"Non so bene perché, ma c'è qualcosa nell'orso che induce ad amarlo"
J. O. Curwood

giovedì 25 giugno 2009

Comunicato stampa del Comitato Parchi Italia: Orso Marsicano, la resa dei conti

Perché non è possibile che in un Parco Nazionale muoiano tanti orsi, senza che siano mai chiarite le vere cause, senza che vengano individuati i responsabili, e con il rischio che tutto cada nel dimenticatoio. Perché il vero numero dei plantigradi deceduti nell’ultimo settennio (il periodo della “nuova gestione”, per intenderci) non è stato mai rivelato. Perché non è stato mai chiarito l’impiego delle cosiddette “esche olfattive” a suo tempo diffuse per disturbare e deviare ogni orso sopravvissuto. Perché è difficile credere che animali giovani e sani possano morire per cause naturali, ed essere ritrovati per puro caso, come mai avvenuto in precedenza, qua e là all’aperto. Perché non ha avuto senso tener nascoste le informazioni, proclamando verità apodittiche, e sfidando tutti gli osservatori tenuti all’oscuro dei fatti a dimostrare il contrario. Perché è stato ridicolo annunciare massicce operazioni di sorveglianza, promettere taglie milionarie, assicurare azioni efficienti e immediate, accusare dei delitti persino la criminalità organizzata (che pure non manca davvero), quando i veri colpevoli potrebbero celarsi non lontano, ridendosela alle spalle di tutti. Perchè alcuni orsi sono stati rinvenuti nelle vicinanze dei centri maggiori, e altri persino nelle Riserve Integrali. Perché a segnalarli sono stati spesso, per puro caso e dopo lungo tempo, semplici escursionisti, e non le autorità competenti, i cui operatori hanno oggi raggiunto il numero più elevato dell’intera storia del Parco. Perché chiunque frequenti il territorio lamenta di non incontrare più Guardie in montagna, nei boschi e pascoli di alta quota, o nei luoghi più remoti, mentre altri segnalano soprattutto pattugliamenti di fondovalle con veicoli a motore, tanto che qualcuno giunge a ridicolizzarli definendoli “cantonieri”. Perché intanto il bestiame domestico dilaga dovunque, e qualche allevatore ha anche impiantato, del tutto impunito, cannoni a salve nel cuore del Parco, per spaventare i predatori. Perché infine sommando i decessi di questo periodo (che coincide anche con la dissoluzione del pattugliamento assiduo in alta montagna, giorno e notte, secondo precisi itinerari; con il declino del vero ecoturismo responsabile; e con la demotivazione dei veri amici del Parco; tutti alleati formidabili nel presidio del territorio), si potrebbe raggiungere e persino superare l’esiguo numero dei plantigradi che dal 2002 in poi si affermava restassero ancora in vita. Quanti erano allora? Circa 20, 30 o 40 individui di Orso marsicano nel Parco e nelle Zone limitrofe, affermavano con grande enfasi le autorità competenti: mentre qualche superesperto proclamava: potrebbero essere da uno a cento, non esistono dati. Oggi, dopo anni di ricerche superfinanziate ( si parla di milioni di Euro raccolti, ma data la ben nota “massima trasparenza” nessuno sa come questi fondi siano stati spesi ) non esiste alcuna vera stima ufficiale, o comunque attendibile, di questa preziosa popolazione di orsi. Davvero ce ne sono ancora, dopo decine di lutti, se al principio del Terzo Millennio ne erano rimasti così pochi? In altre parole, molta gente si chiede: se all’inizio di questo secolo non sopravviveva che una manciata di orsi, com’è possibile che ne siano morti poi una trentina, e forse persino di più ?Su tutto questo occorrerebbe indagare a fondo, per individuare le vere cause della mesta agonia di un animale, che tutti dicono di amare. Senza disturbare il Ministro Brunetta, basterebbe chiedersi quante siano le Guardie del Parco e Forestali davvero operative oltre quota 1.300, lontano dai paesi e dalle strade; come vengano utilizzati i 120 dipendenti dell’Ente, e quanti servizi nei Rifugi di montagna ( sul modello di quelli nei Casotti del Gran Paradiso, per intenderci ) siano realmente effettuati; e infine, quanti bracconieri di orsi siano stati effettivamente scoperti e perseguiti negli ultimi tempi. Per far comprendere meglio ciò che stiamo dicendo, basterebbe ritrovare la memoria storica smarrita: ecco perché rievochiamo qui uno dei tanti episodi del passato. Ma la cosa più triste è che questo ennesimo fatto drammatico è passato inosservato a livello nazionale, e solo in ambito locale la notizia è stata diffusa. Ancor prima che gli ultimi plantigradi finiscano eliminati materialmente, lo spirito del grande Orso marsicano rischia di smarrirsi nell’oblìo.

Comitato Parchi Italia

8 commenti:

annalisa ha detto...

Non posso fare altro che sperare che si possa fare qualcosa. Queste notizie mi riempiono di tristezza. Lo scorso anno mio marito ed io abbiamo avvistato un orso nei pressi di Passo Godi (dove anche quest'anno torneremo in vacanza), vorrei che fosse un'esperienza ripetibile, per tutti quelli che amano gli orsi.

