"Non so bene perché, ma c'è qualcosa nell'orso che induce ad amarlo"
J. O. Curwood

martedì 30 settembre 2008

Conferenza sulla Road Ecology a Pettorano sul Gizio

Capita sempre più spesso di leggere sui giornali di incidenti avvenuti tra automobilisti e fauna selvatica. Non tutti però sanno che esiste una disciplina che studia proprio il rapporto tra infrastrutture viarie e fauna selvatica: l’ecologia stradale (Road ecology). Il termine Road ecology è stato coniato negli anni ‘90 anche se i primi studi riguardanti le interazioni tra la fauna selvatica e le infrastrutture risalgono a diversi decenni prima.L’ecologia stradale studia gli impatti causati dal sistema viario sull’ambiente naturale mettendo a punto appropriate soluzioni in grado di mitigare tali effetti con particolare riferimento agli incidenti stradali, la frammentazione dell’ambiente naturale e la mortalità faunistica. Le misure di mitigazione possono essere applicate a strade, autostrade e ferrovie sia in fase di progettazione che su opere già realizzate. La Road Ecology trova una valida applicazione anche nelle analisi di supporto alle procedure valutative obbligatorie come, ad esempio, la Valutazione di Impatto Ambientale. Su questi temi il Centro Studi per le Reti Ecologiche della Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio ha organizzato per il 4 ottobre una conferenza dal titolo “Road Ecology: nuovi strumenti nella pianificazione infrastrutturale”. Scopo della giornata di studio è fare un quadro delle più significative esperienze italiane sull’argomento, presentando lavori che riguardano le metodologie analitiche applicate, le misure di mitigazione, le tecniche GIS di supporto agli studi, i monitoraggi degli impatti sulla biodiversità. La Conferenza si svolgerà nel Castello Cantelmo di Pettorano sul Gizio a partire dalle ore 9.00, ingresso libero, e vedrà coinvolti studiosi di diverse Università italiane, del Parco Nazionale della Majella, del Parco Sirente Velino, dell’Oasi WWF Gole del Sagittario, della Provincia di Roma, della Stazione Ornitologica Abruzzese, della Lipu, della Riserva Naturale Regionale Selva del Lamone. Per l’occasione verranno presentati lavori riguardanti il difficile rapporto tra strade e cervi, caprioli, lupi, lontre, anfibi, rettili e uccelli. A conclusione della Conferenza verrà inoltre presentato il programma di IENE – Infra Eco Network Europe, rete di collaborazione a livello europeo che si occupa dell’impatto delle infrastrutture di trasporto sugli ecosistemi. IENE comprende istituti, autorità ed esperti che studiano la frammentazione degli habitat causata da autostrade, ferrovie e canali navigabili e gli effetti che essa provoca sulla fauna selvatica. Tra i principali scopi di IENE c’è quello di incentivare misure di prevenzione, mitigazione e compensazione per rendere la rete di trasporto europea più efficiente, sostenibile e sicura per automobilisti, animali selvatici e per lo stesso habitat naturale.

Per maggiori informazioni sull’evento, scaricare i riassunti degli interventi e il progarmma e per iscriversi alla Conferenza si può andare sul nostro sito: www.riservagenzana.it/csre.

