"Non so bene perché, ma c'è qualcosa nell'orso che induce ad amarlo"
J. O. Curwood

giovedì 9 luglio 2009

Accordo raggiunto tra zoo, Knut resterà a Berlino

L'orso Knut resterà probabilmente a Berlino. Lo scontro giuridico tra lo zoo della capitale tedesca e quello di Neumuenster sul futuro del plantigrado più famoso in Germania (e non solo) è stato infatti risolto. Lo ha spiegato un portavoce dello zoo di Berlino, che ha annunciato per domani ulteriori dettagli.

Accordo raggiunto tra zoo, Knut resterà a Berlino

Stando al sito del quotidiano berlinese Bz l'intesa prevede che Knut potrà restare in modo permanente a Berlino; in cambio lo zoo di Neumuenster otterrà 430.000 euro.Il padre di Knut, Lars, proviene dallo zoo di Neumuenster ed è stato prestato a Berlino per riprodursi. In base all'accordo il primo cucciolo - quindi Knut - appartiene a Neumuenster. La cittadina del nord della Germania ha chiesto di poter ottenere almeno una parte delle entrate aggiuntive incassate dallo zoo di Berlino grazie a Knut. L'orso, ripudiato dalla madre poco dopo la nascita, alla fine del 2006, è diventato infatti una star mondiale. Nel corso di un'udienza tenuta lo scorso maggio Neumuenster ha chiesto 700.000 euro; Berlino ha invece offerto la metà.

Fonte: diariodelweb.it

mercoledì 8 luglio 2009

Il ritorno dell’orso

Sabato 11 luglio alle 21 nel centro visite del parco Nazionale dello Stelvio a S. Antonio Valfurva, in piazza Forba nella serata a ingresso libero organizzata dal Parco Nazionale dello Stelvio e  dalla Regione Lombardia, Carlo Frapporti del WWF Italia parlerà del ritorno dell’orso bruno nella Alpi italiane e in particolare in Valtellina e in Lombardia. Dopo un secolo l’Orso bruno sta tornando anche sulle Alpi centrali e in particolare nel parco dello Stelvio.
L’orso rappresenta un valore biologico, culturale e sociale che va valorizzato e che arricchisce indiscutibilmente i nostri ambienti.
Per questo il WWF da tempo ha avviato una serie di iniziative rivolte ai cittadini, ai turisti e agli operatori delle zone dove l’orso sta tornando, consapevole che una corretta informazione può aiutare in quelle  situazioni dove la presenza dell'Orso bruno può innescare problemi di convivenza con le comunità locali a causa dell'impatto che la specie può avere su alcune attività economiche.
Proprio in Valtellina nell’ottobre 2008 è partito infatti il progetto del WWF  a tutela dell’orso bruno delle Alpi con l’installazione di recinti elettrificati a difesa di apiari e greggi.
Il WWF Italia con il supporto del Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con la Provincia di Sondrio ha installato a Grosio (SO) un primo recinto elettrificato per la difesa di un apiario in una zona dove l’orso aveva fatto danni negli scorsi mesi e dove ci si attende che possa tornare prossimamente. Questo primo recinto è stato finanziato dalle imprese del “Club Imprese per la natura” del WWF.
Il progetto vuole promuovere l’uso di sistemi di prevenzione idonei da parte delle categorie interessate fornendo assistenza, informazioni e formazione per incrementare la conoscenza e facilitare la convivenza tra l’uomo e l’Orso bruno delle Alpi e l’orso marsicano sugli Appennini. 
Altri recinti sono stati installati successivamente e molte serate come quella di sabato 11 sono state organizzate allo scopo di fornire le informazioni corrette per migliorare la convivenza tra uomo e orso.

Ufficio stampa WWF Italia Sara Bragonzi tel 02 83133233

martedì 7 luglio 2009

Roma invasa da orsi polari “senza tetto”: monito di Greenpeace contro il global warming

Avvistati stamane numerosi orsi polari senza-tetto, che si aggiravano per Roma, alla ricerca di cibo e riparo. Sono stati segnalati in particolare a Circo Massimo, via della Conciliazione, Castel Sant’Angelo e davanti al Colosseo. Alcuni disorientati in mezzo al traffico, altri sfiniti a terra mostravano un cartello con scritto “Vittima del riscaldamento globale”.
c_3_topnews_65622_fotoÈ la provocazione di Greenpeace alla vigilia del G8, perché i leader non sottovalutino l’urgenza di prendere provvedimenti utili a frenare il cambiamento climatico in atto. In estate i ghiacci della calotta polare vanno rapidamente riducendosi e gli orsi stanno letteralmente perdendo la loro casa. La perdita totale della calotta polare potrebbe avvenire già dalle estati del 2030; i ghiacciai alpini scompariranno verso il 2050-2070. A quel punto anche le vittime umane del clima saranno milioni.
“La riduzione dei ghiacci artici è la principale causa di perdita dell’habitat naturale dell’orso polare, ora a rischio estinzione per effetto del riscaldamento globale”, spiega Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace: “È quello che potrebbe accadere al 20-30 per cento delle specie viventi il cui rischio di estinzione aumenterà se la temperatura media terrestre dovesse crescere oltre i due gradi centigradi. E oggi la scienza ci avverte che il Pianeta sta correndo verso un aumento di sei gradi al 2100”.

