"Non so bene perché, ma c'è qualcosa nell'orso che induce ad amarlo"
J. O. Curwood

mercoledì 16 aprile 2008

In Campania la Forestale verifica gli avvistamenti di orso

Gli uomini della speciale “Task force orso” organizzata per le attività di ricerca, tutela e conservazione del plantigrado nell’area dell’Appennino centrale, sono arrivati dall’Abruzzo nel Comune di Caggiano (Sa) per perlustrare le aree in cui è stata segnalata la presenza di un orso. Il personale, di stanza presso l’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Castel di Sangro, è arrivato in Campania per supportare gli uomini del Comando provinciale, che da alcuni giorni raccolgono segnalazioni da parte di cittadini ed abitanti dell’area settentrionale dei Monti Alburni, dove sembra essere presente un orso, con l’intento di verificare la notizia.
Gli uomini del Cfs procederanno perciò ad un’accurata perlustrazione delle diverse località in cui l’orso sarebbe stato segnalato, con l’intento di raccogliere indicazioni utili a confermare, o confutarne, la presenza. La ricerca mira ad individuare i tanti segni di presenza che un orso lascia alle sue spalle, soprattutto escrementi, che sono molto caratteristici e piuttosto inconfondibili per forma, dimensioni e odore, quando il plantigrado non si è cibato di carne.
Qualora venisse confermata la presenza dell’orso in Campania la “Task force orso” è organizzata per il passaggio successivo: individuare a quale genotipo possa appartenere l’animale. Si tratta cioè di capire se l’orso appartiene davvero, come ipotizzato da alcuni nei giorni scorsi, ad un esemplare di orso bruno marsicano in dispersione dal suo areale originario, oppure se, ipotesi questa ritenuta più probabile dagli uomini del Cfs, l’orso non sia pittosto autoctono e immesso nel territorio da sconsiderati che non erano più in grado di gestire "un animale un po’ troppo cresciuto".
A questo scopo serviranno perciò campioni biologici dell’orso- peli in particolare- che potranno essere raccolti con apposite esche olfattive seguendo le procedure ormai codificate dalla ricerca scientifica avviata nell’ambito di uno specifico progetto Life dalla Forestale e messe a punto di recente unitamente al parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e al dipartimento di Biologia animale e dell’Uomo dell’Università La Sapienza.
Gli eventuali campioni di pelo raccolti saranno successivamente classificati dagli esperti della Forestale ed inviati all’Istituto nazionale di fauna selvatica di Bologna per la determinazione genetica. I risultati serviranno, se davvero dovesse trattarsi di orso, "a fornire le indicazioni utili alla gestione dell’esemplare che in molti sembrano aver visto in quest’area degli Alburni".

A questo proposito vorrei precisare un concetto che spesso non viene preso in considerazione in questi casi. C'è una netta differenza fra la presenza di un orso in una determinata area e la sua stanzialità. Gli orsi, come detto più volte in questo blog, sono animali che tendono a muoversi per centinaia di chilometri se sussistono condizioni di integrità dell'ambiente e scarso disturbo abtropico. Che possano essere trovate tracce di un orso anche distanti dal suo nucleo originario quindi non è da escludere. Ma dire che in quella zona c'è l'orso è ben diverso.
Un orso errante infatti ai fini della conservazione della specie e della sua tutela porta a due pericoli: il primo è rappresentato dal fatto che non ha possibilità di incontrare suoi conspecifici e quindi non avrà alcuna possibilità di accoppiarsi impoverendo quindi la già scarsa popolazione marsicana di un elemento. Il secondo problema è rappresentato proprio dall'uomo e dal pericolo che l'orso possa imbattersi in situazioni in cui rischia la vita. Con la morte dell'orso si tornerebbe quindi allo scenario precedente. Gli orsi marsicani (ammesso che quello campano sia uno di loro) sono una popolazione esigua, quasi sull'orlo dell'estinzione. La perdita o l'allontanamento di un elemento porterebbe ad un impoverimento numerico e quindi genetico della popolazione. Questo potrebbe portare ad un ulteriore danno per i nostri amici che oggi come oggi non ci si può permettere. A parere mio se si scoprisse che l'orso in questione è un marsicano le autorità dovrebbero impegnarsi a riportarlo nel suo luogo d'origine, reintegrandolo così nel gruppo.
Allo stesso tempo la sua presenza in Campania è un dato che dovrebbe essere considerato positivo: se l'orso è riuscito a muoversi incolume fin lì significa che l'interconnessione fra le aree è buona e che in un ipotetico futuro fra i boschi dei Monti Alburni potranno tornare gli orsi.

