"Non so bene perché, ma c'è qualcosa nell'orso che induce ad amarlo"
J. O. Curwood

mercoledì 23 settembre 2009

Nuovi orsi nella fossa di Berna

La Fossa degli orsi di Berna ha due nuovi ospiti: si tratta di due giovani plantigradi arrivati dallo zoo di Mosca. Sono tuttavia in quarantena e il pubblico non li può ammirare. La famosa fossa simbolo della città è rimasta vuota dopo la morte in aprile del vecchio Pedro, affetto da un'artrosi inguaribile, in attesa dell'inaugurazione in ottobre il nuovo Parco degli orsi sulle rive dell'Aare.

Interpellato ieri sera dalla TV svizzerotedesca SF, il direttore dello zoo bernese Dählhölzli, Bernd Schildger, non ha voluto dare una risposta chiara alla domanda se i due plantigradi siano un regalo del presidente russo Dmitri Medvedev e di sua moglie, che saranno in Svizzera per una visita di Stato la settimana prossima.

Il nuovo Bärenpark che sarà inaugurato il mese prossimo permetterà agli orsi di avere a disposizione uno spazio aperto ben più ampio per le loro passeggiate rispetto alla fossa, molto criticata negli ultimi anni dagli animalisti. Una galleria consentirà agli animali di passare dall'attuale fossa alla vasta area sottostante di 6000 m2 che si estende lungo il fiume Aare. Ospiti del parco dovrebbero essere Finn e Björk, che vivono attualmente nello zoo Dählhölzli.

Anche i grizzly canadesi in pericolo

 

Dopo il panda gigante e l’orso polare, ora sembra che il pericolo di estinzione incomba anche sull’orso grizzly in Canada, a quanto riferisce il Guardian. Una accesa polemica è in corso nel Paese tra gli ambientalisti e il governo, cui chiedono di sospendere l’annuale stagione di caccia all’orso in seguito a rapporti secondo cui una marcata diminuzione di plantigradi è stata notata lungo i corsi d’acqua delle aree costiere dove normalmente si nutrono di salmoni.

I grizzly sono minacciati tanto dai cacciatori quanto da una grande diminuzione della popolazione di salmoni, di ci si nutrono. In un solo fiume, il Fraser, sulla costa occidentale del Canada, ci si attendeva che 10 milioni di salmoni si ritrovassero per deporre le uova, mentre ne sono arrivati solo un milione. Il governo ha promesso di ordinare un censimento dei grizzly, ma solo dopo che la stagione di caccia di quest’anno si è conclusa.

Gli ambientalisti sono furiosi perché dicono che la carenza di salmoni potrebbe essere responsabile della morte di molti grizzly durante la fase di letargo e che la caccia ridurrebbe ulteriormente il loro numero. Le femmine dei plantigradi partoriscono i loro cuccioli d’inverno dopo essersi saziate di salmoni a settembre per sopravvivere ai mesi invernali.

”Non ho mai visto prima orsi affamati in autunno, ma l’anno scorso ce n’erano tanti”, ha dichiarato Doug Neasloss, guida e fotografo nella British Columbia. ”Ho notato che a primavera”, ha aggiunto, non molti orsi uscivano dal letargo, ma ora il loro numero è ulteriormente diminuito. E’ una cosa che fa paura”.

Le stesse notizie sono state fornite da altre guide riguardo a 16 fiumi dove un tempo si incontravano dozzine di grizzly, il cui numero si è ora ridotto grandemente. Niente orsi, e quel che è peggio, niente cuccioli. Il ministro dell’ambiente sta cercando di correre ai ripari, avendo annunciato lo scorso luglio che estenderà il divieto di caccia ai grizzly di 470 mila ettari, portando il totale coperto dal bando a 1,9 milioni di ettari.

Secondo un rapporto pubblicato la settimana scorsa, il numero di orsi è diminuito in maniera drammatica nella provincia di Alberta, dove le autorità locali hanno deciso di sospendere la stagione di caccia nonostante le proteste dei cacciatori. Jim Pissot, dell’associazione Defenders of Wild Life, ha dichiarato che ”la situazione degli orsi è ora molto peggiore di quanto non fosse 20 anni fa”.

 

Fonte: Blitzquotidiano

domenica 20 settembre 2009

Giappone : orso attacca nove persone

Attacco alla fermata dell'autobus: un orso nero, alto 1 metro e 30 centimetri, ha ferito ieri pomeriggio diverse persone in una località turistica in Giappone. Il grosso animale è stato poi abbattuto. Un gruppo di turisti stava aspettando l'autobus a Takayama, piccola località turistica di montagna a 2.700 metri, nel Giappone centrale, a 230 chilometri da Tokyo. D'improvviso il plantigrado - probabilmente in preda al panico - ha fatto irruzione nella stazione dei pullman, aggredendo nove persone in attesa della partenza. (Qui il video) Le terribili sequenze documentate da un turista, mostrano una persona catturata dall'orso sul ciglio del parcheggio, mentre un uomo cerca di scacciarlo. L'animale, della specie Ursus thibetanus, si è poi infilato in un negozio di souvenir, dove le guardie sono riuscite a bloccarlo. Dopo quasi un'ora è stato abbattuto a colpi di arma da fuoco da un cacciatore.