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“Continuando così, in futuro non saremo invasi da finti orsi polari senzatetto, ma da milioni di profughi ambientali”, aggiunge Tedesco: “Il governo italiano sta dimostrando di non aver affatto compreso la drammaticità della crisi climatica in corso, che metterà a rischio il futuro di milioni di persone: già oggi le morti nel mondo a causa dei cambiamenti climatici sono circa 300 mila all’anno e i profughi ambientali potranno salire fino a 700 milioni al 2050”.
A soli cinque mesi dalla conferenza di Copenhagen, dove bisognerà trovare un accordo “salva-clima” per la riduzione delle emissioni di gas serra al 2020, Greenpeace è preoccupata che al G8 – tappa fondamentale dei negoziati – l’Italia possa giocare al ribasso. Greenpeace rileva che manca ancora una forte leadership politica per affrontare la più grave crisi ambientale della storia. Per salvare il pianeta da effetti climatici catastrofici occorre che la crescita delle emissioni globali di gas serra sia fermata entro il 2015, e che le emissioni siano portate il più vicino possibile allo ZERO entro il 2050.
'A Copenaghen - fa sapere l'associazione - occorre che tutti i Paesi industrializzati, insieme, si impegnino a ridurre le proprie emissioni di gas serra di almeno il 40 per cento entro il 2020 (rispetto ai livelli del 1990), e investano verso i Paesi in Via di Sviluppo almeno 110 miliardi di euro all’anno (fino al 2020) per andare verso un sistema energetico pulito basato su fonti rinnovabili, fermare la distruzione delle foreste tropicali e tamponare gli inevitabili impatti del cambiamento climatico'.
Guarda lo stato attuale dei ghiacci polari su: http://nsidc.org/arcticseaicenews/index.html

Fonte: tuttisostenibili.blogspot.com

venerdì 3 luglio 2009

Nuovi cassonetti a prova d’orso

In questi ultimi giorni nel mio comune di residenza è partita la raccolta differenziata porta a porta: ogni giorno c’è da conferire in un punto sotto il palazzo un determinato tipo di rifiuto. La mia zona però è popolata da animali domestici: cosa succederebbe se cani e gatti banchettassero con i rifiuti contenuti nei sacchetti dell’umido? Per ovviare a questo abbiamo installato dei cassonetti ad hoc che non possono essere aperti. Immaginate ora che in Trentino hanno lo stesso problema, con l’unica differenza che al posto di cani e gatti ci sarebbero gli orsi. A Margone, in provincia di Trento, b.600.600.0.0.stories.valledeilaghi.200907.090701_bidoni_umido_anti_orso_2 nella Valle dei Laghi, è iniziata la distribuzione dei nuovi contenitori per la raccolta della frazione umida, realizzati per evitare incursioni degli orsi nei centri abitati, attirati dall’odore degli scarti vegetali. I precedenti bidoni, infatti, erano facilmente ribaltabili e apribili. Per scoraggiare i plantigradi, l’amministrazione provinciale tramite il Servizio per le politiche di gestione dei rifiuti e il Servizio foreste e fauna, ha quindi predisposto un bidone molto più resistente e pesante, e con un’apertura a scatto con pomello. In questo modo, si cerca di evitare le “visite notturne” degli orsi presso le isole ecologiche, specialmente nei paesi o frazioni di media montagna, dove più facilmente l’animale cerca di alimentarsib.600.600.0.0.stories.valledeilaghi.200907.090701_bidoni_umido_anti_orso_3

giovedì 25 giugno 2009

Mostra: "L'orso immaginato dai bambini"

Quando da bambini ci leggevano la favola di cappuccetto rosso o di riccioli d'oro, moltissimi di voi avranno immaginato quegli animali molto simili all'uomo, con relativi vizi e virtù: il lupi diventano cattivi e subdoli e gli orsi gelosi dei loro oggetti e cattivi con le bimbe bionde. Quando si cresce poi la voce narrante delle favole di ieri viene sostituita da quella dei cronisti che ci raccontano che i lupi sbranano pecore e gli orsi si aggirano famelici per i nostri boschi. Mi chiedo quindi dove sia la differenza. La differenza non sta tanto nella storia raccontata quanto nella mente di chi la ascolta.
Da bambini l'innocenza ci porta a credere a tutto e nelle piccole menti il lupo e l'orso per quanto possano essere esseri fantastici diventano reali e spesso anche se descritti con toni negativi vengono presi in simpatia. Da adulti no. L'orso nella maggior parte dei casi diventa un pericolo, il lupo un avversario.
Per tutti coloro che vogliono (o dovrebbero) tornare a vedere con gli occhi di un bambino consiglio vivamente la mostra "L'orso immaginato dai bambini" organizzata da Chiara Crotti, ricercatrice dell'Università di Pavia. La mostra raccoglie una serie di disegni dei bambini delle scuole primarie di Cusio, Santa Brigida, Valtorta e Piazza Brembana. I novelli Picasso hanno messo su carta la loro idea di tutela e di amore per questi animali e soprattutto col protagonista indiscusso delle cronache del bergamasco: JJ5.

I nostri piccoli artisti vi aspettano il 4 luglio alle ore 10.00 nella biblioteca di Piazza Brembana per l'apertura della mostra. Tutti i visitatori potranno votare il disegno più bello sul tema "La tutela dell'orso". Le opere rimarranno esposte fino al 12 luglio con i seguenti orari
  • Lunedì, Martedì, Mercoledì e Giovedì dalle 17 alle 19
  • Venerdì, Sabato e Domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.