Vallejo, il comandante generale della California, ordinandogli di cedere loro la fortezza di Sonoma Plaza. Raggiunto il loro scopo i ribelli decisero di innalzare una nuova bandiera a Sonoma Plaza per annunciare la loro vittoria ma subito si accese un'animata discussione per decidere come dovesse essere il vessillo da utilizzare. La maggior parte di essi era d'accordo sul fatto che la bandiera dovesse avere una connotazione americana e nessun riferimento al Messico e in più che dovesse rappresentare qualcosa di simbolico.
Il gruppo immediatamente produsse un grezzo prototipo della bandiera ricavandolo da un rettangolo di lino e da una striscia rossa a ricordo di quelle degli stati americani, disegnando poi una stella nell'angolo in alto a sinistra come simbolo di indipendenza e scrivendo CALIFORNIA REPUBLIC in nero al di sotto della stella. Lo stendardo fu poi inviato alla vicina casa di William L. Todd (nipote di Mary Todd Lincoln, moglie del futuro presidente Abraham Lincoln) con l' istruzione di dipingere un'immagine nella grande porzione libera della bandiera; una volta concluso il lavoro la bandiera sarebbe stata rimandata indietro sempre tramite lo stesso corriere.
E qui la storia si complica. Si perché l'inserimento dell'orso all'interno del vessillo ha diverse origini tutte molto oscure. Secondo una versione infatti fu lo stesso Todd ad inserire l'orso simbolo di resistenza e forza, per altri invece furono gli stessi coloni a suggerire la figura dell'orso, a causa della massiccia presenza dell'animale in California. La versione a mio parere più curiosa invece vede come protagonista proprio Bartlett. Il Capitano Bartlett, che oltre ad essere un magnate agricolo con grandi possedimenti terrieri sul fiume Sacramento era anche un orticultore (sviluppò la varietà di pera Bartlett), suggerì che la bandiera dovesse rappresentare la vocazione agricola che la California possedeva. Il gruppo, pur di non contraddire il suo leader decise di inserire nella bandiera una pera, simbolo perfetto per la nuova repubblica. Una volta che Todd ebbe le istruzioni per fabbricare la bandiera proprio da Capitano Bartlett, lesse male (forse una pessima scrittura o l'inchiostro sbafato) e al posto di una pera (pear) sul lino venne dipinto un orso (bear). Al di là delle varie versioni, comunque, la bandiera doveva avere questo aspetto:

I ribelli issarono comunque la bandiera a Sonoma Plaza. Ma l'esattezza della bandiera divenne cosa irrilevante quando poco meno di un mese dopo uno squadrone americano comandato da John D. Sloat catturò Monterey, all'epoca capitale della Repubblica Californiana, e proclamò la California territorio amaericano portando così alla fine della neonata repubblica. Il territorio fu formalmente ceduto dal Messico agli Stati Uniti alla conclusione della guerra fra i due Stati nel 1848, e la California fu annessa all'Unione nel 1850 come trentunesimo stato.
Quando la California adottò la bandiera in modo ufficiale nel 1911, seppur con qualche modifica, scelse lo stesso soggetto caro ai rivoluzionari del 1846. L'orso rappresentato nella versione moderna venne modellato sull'ultimo Grizzly californiano in cattività. L'orso, chiamato "Monarch", venne catturato a Samhain dal giornalista Allen Kelley..La bandiera della Repubblica Californiana, nata (forse) da un errore si presenta oggi così:


Chissà come sarebbe oggi la bandiera se il signor Todd avesse seguito le indicazioni date dal capitano Bartlett?

Forse così:

mercoledì 7 gennaio 2009

Orso bruno: animale dell'anno 2009

L'orso bruno è l'animale del 2009: lo ha scelto Pro Natura, che quest'anno festeggia il suo centenario e che sul suo primo stemma aveva proprio raffigurato l'orso. In tal modo intende sensibilizzare la popolazione elvetica su una possibile convivenza pacifica tra uomo e orso. Quest'animale selvatico, tutelato a livello europeo, ha fatto parte per secoli della fauna indigena e "ritrova lentamente la via, benché ancora irta d'ostacoli, per il ritorno in Svizzera", rileva Pro Natura.
L'orso è tuttora una specie minacciata e quindi protetta a livello europeo. La Svizzera ha una particolare responsabilità per quanto concerne la diffusione naturale dell'animale in Europa. L'Arco alpino è il principale asse di diffusione Est-Ovest dell'orso e la Svizzera si trova proprio al suo centro. Gli orsi hanno fatto parte per secoli della nostra cultura, tant'è vero che numerosi toponimi, nomi di località e stemmi testimoniano la lunga storia culturale dell'orso in Svizzera. Soprattutto al Nord delle Alpi, centinaia di osterie recano nell'insegna la sua effigie, rileva in un comunictao Pro Natura.
La società ha però disimparato, nel secolo senza orsi, a condividere il territorio con animali selvatici. Con la scelta dell'orso, Pro Natura intende ricordare che gli orsi fanno parte della biodiversità della fauna indigena. I possibili problemi collegati alla loro presenza sono risolvibili. "Dobbiamo evitare che l'orso si abitui all'uomo e ai suoi rifiuti e proteggere le greggi di pecore e capre".

Forse due orsi sull'altopiano di Asiago

Sono due gli orsi che girano per l'Altopiano? Lo sostengono alcuni voci che circolano in questi giorni, soprattutto dopo il ritrovamento in località Val Lastaro di impronte che potrebbero essere d'orso. La segnalazione è arrivata pochi giorni dopo quella avvenuta in Valdassa, in comune di Roana, dove sono stati rinvenuti i resti di un cervo mangiato dall'orso. La lontananza tra i due luoghi giustificherebbe la tesi della presenza di due animali. «È una possibilità che non possiamo escludere - dichiara il vice questore aggiunto Isidoro Furlan del Comando distrettuale del Corpo forestale dello Stato con sede ad Asiago - Se è vero che un giovane maschio può percorrere molti chilometri alla ricerca di cibo è anche vero che le due località distano una cinquantina di chilometri, una distanza che anche per l'orso è notevole con tutta la neve caduta in questo periodo».
Di opinione diversa invece Carlo Frapporti del Servizio foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento, l'ufficio che segue il programma di reintroduzione dell'orso bruno sulle Alpi. «Da quanto mi risulta in Altopiano - dice Frapporti - c'è solo un orso, il giovane maschio KJ2G2. Da due anni lo sto seguendo e ormai mi sono fatto una discreta esperienza. L'esemplare, di circa tre anni, anche l'anno scorso non è andato in letargo, ha solo ridotto l'attività e ha continuato a cibarsi per tutto l'inverno». Sulle impronte rinvenute in Val Lastaro si stanno effettuando degli accertamenti perché il Servizio Fauna di Trento ha costituito una database sulle orme dei vari esemplari introdotti. A Gallio ieri sera Frapporti ha tenuto una serata informativa sull'orso e sul progetto di reintroduzione, per dare risposte concrete alla popolazione sulle misure da adottare perché continui una convivenza pacifica.

Gerardo Rigoni per www.ilgiornaledivicenza.it

sabato 3 gennaio 2009

La Lega in Trentino propone di riportare gli orsi in Slovenia

«Quanto ci costa la vacanza dei plantigradi?». A chiederselo sono i consiglieri provinciali della Lega Nord del Trentino, che hanno saputo della presenza di un orso del progetto Life Ursus sull'altopiano di Asiago. Presenza, come riportato dal giornale di Vicenza, che avrebbe allarmato sciatori e turisti, tanto più che in questo periodo il plantigrado dovrebbe essere in letargo. Da qui l'interrogazione consigliare firmata dai consiglieri del Carroccio, Alessandro Savoi, Franca Penasa, Luca Paternoster e Mario Casna. «Per quale motivo - chiedono - la trasferta sulle montagne di Asiago degli orsi non è stata adeguatamente scoraggiata degli operatori del progetto "Life Ursus" e dalle guardie forestali distaccate a supporto del progetto». Ed ancora: «Corrisponde al vero che eventuali danni causati dagli orsi "trentini" sconfinati nei territori delle regioni limitrofe saranno pagati dai contribuenti trentini?». I consiglieri, anche alla luce di quanto successo ad Asiago, chiedono se «non sia giunto il momento di valutare in tutta la sua portata il progetto "Life ursus", magari decidendo di annullarlo, riportando gli orsi importati in Trentino nei territori di provenienza, in modo da riconsegnare le valli, le montagne ed i pascoli trentini alla sicurezza e alla tranquillità di chi vi lavora e vi abita».

Fonte: L'Adige.it