42 commenti:

Conte A. L. ha detto...

Condivido a pieno il tuo post, oggi avevo avuto le stesse informazioni. L'importante e che la gente non avverta la presenza del Mammifero come un minaccia, questo è fondamentale.

naturalmentepollino ha detto...

Ma è possibile che si tratti dello stesso orso avvistato in Basilicata a Satriano, in Val d'Agri?

OrsoBruno ha detto...

Mah! Non vorrei sembrare prevenuto ma per me la possibilità che ci sia l'orso in Basilicata (ammesso che sia un orso) è veramente remota. Se di orso si tratta è più facile che sia un esemplare scappato da un circo che non un marsicano...ma i nostri amici orsi sono imprevedibili, quindi chissà...staremo a vedere!

naturalmentepollino ha detto...

Almeno ora è stata attivata una "taske force", il mistero dovrebbe risolversi. Comunque l'area di Satriano è confinante con quella di Caggiano, quindi, secondo me che sia lo stesso esemplare è possibile, poi che sia o non sia marsicano è da vedere. Io ci spero; ma come dici tu se si trattasse di marsicano bisognerebbe portarlo indietro.

Anonimo ha detto...

State dicendo un mare di stupidaggini

OrsoBruno ha detto...

Allora "anonimo" perchè non ci illumini? Quali sono queste stupidaggini di cui si sta parlando? E' facile puntare il dito senza metterci la faccia...

Anonimo ha detto...

Per orsobuno,io non voglio illuminare nessuno, ma ho notato molte inesattezze su quanto finora ho visto scritto; il mio modesto punto di vista è il seguente:
1-l'orso non vive in branco o in gruppo come le pecore, quindi voler "riportare" l'orso in Abruzzo mi da tanto l' idea della pecorella smarrita dal gregge,
2-L'orso per sua natura è solitario, e se fai il rapporto fra superficie del Parco d'Abruzzo e numero degli orsi presenti, noterai che la densità di orsi per Km2 e già colma, questo implica che ci sono molte uccisioni di cuccioli da parte degli orsi adulti dominanti-è successo anche la scorsa estate- e la popolazione è più esposta a malattie,
3_Se partiamo col presupposto che ogni orso che è uscito fuori dal Parco d'Abruzzo è una anomalia dovremmo ricatturare gli orsi presenti sui Sibillini,sul Gran Sasso,sul Velino,sui Simbruini Ernici, o sulla Maiella,facendo un danno incalcolabile alla specie, che naturalmente si è sempre irradiata su tutto l'Appennino cercando di occupare tutte le zone idonee..
4- Sarebbe più opportuno, visto che la zona è idonea,portargli un compagno/a,se già non è presente,
5-Ho notato leggendo i post, che cè una certa fretta, spero non "interessata", a "deportare" l'orso........così non si aiuta l'orso a sopravvivere a lungo termine sull'Appennino...
6-L'ipotesi dell'orso fuggito da un circo è a dir poco risibile, poichè si tratterebbe di un animale con un forte imprintig umano, e stazionerebbe nei paesi chiedendo del cibo...
Distinti saluti.

OrsoBruno ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
OrsoBruno ha detto...

