"Non so bene perché, ma c'è qualcosa nell'orso che induce ad amarlo"
J. O. Curwood

lunedì 29 marzo 2010

Le parole sono macigni

La natura è buona o cattiva? Lo straripamento di un fiume è un evento positivo o negativo?  Positivo era quello del Nilo che rendeva fertili le terre d’Egitto, ma diventa negativo quando costruiamo in modo scriteriato delle abitazioni nel suo alveo. Un animale selvatico che ha fame e uccide, ad esempio, una lepre si sta comportando in modo istintivo, consono alla sua natura; ma se uccide dei conigli allevati allora diventa un mostro. Dove si trova la verità? La verità, soprattutto di questi tempi, è un’idea che spesso viene formata all’interno delle nostre menti di passivi spettatori delle vicende umane. Una menzogna ripetuta 100 volte diventa verità, affermava qualcuno. Quando allora attraverso i mezzi di comunicazione viene utilizzato un determinato tipo di linguaggio, è facile creare una verità. Che non è la verità, o meglio, è una verità parziale. Le parole sono macigni e soprattutto quelle negative creano una scia di tensione nella nostra mente che rimane impressa. Ricordiamo più le offese, di solito, che le lodi. Queste “tracce” quindi si sedimentano e creano un terreno idoneo per il sospetto, la paura e l’intolleranza. E’ una strategia utilizzata di frequente e la storia dell’uomo ne è piena. Così, chiunque può diventare quello che la massa vuole che diventi: un nemico, un pericolo per la società, una minaccia da sterminare. Basta poco. Anche semplicemente un articolo di giornale.

Sul giornaledivicenza.it, Lucio Zonta, scrive un articolo sul risveglio di un orso, della sua discesa nella Valle del Brenta e del fatto che abbia banchettato con dei conigli di un allevatore locale. Non sto mettendo in dubbio la professionalità del giornalista ma semplicemente affermando che bisogna dosare bene le parole che si usano quando si comunicano concetti legati a temi che sono già delicati per natura come l’ambiente e la conservazione degli animali selvatici. Pensiamo ad ogni volta che si parla di nucleare, cambiamenti climatici e orsi polari.

Quelle parole che prima ho definito come “macigni” sono state evidenziate in modo che ci si possa rendere conto dei toni utilizzati per descrivere l’evento, trasformando una vicenda ordinaria in un pezzo da cronaca nera. Non soffermatevi sulla singola parola ma sull’insieme e in modo obiettivo cercate di capire quale sentimento possa infondere l’uso di queste parole.

L'orso scende in Valbrenta
Strage di conigli a S. Nazario

ALLARME. L'altra sera dopo le 22 in località Merlo ha distrutto alcune gabbie e ucciso più di una decina di animali
Si tratta di un esemplare di grandi dimensioni e affamato che arriva dal Trentino e la cui presenza era già stata segnalata

