’ulteriore finanziamento ottenuto dall'Associazione è un riconoscimento alla serietà e alla concretezza del suo impegno, un risultato che non sarebbe stato possibile senza la determinazione dei soci di Salviamo l’Orso e di coloro che la sostengono. Il Presidente di Salviamo l'Orso, Stefano Orlandini, ha dichiarato: "Dimostrare che è possibile agire concretamente per la salvaguardia della popolazione di orso più rara al mondo era la promessa che avevamo fatto ai nostri soci ed amici poco più di 2 anni fa. Ad oggi possiamo dire con orgoglio di non aver tradito quella promessa ed il nostro più sincero ringraziamento va a PATAGONIA ed alla Fondazione TIDES che ci forniscono i mezzi per continuare la nostra azione!".
"Non so bene perché, ma c'è qualcosa nell'orso che induce ad amarlo"
J. O. Curwood
martedì 17 giugno 2014
Finanziato il progetto “Caring for dogs saves the bear” di Salviamo l’Orso
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Trovata carcassa di orso marsicano nel PNALM
Il 9 Giugno scorso l'ufficio di Presidenza del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise ha reso noto il ritrovamento, durante una perlustrazione di servizio delle Guardie del Parco, della carcassa di un orso in località "Prato Cardoso". L'avanzato stato di decomposizione non ha finora permesso di formulare una ipotesi verosimile circa la morte del plantigrado: si tratta di un individuo di sesso maschile adulto di circa 14 anni di età, conosciuto dai ricercatori del Parco con il nome di Ferroio.
La carcassa è stata trasportata in un centro specializzato per sottoporla a necroscopia per accertare le cause della morte.
Ovviamente speriamo che l'orso sia morto per cause naturali in un anno come questo che, purtroppo, ha visto il decesso per cause legate all'uomo di ben 4 orsi, di cui 2 femmine in età riproduttiva.
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martedì 6 maggio 2014
Il cd "Il Cielo degli Orsi" contro gli investimenti di orsi marsicani
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| Progetto di sicurezza stradale di Salviamo l'Orso |
Nei giorni scorsi l’Associazione per la conservazione dell’orso marsicano Salviamo l’Orso ha realizzato il lodevole progetto pilota di mitigazione dei rischi di investimento dell’orso bruno marsicano, e
della fauna selvatica in generale, in un tratto della SS 83 tra gli abitati di
Gioia dei Marsi e Gioia Vecchia con l’apposizione di segnaletica orizzontale e
verticale e di speciali catadriotti sul bordo stradale.
Il progetto ha visto la
luce grazie alla dedizione dei soci di Salviamo l’Orso e al finanziamento della
fondazione americana Tides, ma ci
sono anche altre strade particolarmente a rischio per l’orso come il tratto tra
Villalago e Scanno in cui una stupenda orsa agli inizi dell’età riproduttiva è
stata investita mortalmente nell’ottobre 2013.
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| Paolo Fiorucci (ph. Alessandra Cocciolone) |
Per estendere queste
misure di sicurezza stradale ad altri punti in cui gli attraversamenti di orsi
sono frequenti, Salviamo l’Orso sta promuovendo una raccolta fondi (donazioni
su http://www.salviamolorso.it/progetti/donazioni/):·
da oggi, chi verserà la quota
associativa di 25 euro avrà in omaggio il cd “Il Cielo degli Orsi”, un’iniziativa
del giovane e talentuoso cantautore teatino Paolo Fiorucci a cui hanno
partecipato artisti di fama nazionale,
·
chi è interessato al cd “Il Cielo degli
Orsi” potrà acquistarlo al prezzo speciale di 15 euro (spedizione inclusa)
scrivendo a info@salviamolorso.it.
SOSTIENI ANCHE TU IL PROGETTO DI SALVIAMO L’ORSO!
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sabato 19 aprile 2014
L’insostenibile leggerezza dell’essere (umano)
| Alpeggio in Abruzzo |
Ieri (18 aprile 2014) il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ha reso noto l’esito delle analisi sull’orsa rinvenuta agonizzante nei pressi di Sperone di Gioia dei Marsi lo scorso 14 marzo 2014 e poi morta mentre riceveva le cure del personale veterinario del parco. Secondo quanto accertato dall’istituto Zooprofilattico Sperimentale delle regioni Lazio e Toscana, le cause del decesso sono da attribuirsi a tubercolosi bovina. Le lesioni principali hanno interessato l’intestino facendo ipotizzare che l’orso si fosse nutrito della carcassa di una vacca morta di tubercolosi. Così un'altra preziosissima femmina all’inizio dell’età riproduttiva, dopo quella investita tra Villalago e Scanno qualche mese prima, è stata sottratta alla popolazione superstite di orso bruno marsicano dell’Appennino Centrale che conta, ormai, poche decine di esemplari.