Buon lavoro.
Annalisa

Drachetto ha detto...

Questo post nella sua verità mi ha messo una profonda tristezza. E' l'essenza dell'Italia stessa, il suo più profondo e radicato male: parlare, parlare.. ma fatti zero, mai! Veramente vedere scomparire un'intera razza (si, l'orso marsicano è una razza), forse uno dei doni più piccoli ma più preziosi che l'Italia ha, sarebbe veramente... vomitevole. E si perderebbe quella magia di cui Annalisa parla: io vado al Parco Nazionale d'Abruzzo anche con il profondo sogno di vivere quell'esperienza di 'incontro'.

Anonimo ha detto...

Secondo me e' anche colpa di chi manifesta il proprio sdegno solo a parole e su pagine internet. Non e' un accusa a nessuno, invece e' piu' un invito ad organizzare una protesta piu' visibile nei confronti dei responsabili. Mi riferisco alla dirigenza del parco per esempio. Se e' vero che non fanno nulla per trovare e perseguire i responsabili e insabbiano tutte le indagini. Beh...allora si dovrebbe organizzare una manifestazione come si deve e raccogliere le firme per avere le dimissioni del direttore del parco da presentare al direttore conservazione del ministero dell'ambiente. Io la butto la'...

saluti,
Piero

Anonimo ha detto...

Ho letto solo questo triste resoconto.
Mi trovo d'accordo con le parole di Drachetto :)

Misty

Anonimo ha detto...

@ OrsoBruno,concordo quasi totalmente con quanto hai scritto, in maniera univoca e chiara, su alcuni dei " mali" che affliggono l'orso marsicano,ma vorrei aggiungere qualche precisazione a riguardo:
1-non è vero che le esche olfattive, usate nell'ambito del progetto LIFE abbiano "disturbato e deviato" gli orsi; infatti hanno permesso di prelevare campioni di pelo,(sistema innocuo e non invasivo),per effettuare una conta "seria" degli orsi marsicani,dividendoli geneticamente con l'esame di pochi peli, per sesso, parentela, ecc, determinando con sicurezza il numero minimo CERTO di 49 orsi, solo nell'area del Pnalm.
2- Riguardo ai cannoni e agli altri sistemi dissuasivi adottati dagli allevatori e tollerati dalla gestione del Parco, ci fanno comprendere a quale livello sia finita la gestione del Pnalm... senza che i responsabili di questo stato di cose siano allontanati...
3-oltre ai cannoni, la diminuzione dei camosci in Val di Rose è strettamente collegata all'alto numero di cavalli bradi che tolgono pascolo ed allontanano i camosci..come viene gestito il pascolo in rapporto alla fauna selvatica?
4-I veri colpevoli: hai scritto bene esortando a cercare vicino...ma bisogna avere la VOLONTA' di farlo, non limitarsi a inutili inconcludenti e ridicoli comunicati per ogni orso morto.
5-A mio avviso va comunque valutato, tra i potenziali colpevoli, il fatto che da anni,nel Pnalm è in corso "l' inutile ed oneroso" radiocollaraggio degli orsi... Se per ipotesi, durante le pericolose azioni di cattura e sedazione degli orsi, qualcuno di essi MUORE, siamo convinti che il "team del Professore" avrebbe interesse e volontà di divulgarne la notizia? Vengono fatti esami specifici sulle carcasse degli orsi morti riguardo a somministrazione di anestetici? Hanno MAI pubblicato i risultati autoptici? I veri colpevoli sono sempre coloro che hanno interessi in gioco, -come ho scritto e riscritto sui miei post-,perchè non si seguono tutte le ipotesi? Forse è tabù..Che senso ha radiocollarare gli orsi?
6-Riguardo all'anonimo che auspica pubbliche manifestazioni di protesta...ok..vanno benissimo, ma sarebbe più importante PER L'ORSO,inviare denunce a Bruxelles e a Roma, convincendo le Autorità ad adottare la seguente formula per i Parchi -PIU' ORSI MUOIONO MENO SOLDI TI INVIAMO..meglio GESTISCI LA FAUNA E L'AREA PROTETTA E PIU' TI INVIAMO EURO...come ho scritto forse polemicamente molti mesi fà, attorno alla "protezione" dell'orso girano molti fondi pubblici....ma come vengono utilizzati?
Saluti a tutti i lettori da Grizzly.

OrsoBruno ha detto...

@Grizzly: il post non è opera mia, ho semplicemente riportato il comunicato stampa del Comitato Parchi Italia :D

Anonimo ha detto...

@ OrsoBruno,hai ragione....perdonate la mia svista,il post è del Comitato Parchi Italia.
Grizzly.

Anonimo ha detto...

Non resisto. Questa e' bellissima. Si commenta da sola:

3-oltre ai cannoni, la diminuzione dei camosci in Val di Rose è strettamente collegata all'alto numero di cavalli bradi che tolgono pascolo ed allontanano i camosci..come viene gestito il pascolo in rapporto alla fauna selvatica?