L'orso è sceso nella Valle del Brenta, poco sopra l'abitato del Merlo di San Nazario, seminando distruzione e facendo razzia di conigli. È successo l'altra notte, intorno alle 22, 30. L'amara scoperta è stata fatta ieri mattina verso le 8. Quando Luigi Campana è giunto sul posto per governare gli animali, gli si è presentata una scena raccapricciante: conigli adulti e piccoli sparpagliati ovunque sul terreno e nelle adiacenze, dilaniati e sventrati; gabbie rimosse e distrutte. Un'ecatombe e una scena orripilante, tanto che non ha voluto che le nipotine vedessero quanto era accaduto.
«Sono salito verso le 8 con la cagnetta Laika. Quando sono giunto sul posto e ho visto il disastro – dice Luigi Campana – non credevo ai miei occhi, anche perché il terrazzamento dove tengo gli animali è pressoché tutto recintato, per evitare spiacevoli sorprese».
Della sessantina di animali custoditi nelle gabbie solo pochi sono scampati alla razzia. Campana ha subito capito che cosa era successo. Venerdì sera, infatti, tra le 22 e le 23, quando in Valbrenta diluviava, uno dei suoi cani, Laika, aveva continuato ad abbaiare furiosamente. Viste le condizioni meteorologiche, però, Luigi non si era avventurato sul sentiero per raggiungere i terrazzamenti poco sopra l'abitato e verificare cosa stesse succedendo.
La triste scoperta è stata fatta solo ieri e ha lasciato Luigi Campana letteralmente sconcertato.
Sull'autore della strage di conigli sembra non esserci dubbio, come riferisce il responsabile della vigilanza di zona, Roberto Rigon.
«La presenza dell'orso era stata segnalata il giorno precedente dal sistema di rilevamento Gps - spiega - Si presume si tratti dell'esemplare che quest'inverno bazzicava sul Massiccio del Grappa, ai confini tra le province di Belluno e di Vicenza. Già l'estate scorsa l'orso era stato avvistato in località Magnola, come riportato da varie testimonianze».
Nella mattinata di ieri è giunto sul posto anche il guardiacaccia provinciale Stefano Dal Cengio che ha fatto i rilievi e fotografato le orme lasciate sul terreno. Si tratta di impronte piuttosto grandi, tali da far supporre si tratti di un esemplare d'orso di notevole dimensioni.
«Dopo il letargo - ha spiegato Dal Cengio - l'orso percorre molta strada per alimentarsi. È piuttosto affamato e quando annusa il cibo, di qualsiasi genere, è in grado di sfondare reti di recinzione e superare qualsiasi ostacolo».
Preoccupazione anche tra altri abitanti della zona. In località Fratta vive T. B. che possiede diverse capre, conigli e galline. Riferisce di aver visto un'ombra proprio l'altra era verso le 22,30 ma ha ritenuto si trattasse di un cervo o di qualche altro animale.
Preoccupato anche il proprietario di un casolare vicino, dove sembra che l'orso abbia abbattuto parte della rete di recinzione e un palo di cemento.

Che dire, chiunque legga questo articolo, si aspetta un animale gigantesco pronto ad uccidere chiunque capiti a tiro.

Oggi, sempre su ilgiornaledivicenza.it è apparso un secondo articolo di Zonta in cui il giornalista cede la parola a Daniele Zovi, comandante per la provincia di Vicenza del Corpo forestale dello Stato. Notate come le parole di un “addetto ai lavori” siano più pacate e venga privilegiato l’uso di toni meno drammatici.

«Nessun pericolo per l'uomo L'orso difficilmente attacca»

LA SCOPERTA. Daniele Zovi, comandante Corpo forestale, svela altri particolari sull'animale segnalato a S. Nazario
«È sostanzialmente vegetariano e si nutre di altri animali solo al risveglio dal letargo. Segnalato dall'Appennino l'arrivo del lupo»