Il Direttore della Riserva Naturale
dr.ssa Valentina Lucci

Il Responsabile del Centro Studi
Dr. Mauro Fabrizio

domenica 28 settembre 2008

Nasce il frutteto dedicato all'Orso Bernardo

"Bernardo inizia a dare i suoi frutti". Quelli del Club alpino arrivano da Guardiagrele per mostrare orgogliosi il cartello. Massimo Di Fulvio e Carlo Iacovella sono qui nel cuore del Parco, dove la Camosciara offre le sue meraviglie. Per loro è imperdibile la giornata dedicata all'orso Bernardo, simbolo dell'Abruzzo ucciso un anno fa, e come tanti partecipano alla nascita del frutteto realizzato grazie ai generosi lettori de il Centro. Il giornale ha donato al Parco 10mila euro raccolti con la vendita del calendario realizzato da Carsa in memoria di Bernardo.
C'è un tempo da lupi a contrada Casoni ma la cerimonia va avanti senza intoppi. Anche cervi e cinghiali sul monte Mattone sono spettatori dell'evento. Ed eccolo il frutteto. Alberi di mele, pere, ciliegie, susine, sorbi. Come in una tavola già imbandita.
Gli orsi avranno da mangiare e forse non attaccheranno più pollai ed eviteranno le incursioni nei paesi. Perché il frutteto nasce proprio per preservare uno degli animali simbolo dell'Abruzzo, minacciato, come hanno dimostrato le morti di un autunno fa. L'area di 5mila metri ospita una trentina di piante, ma arriveranno a 200 nel 2009. "I primi frutti nasceranno fra un paio d'anni e a regime le piante offriranno 150 quintali di frutta a stagione", precisa Carmelo Gentile, tecnico forestale che ha realizzato il frutteto, con l'aiuto di Paola Cocuzzi, Andrea Di Mascio, Arcangelo Serone, Guido Criola e Diodato Paglia.
Per ora il campo è protetto - con tanto di rete elettrificata (da 6mila volts) - per impedire le incursioni dei cervi e la distruzione delle giovani piante. Alla cerimonia partecipano il presidente e il direttore del Parco nazionale, Giuseppe Rossi e Vittorio Ducoli, il presidente della Comunità del Parco, Alberto D'Orazio, Luigi Vicinanza, direttore de il Centro, Domenico Galasso, consigliere delegato de il Centro, Emilio Zampacorta, direttore della Manzoni pubblicità, Oscar Buonamano, direttore editoriale di Carsa.
Ci sono poi il segretario e il presidente di Wilderness Italia, Franco Zunino e Raffaele Cortellessa - - l'associazione ha realizzato un altro frutteto a Pescasseroli, su un terreno donato da Gian Carlo Fassio - in rappresentanza degli "Amici dell'orso Bernardo" arriva Ferdinando Mercuri, mentre per la scuola escursionismo "I camosci" c'è Massimo Bolini.
Ma ci sono soprattutto i lettori amici de il Centro e di Bernardo. "Ringraziamo il Centro e Carsa per l'iniziativa", afferma il presidente Rossi, "i 50 esemplari di orso attualmente nel Parco non sono un problema ma una risorsa". E il direttore Vicinanza aggiunge: "Una bella giornata nonostante il tempo. Lasciamo un segno e un messaggio di impegno civile, a dimostrazione che il giornale ha radici ben piantate nel territorio. Il successo editoriale del calendario ha varcato i confini dell'Abruzzo e dell'Italia". Il consigliere delegato Galasso parla "di simbolo di rinascita" e ringrazia i lettori. La cerimonia prosegue. Si va a Barrea, dove i monti si specchiano nel lago. Qui il Parco ha recuperato altre piante che serviranno a sfamare gli orsi. E' l'ora dell'aperitivo offerto da Carmelo Iannucci dell'hotel Lago Verde.
E prima dei saluti esce un po' di sole a riscaldare la giornata dedicata all'orso Bernardo, amico dell'Abruzzo.