Nessuno dei feriti sarebbe in pericolo di vita, riporta il quotidiano Japan Times. Più di cento persone si trovavano sulla scena quando l'orso, un maschio, ha cominciato ad attaccare senza motivo apparente i visitatori. Molti sono fuggiti, altri hanno cercato rifugio all'interno del bus. Gli esperti, in ogni caso, non si spiegano l'aggressione: «Si tratta di una specie che molto di rado assale gli esseri umani, a meno che non si senta seriamente minacciata», ha detto Tomohiko Akano, dei locali vigili del fuoco.

Elmar Burchia

giovedì 17 settembre 2009

Orso si allena con il Valladolid

Si chiama Yogui, è alto quasi tre metri ed arriva da Mosca il nuovo 'acquisto' del Real valladolid. Fisico decisamente possente e abile palleggiatore Yogui, purtroppo per il club spagnolo, non può essere schierato nell'undici titolare. Il nuovo arrivo, infatti, è... un orso.

Yogui, orso bruno proveniente dal circo statale di Mosca, è effettivamente un nuovo acquisto del Valladolid, ma solo nel ruolo di mascotte. Yogui è stato presentato ufficialmente nello stadio del Valladolid prioprio come Cristiano Ronaldo o Kakà.

Ha mostrato qualche 'giocata', per poi posare per le foto ufficiali insieme ai compagni di squadra, per la verità un po' intimoriti dalla mole del nuovo 'amico'. Non segnerà gol, ma la presenza di Yogui a bordocampo sarà sicuramente uno spauracchio per gli avversari, e un idolo per i suoi tifosi.

mercoledì 16 settembre 2009

Per JJ5 l'estate finisce senza prede «Speriamo che continui così»

Sarà l’età che avanza (il prossimo aprile compirà 4 anni), sarà che sbagliando si impara, fatto sta che JJ5, l’orso che da maggio dello scorso anno vive sulle montagne bergamasche, sembra diventato più saggio. Sono mesi che non preda più animali domestici (120 i capi uccisi tra pecore, capre e galline nel primo anno di permanenza sulle Orobie) e si ciba solo di vegetali e insetti. «Ora conosce il territorio, sembra essersi stabilizzato tra la Valle Brembana e quella Seriana e speriamo che in vista del letargo non riprenda a predare» spiega Chiara Crotti, la giovane naturalista bergamasca che segue i movimenti dell’orso da quando è arrivato sulle nostre Prealpi dal Parco dell’Adamello. Questa estate JJ5 si è dedicato a frutta, semi, radici, erba e prede selvatiche, lasciando in pace alpeggi e allevatori. «Ci auguriamo che vada avanti così – continua la ricercatrice –. Va detto però che l’estate non è periodo di predazioni per i plantigradi che tendono invece a cibarsi con più avidità prima e dopo il letargo».
L’anno scorso l’orso arrivato dal Trentino si era mostrato più esuberante, facendo danni da maggio sino a novembre, quando è stato il momento di andare in letargo. Dopo il risveglio ha ripreso a predare, ma negli ultimi mesi sembra essersi dato una calmata e dall’inizio di maggio non si hanno più notizie di uccisioni di pecore e polli, che sembravano piacergli tanto. «Quando è arrivato era giovane e spaesato, ed è comprensibile che si sia gettato sulle prede più facili da catturare – dice Chiara Crotti –. Ora potrebbe aver imparato a comportarsi bene, accontentandosi di quel che trova nei boschi: insetti, in particolare formiche di cui è molto ghiotto, e vegetali, che negli orsi bruni rappresentano l’80% del cibo ingerito».
L’ultima segnalazione di JJ5 risale al 17 agosto scorso. Un escursionista ha detto di averlo visto sopra Carona e sul posto sono state rinvenute impronte che verosimilmente erano del plantigrado. Ancora non è certo, ma pare probabile che JJ5 abbia trascorso sulle Orobie tutta l’estate. «Nonostante il suo vagabondare e le predazioni iniziali, ora possiamo affermare che la convivenza con JJ5 è possibile» afferma la naturalista dell’Università di Pavia, che in dicembre conseguirà la laurea specialistica proprio con una tesi sui grandi predatori nel Parco delle Orobie.
Intanto il direttivo del Parco delle Orobie ha deciso di rinnovare la polizza assicurativa che risarcisce i danni procurati da JJ5. «Risarciremo per un altro anno sia le cose danneggiate che gli animali uccisi» dice Grassi. Un’assicurazione che va ad aggiungersi a quella più generale stipulata dalla Regione per i danni causati da lupi, linci e orsi. Proseguono poi gli interventi di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul ritorno dei grandi predatori sulle nostre montagne. Interventi che si sono estesi oltre i confini provinciali. Nei giorni scorsi il Parco delle Orobie ha allestito uno stand al Parco Nord di Milano, per illustrare quel che offrono le montagne bergamasche, orso compreso. A fine mese si replicherà al Parco milanese di Trenno e prossimamente lo stand sarà all’Orio Center. Riprenderanno poi gli incontri informativi con la popolazione delle valli per illustrare le abitudini del plantigrado – che, ricordiamo, manca dalle Orobie da cent’anni – e quali comportamenti adottare nel caso, secondo gli esperti più unico che raro, ci si imbatta in lui.

 

Fonte: ecodibergamo.it