Caro "anonimo" rispondo subito al tuo commento:
1) E' vero che l'orso non vive in branco, ma un orso solitario e lontano dai suoi conspecifici e senza possibilità di accoppiarsi PURTROPPO è geneticamente morto. Parlo in questi termini proprio a causa dell'esiguo numero di individui che si trova oggi sull'appennino. Se l'orso lo vogliamo proteggere dobbiamo fare in modo che si riproduca e che sussistano le migliori condizioni perchè questo avvenga.
2)Il numero di orsi che c'è oggi èmolto minore rispetto a quello che potenzialmente potrebbe occupare il parco. Questo non lo dico io ma ti basta pensare che negli ultimi anni il loro numero è diminuito drasticamente. Quindi il parco non ha raggiunto una vera capacità portante. La dispersione non sta avvenendo perchè il territorio è saturo di orsi.
3)C'è un problema di fondo in questo caso è che dopo la morte di Bernardo anche il PNALM ha dovuto rivedere molte cose in termini di numero REALE di orsi presenti nel parco. Converrai con me che se l'orso campano è arrivato da un punto è molto più probabile che venga dall'Abruzzo o ancor di più dal Molise che non dai Sibillini. Io non parto dal presupposto che OGNI orso debba essere riportato a casa, ma se oggi vogliamo proteggerlo questa dispersione troppo remota deve essere in qualche modo tamponata perchè andrebbe a discapito dellla popolazione ormai stabile. Già negli anni '70 un orso si era stabilito sugli Aurunci, ma questo non ha dato origine ad un nuovo nucleo.
4)Portargli una compagna non significherebbe ripopolare la zona, per fare cosa poi? Creare un'"isola" di orsi campani tutti figli degli stessi orsi ed aumentare la consanguineità? Non è un approccio ottimale a parer mio, si andrebbe incontro a quella che tecnicamente si chiama "inbreeding depression" e che porta alla suddetta "morte genetica" di una popolazione.
5) Non ho alcun "interesse" a riportare l'orso in Abruzzo, anzi. Non lavoro per il PNALM quindi se vogliamo essere "spicci" in tasca non me ne entra niente
6)L'orso del circo era relativo alla Lucania e non alla Campania. Ci sono stati degli avvistamenti che non sono sfociati in nessun ritrovamento di segni di presenza (ci stanno ancora lavorando però)ma l'ipotesi che sia un marsicano (a parer mio) è abbastanza remota.

Spero di averti esposto le mie idee in modo chiaro, se hai bisogno di chiarimenti sono sempre disponibile.

Anonimo ha detto...

Stefano O.

Ho ricevuto ieri sera un SMS da un forestale della task force a Caggiano e per adesso nessuna novita'....la loro ipotesi e' ancora quella di un grosso cinghiale, ma sono li' per trovar certezze per cui...se son rose fioriranno !!!
Per tornare alla diatriba precedente una cosa sono le dispersioni in aree vicine ed interconnesse un'altra cosa e' un esemplare diviso dal nucleo originario non tanto dai kilometri quanto da innumerevoli barriere ambientali (strade,ferrovie,paesi aree senza copertura boschiva..) insomma se e' veramente un marsicano e' giunto dov'e' giunto miracolosamente....ed i miracoli non si ripetono quindi perche' lasciarlo li' a morir da solo ?

Anonimo ha detto...

Caro Orsobruno,affermi al punto 1 dei tuoi commenti che l' orso è solo, come fai ad esserne così sicuro? La sicurezza della presenza si avrebbe solo dopo che l'area fosse investigata -a lungo termine - e a fondo, da personale altamente specializzato; l'orso come sai bene è notturno ed elusivo e i segni di presenza possono essere colti solo da occhi esperti.
Al punto n.2 affermi che nel PNALM c'è ancora posto per altri orsi, invece se calcoli che la superficie del PNALM è di 130.000 ettari ,compresa la zona esterna,e tenendo conto che l'HOME RANGE di un orso è di 60 Km2, per ogni orso servirebbero circa 6.000 ETTARI di territorio,infine se dividi la superficie totale per l'home range medio viene fuori che nel PNALM POTREBBERO VIVERE SOLO 21,6 ORSI.
Invece ne sono presenti - censiti- più di 40, praticamente il doppio quindi non ci dobbiamo meravigliare se gli orsi maschi uccidono spesso i cuccioli. Come aumenta la natalità con questo sistema?
Qualche orso anni fà, ha percorso circa 200 km arrivando sui Sibillini (Marche),l'Ente Parco dei Sibillini, investigando la zona, ha stabilito l'esistenza di più individui, e nessuno può escludere che si siano anche riprodotti. Come sono andati verso il nord così possono essere andati a sud dal PNALM......o no?
Per il problema della drastica diminuzone di orsi nel PNALM,all'inizio degli anni 1980, faresti bene ad informarti circa l'effetto che hanno avuto i carnai e i campetti di aimentazione-BRUCELLOSI E NASCITA DI ORSI PROBLEMATICI- vogliamo ritornare a questo?
Concordo con te per quanto riguarda la provenienza, potrebbe essere arrivato dal massiccio del Matese, dove in passato è stata segnalata la presenza di orsi.
E' proprio per proteggere la specie, che assecondando questi flussi verso zone idonee, si potrebbero formare negli anni, nuclei di orsi,che andando in dispersione, favorirebbero il ricambio genetico,tra i vari nuclei.
Hai menzionato l'orso degli Aurunci, ma forse ti riferivi al cucciolo rubato nel PNALM,da alcuni pastori e liberato poi sulla montagna di Rocca d'Evandro (Caserta),dove visse per crca 7 anni,-se al tempo la cosa fosse stata gestita diversamente,oggi avremmo potuto avere qualche orso sugli Aurunci, a un tiro di schioppo dal PNALM e dalle Mainarde.
Tu parli di orso Campano ed di orso Lucano, ma se conosci la zona, o apri un atlante ti renderai subito conto che stiamo parlando dello stesso animale che normalmente si sposta.
Salta all'occhio che le montagne del Sud in quella zona costituiscono un UNICUM AMBIENTALE-dagli Alburni al Cervati alle "Dolomiti lucane" al monte Sirino.
Infine a proposito di consanguineità, la cosa è relativamente importante per molti animali,pensa che in provincia di Cuneo -Entracque- si è formata una splendida colonia di centinaia di stambecchi,puri ed in salute,partendo da soli 3 elementi fondatori.......
Io la penso così e non credo di essere uno sprovveduto in fatto di conoscenza riguardo alla fauna selvatica ed agli orsi, e anche scrivendo sul blog, spero di dare il mio personale contributo ,ad una migliore gestione- a lungo termine dell'orso bruno marsicano.
Tanti Saluti e a disposizione.