Fonte: Il Centro

venerdì 26 settembre 2008

Libri: L' orso. Storia di un re decaduto

Ci fu un tempo in cui l'orso era il re degli animali. Non il leone, l'orso. Così aveva deciso l'unica creatura in grado di sconfiggerlo, l'uomo. L'orso da sempre accompagna l'uomo, i loro destini sono intrecciati. Nei graffiti delle caverne, nei miti della creazione del mondo, negli alberi genealogici degli eroi, sui vessilli dei re del nord, nei riti iniziatici tra l'infanzia e l'età adulta di popoli guerrieri. L'uomo e l'orso condividevano le stesse foreste, lo stesso mondo. Il primo inquieto lanciato verso il suo futuro, l'altro pazientemente intento a occupare il suo posto nella natura.
Poi venne il cristianesimo. E cominciò una crociata silenziosa contro il re degli animali, protagonista e guardiano dei riti pagani che il nuovo dio non poteva tollerare. Un orso dietro ogni sorgente, un orso dietro ogni albero o luogo di culto pagano, un orso alla guida del pantheon di popoli da cristianizzare.
A partire da Carlo Magno e poi dall'anno mille la caccia al re diventò spietata. Quella fisica e quella psichica. Gli orsi furono sterminati, nuovi re presero il loro posto alla guida degli animali. Moriva l'orso diabolico (parola di Sant'Agostino), arrivava il leone cristiano.
Passano i secoli, le foreste scompaiono, le guerre si dimenticano, nessuna pensa più all'orso. Poi esce questo libro di Michel Pastoureau: L'orso. Storia di un re decaduto (tr. it. C. Bongiovanni Bertini, illustrato, Einaudi, 26 euro) e uno riflette su due cose. Alle due orse nel cielo, sempre sopra l'orizzonte e da sempre guida dell'uomo. Agli orsacchiotti di peluche che ci consolano con il loro sguardo saggio e rassicurante e che ci tramandiamo da generazioni. Il re è morto. Viva il re.


Titolo: L' orso. Storia di un re decaduto
Autore: Pastoureau Michel
C.Editore: Einaudi
Data di Pubblicazione: 2008
Collana: Saggi
ISBN: 8806191721
ISBN-13: 9788806191726
Pagine: XXI-348

Nuovi paramentri e nuova cartografia per la salvaguardia dell'orso bruno marsicano

Individuazione del perimetro dell'area contigua e stesura del piano d'azione, necessario alla continuazione del Progetto per la tutela dell'orso marsicano. Questi i punti prioritari della conferenza plenaria dei vertici del Patom riuniti oggi a Pescasseroli con lavori coordinati da Pier Luigi Fiorentino, dirigente della seconda Divisione protezione flora e fauna del Ministero dell'Ambiente. Entro oggi si dovra' arrivare alla stesura delle bozze con gli obiettivi primari del Piano d'Azione, documento che dovra' essere recepito dalla segreteria del Patom e successivamente riportato in discussione per le osservazioni da parte dei soggetti aderenti: Ministero dell'Ambiente, Corpo Forestale dello Stato, Universita' degli Studi 'La Sapienza' di Roma, Istituto Nazionale di Fauna Selvatica, parchi e riserve naturali ed enti locali interessati dalla presenza di questa specie, coordinati dalla Regione Abruzzo, per le attivita' di monitoraggio, conservazione e gestione dell'Orso bruno marsicano.
Quattro carte ad alta risoluzione che riproducono le macroaree e il dettaglio sulla diffusione dell'areale dell'orso e delle 'trappole ambientali'. Lo studio della nuova cartografia e' stata progetto per la tutela dell'orso marsicano, sotto la supervisione di Luigi Boitani, del dipartimento di Biologia dell'animale e dell'uomo dell'Universita' la Sapienza di Roma. Nelle prime due carte, e' riportata la zonizzazione ideale dell'orso, con una scala cromatica dal verde intenso, piu' idonea, al verde chiaro, meno idonea. Nelle seconde due vengono esplicate, con colori dal verde al rosso, le 'trappole ecologiche', cioe' dove l'orso bruno marsicano puo' incorrere in rischi dovuti all'attivita' antropica. Per la realizzazione delle cartografie sono state prese in considerazione 12 variabili scientifiche legate in espressioni matematiche. La nuova mappatura, sara' alla base della stesura del piano d'azione per la tutela dell'orso marsicano.
'La popolazione di orsi e' vitale se si registra una tendenza demografica positiva per tre bienni consecutivi'. Questo il nuovo parametro preso in considerazione negli obiettivi del Piano d'azione del Patom, Progetto per la tutela dell'orso marsicano. A darne comunicazione e' Luigi Boitani, coordinatore scientifico del progetto, dopo aver studiato le ricorrenze demografiche degli orsi negli negli ultimi decenni. Altri obiettivi, da raggiungere in due anni, saranno: il monitoraggio degli orsi problematici, individuazione delle aree critiche, gestione delle attivita' venatorie e istituzione del gruppo tecnico di valutazione del Piano d'Azione. Luigi Boitani, del dipartimento di Biologia dell'Animale e dell'Uomo, dell'Universita' la Sapienza di Roma, ha esordito nel suo intervento affermando che 'l'avvistamento di sei orse con un totale di dieci cuccioli al seguito, fa ben sperare nell'inversione di tendenza rispetto al calo della popolazione'.