L'orso Dino, contrassegnato dal codice M5, è il principale accusato della strage di conigli perpetrata nella notte tra venerdì e sabato ai danni della famiglia di Luigi Campana, in località Merlo di San Nazario. Il plantigrado, sceso fin quasi a valle, non ha trovato di meglio per sfamarsi che puntare sui conigli.
L'orso è così pericoloso per gli altri animali e per l'uomo? Assolutamente no: lo sostiene Daniele Zovi, comandante per la provincia di Vicenza del Corpo forestale dello Stato.
«L'orso - ha spiegato - è vegetariano e si nutre di altri animali solo al risveglio dal letargo, quando all'inizio della primavera non trova fogliame e altro nutrimento sufficiente dal sottobosco. Animale mitico, non è assolutamente pericoloso per l'uomo. Anzi è stato l'uomo a sterminare gli orsi. Attualmente gli animali vivono nelle montagne di paesi confinanti o vicini all'Italia, Slovenia, Croazia, Romania, Bulgaria. Non si sono registrati attacchi all'uomo, se non da orsi feriti che aggrediscono i cacciatori che, dopo averli colpiti, si avvicinano credendoli morti. Questi animali tendono ad allontanarsi quando fiutano un pericolo: trovarseli di fronte è una esperienza che non mi è mai toccata. Se l'orso si fosse imbattuto nel proprietario dei conigli, sarebbe scappato di gran carriera».
«Gli enti pubblici rifondono i danni provocati dagli orsi e verificati dal personale del Corpo forestale dello Stato o dalla Polizia provinciale - aggiunge il comandante Zovi - Per proteggere greggi o altri gruppi di animali si possono costruire recinti attraversati da elettricità: quando l'orso li tocca subisce la scossa e se ne va».
«É possibile che l'orso codificato come M5 - dice ancora il dott. Zovi - sia arrivato nel Bassanese dal Trentino, dov'è stato creato, alcuni anni fa, l'unico nucleo, in Italia, di questi animali che erano in via di estinzione. Tra maschi e femmine sono in numero compreso tra 25 e 30. Sono erranti gli esemplari giovani. Io ho operato anche sull'Altopiano di Asiago dove ho potuto accertare passaggi di orsi, che una volta raggiunta la maturità sessuale tornano in Trentino. Mi auguro che l'orso di S. Nazario rimanga il più possibile nei nostri territori perché, come altri animali quali la lince e il lupo contribuisce all'equilibrio dell'ambiente».
«É segnalato anche l'arrivo, dagli Appennini, di qualche giovane lupo».
«L'orso adulto pesa circa 250 chili ed è tutto muscoli. É un gran camminatore e in una notte può percorrere anche 50 chilometri. È più veloce dell'uomo nella corsa e supera dislivelli impensabili, riuscendo ad arrampicarsi sulle rocce. Si muove cercando di evitare l'uomo».
L'orso Dino, codificato come M5, può avere secondo il dott. Zovi un'età compresa tra uno e tre anni, e pesare circa 90 chili.
Si potrebbe creare nella nostra provincia un nucleo di orsi, come in Trentino?
«Il costo di una tale operazione è elevato e il Trentino è ricco. Noi invece dobbiamo fare i conti con Roma. Ogni orso che abita nella provincia di Trento ha una sua scheda e l'animale sceso fino a San Nazario può essere identificato anche tramite le tracce organiche o qualche pelo lasciato per strada».

Dove si trova quindi la verità? Non dimentichiamoci che la convivenza fra l’orso e la nostra specie deve nascere dalla consapevolezza che siamo noi ad aver “invaso” il suo territorio. E che siamo noi la specie che ha la possibilità di comprendere il suo comportamento e fare qualcosa affinché possa esserci una proficua e pacifica convivenza.  Non permettiamo quindi alle parole di interporsi fra noi e il futuro di questa specie.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Non posso che essere d’accordo con te Enzo!

Otre tutto ci sono molte imprecisione anche sul conto dell’orso in questione e se queste vengono comunicate da un addetto a i lavori siamo proprio a posto….

M5 è un orso di origine slovena che spontaneamente ha raggiunto il trentino orientale lo scorso anno: non proviene pertanto dalla piccola popolazione, originatasi dal progetto di reintroduzione “Life Ursus” e ora presente nel trentino occidentale e nelle regioni limitrofe ; al momento delle cattura per la radiocollarizzazione, l’età è stata valutata in 4/5 anni e il peso era di 140 chili.

Incredibile poi che l’orso ci possa stare in trentino solo perché “ricco”….

Un saluto

Massimo

Anonimo ha detto...

Zonta, il solito giornalista a caccia di una notizia sensazionale, che mette in atto un vero e proprio terrorismo mediatico.Gente ignorante, - nel senso che ignora, non conosce,- ma soprattutto imbeci@@e.
Grizzly.

Anonimo ha detto...

Bhe Enzo, hai non ragione.. di più!
Ne so qualcosa, i nostri giornali locali spesso e volentieri sull'orso scrivono solo per far notizia e allarmismo, magari sparando titoli molto forti quando in realtà l'articolo in se ha dei toni pacati.


Misty

Mascetti ha detto...

a parte l'evidente ignoranza del giornalista, mi viene da dire che M5 si trova a soli 60km in linea d'aria da Molveno, anche se purtroppo c'e' l'autostrada del Brennero in mezzo. C'e' qualche speranza che raggiunga le orse del Brenta, prestandosi al rinsanguamento della popolazione? Anche perche' non si hanno piu' notizie di Joze, che peraltro ha inseminato gia' tutto l'inseminabile :-)

Anonimo ha detto...

sarebbe bello!

è difficile ma non impossibile: sono animali dalle mille risorse! (2 anni fa KJ2G2 è riuscito a passare l'asse del brennero poco sotto ala!)

un saluto

max