Noi abbiamo sempre creduto che la
salvaguardia dell’orso non fosse solo una battaglia per la protezione della
natura, ma una vera e propria sfida di civiltà. Quale civiltà che si rispetti, quale
democrazia europea, quale paese del mondo cosiddetto evoluto gestirebbe così
maldestramente, con una tale colpevole leggerezza, un patrimonio collettivo
così prezioso come l’orso, tutelato da leggi a livello nazionale ed europeo che
sembrano così assurdamente difficili da applicare? Basterebbe il buon senso.
Nel 2012 un’epidemia di
tubercolosi bovina aveva colpito una mandria di vacche proprio nella zona di
Gioia dei Marsi. È stato appurato da inviati di Gaianews che i bovini messi in
quarantena erano in realtà liberi e avevano accesso a un fontanile a cui
continuava ad abbeverarsi anche la fauna selvatica.
Le autorità preposte a isolare il
focolaio di tubercolosi - che non staremo qui a elencare, ma la cui
responsabilità è evidente - hanno ritenuto quelle le misure necessarie e
sufficienti per arginare un’epidemia potenzialmente funesta per il bestiame
domestico, per la fauna selvatica (soprattutto l’orso) e la cittadinanza.
L’orsa è morta due anni dopo
proprio di tubercolosi bovina e ciò dimostra che qualcuno non ha vigilato e che
ha dormito sonni colpevolmente tranquilli perché
tanto le cose da noi si aggiustano da sole
o forse perché gli orsi esisteranno
finché ci saranno le montagne.
Purtroppo il risveglio da questa tragica illusione è brutale e drammatico. I pericoli per la sopravvivenza dell’orso bruno marsicano nell’Appennino Centrale non sono diminuiti, tutt’altro, come dimostrano i decessi di quest’anno 2013-2014. La speranza di tutti è che cucciolate numerose rimpiazzino presto le perdite e che da oggi in avanti l’orso muoia soltanto di vecchiaia e cause naturali e non più per avvelenamenti, investimenti, fucilate e malattie portate dal bestiame domestico. Ne va della nostra reputazione di esseri pensanti e civili! Ne va della nostra stessa salute e sopravvivenza!
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sabato 15 marzo 2014
Morte di un'orsa marsicana
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| Orso bruno marsicano |
Ieri, 14 marzo 2014, una bruttissima notizia ha rattristato tutti coloro che amano l’orso e la natura. I guardaparco del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise hanno trovato un’orsa dell’età di 5-6 anni agonizzante nei pressi di Gioia Vecchia, alle porte dell’area protetta.
L’animale, affetto da tremori, diarrea e difficoltà motorie, è deceduto
mentre era assistito dal personale veterinario del parco. In meno di un anno 4
orsi marsicani sono morti, un numero insostenibile per una specie che conta
poche decine di esemplari superstiti. La causa dell’ultimo decesso è ancora
sconosciuta, ma è chiaro che la morte degli altri tre individui derivi da cause
antropiche. Gli sforzi di aree protette, associazioni e cittadini amanti della
natura sono crudelmente frustrati da quello che appare un vero e proprio
bollettino di guerra, di una guerra che vede l’orso resistere all’arroganza e
allo strapotere di un’umanità inconsapevole della vera bellezza, partigiano di
una guerra distruttiva alla natura, troppo spesso immolata ai più meschini
egoismi umani. Speriamo che in quest’ultimo caso la morte del plantigrado
rimanga nell’ordine naturale delle cose, anche se i sintomi mostrati dalla
povera orsa ricordano almeno 2 decessi simili, legati più o meno direttamente
all’uomo. Il fatto che sia scomparsa una seconda femmina, dopo quella investita
sulla strada tra Villalago e Scanno nell’ottobre scorso, rende ancora più
drammatico il futuro di una specie sull’orlo dell’estinzione. Entrambe le orse
avevano appena raggiunto la maturità sessuale, ma non hanno potuto contribuire
ad accrescere la popolazione di orsi marsicani con la loro prole.
Che la grande vitalità di questa specie possa salvarla dall’oblio!
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