martedì 23 settembre 2008

Al PNALM gli Stati Generali del PATOM

Domani 24 settembre, a partire dalle 10.30, presso il Centro Visita del Parco di Pescasseroli, avrà luogo una importantissima riunione plenaria tra tutti i partner partecipi del progetto, con all’oggetto l’esame dello stato di avanzamento dei lavori per il Piano d’Azione interregionale per la Tutela dell’Orso Marsicano (PATOM). Nell’incontro saranno illustrate e discusse anche le varie attività e le iniziative in corso e da prevedere per migliorare la tutela del plantigrado. Un significativo segnale arriva in proposito dalle stime dell’ultimo censimento a vista da postazione fissa che ha dato confortanti risultati in termini riproduttivi. E’ infatti terminato da pochi giorni il monitoraggio delle femmine con cuccioli effettuato nell’ambito del progetto di ricerca condotto dall’Università La Sapienza di Roma. Nelle cinque sessioni di avvistamento diretto realizzato dagli operatori del gruppo di ricerca coordinato da Luigi Boitani, della Direzione e dei Servizi Scientifico e Sorveglianza del Parco, del Corpo Forestale dello Stato e con il contributo degli operatori della Riserva Regionale Monti della Duchessa, del Parco Regionale dei Monti Simbruini, dell’Agenzia Regionale Parchi Lazio, del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dell’Associazione Chiros e altri volontari di varia provenienza, sono state osservate 6 femmine di cui 4 con 2 cuccioli e 2 con 1 solo piccolo. Questo risultato fa ben sperare e ritenere il 2008 un buon anno per l’orso marsicano. L’incontro di domani sarà coordinato da Pier Luigi Fiorentino del Ministero dell’Ambiente e vi prenderanno parte gli oltre 20 partner - parchi e istituzioni – firmatari del Patom. Verranno discusse le osservazioni presentate alla bozza del Piano e le attività dei gruppi di lavoro: vigilanza e sorveglianza; prevenzione danni e mitigazione dei conflitti; zootecnia e agricoltura; attività venatoria e gestione forestale. Il Parco e le regioni presenteranno comunicazioni sullo “Stato dei lavori” per la costituzione delle aree contigue che, come è noto, tardano a essere realizzate. L’argomento è stato peraltro oggetto nei giorni scorsi di un vivace dibattito con interventi del Parco, delle associazioni ambientaliste e dei cacciatori a proposito dell’attività venatoria nella zona di protezione esterna nella parte abruzzese del Parco, le cui gravi previsioni regionali sono state mitigate grazie all’accordo temporaneo intercorso tra Ente Parco e Provincia dell’Aquila. I dati relativi alle femmine di orso con piccoli, scaturiti dal richiamato monitoraggio, sono anche indici della elevata sensibilità della ZPE e dell’urgenza di procedere alla sua definitiva regolamentazione mediante la istituzione dell’Area Contigua di cui le regioni e, in primo luogo la Regione Abruzzo, devono farsi carico. A tal proposito l’Ente Parco ricorda che ha già raggiunto l’accordo con la Regione Molise, con la quale ha sottoscritto un accordo valido già da quest’anno ma che deve essere comunque inserito nel Protocollo finale di approvazione. Gli “Stati Generali Patom” dovrebbero servire, è l’augurio dell’Ente Parco, a dirimere finalmente questa delicata questione. Faranno gli onori di casa e saluteranno i numerosi e graditi ospiti il Presidente del Parco Giuseppe Rossi e il Direttore Vittorio Ducoli.

Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, 23 settembre 2008 Comunicato Stampa n. 78