nat ha detto...

Anonimo, come fai a dire di EnzoBruno che è "interessato"? Tu non lo conosci... Per me è interessato solo di fornirci più informazioni possibile sull'orso, un animale a cui ci stiamo affezionando tanto....Grazie anche ad EnzoBruno.

Anonimo ha detto...

Caro Nat,forse sono stato frainteso, nel mio post faccio un discorso molto in gererale e non mi riferisco a persone in particolare.
Converrai comunque con me che attorno all'orso girano molti soldi - Progetti Life, Studi e quant'altro-, per cui ci potrebbero essere interessi di parte.
Comunque gradirei un cenno di risposta, da parte di OrsoBruno, rispetto a quanto ho scritto sull ultimo post del 17-04-08.Grazie
Saluti.

OrsoBruno ha detto...

Arieccomi qua, scusate ma sono stato un paio di giorni fuori e senza possibilità di entrare nel blog.

Anonimo, non vorrei che il mio blog si trasformasse in un arma che mi si possa rivoltare contro. Ribadisco che NON HO ALCUN INTERESSE a riportare o a volere a tutti i costi l'orso in Abruzzo! Prova a spulciare qua e la nel blog e ti accorgerai che non c'è nulla che ti possa far intendere che abbia legami o interessi economici con alcun ente o istituzione che ruota intorno alla conservazione dell'orso. Non ho oltretutto alcun interesse a lasciare l'orso isolato nel parco nazionale dato che sto svolgendo una tesi di laurea proprio sui corridoi ecologici e sulla rimozione della frammentazione degli habitat: mi darei la zappa sui piedi! Sono semplicemente uno studente, appassionato di orsi e perlopiù abruzzese (quindi anche un pò orso dentro). Mi dispiacerebbe pensare che le mie parole a favore dell'orso possano essere interpretate come pubblicità o sostegno per figure che speculano sull'orso.
Chi di noi non vorrebbe tornare a vedere l'orso marsicano fuori pericolo con la possibilità di espandersi anche al di fuori dei confini del parco. Ribadisco a parer mio che lo spostamento di orsi in altre aree non possa essere riconducibile ad una saturazione dei territori abitualmente abitati dall'orso. L'home range degli orsi infatti non è un dato fisso ma estremamente variabile e dipendente da fattori diversi come l'età, la densità di popolazione, la stagione, il sesso, la disponibilità di risorse, il disturbo antropico, le zone di svernamento ecc...
Ad esempio i maschi adulti tendono ad occupare uno spazio molto più grande dei giovani. Non è quindi possibile calcolare quandi orsi possano e debbano vivere all'interno del parco perchè non sarebbe un dato oggettivo in quando dipendente dai fattori sopra elencati. La colonizzazione di nuove aree per me non può essere attribuita ad una saturazione del territorio ma in modo più verosimile come conseguenza del disturbo antropico che mette in "fuga" alcuni esemplari.
La mia preoccupazione è data dal fatto che l'orso marsicano ha una variabilità genetica già bassissima e la perdita di un esemplare a causa del suo allontanamento non farebbe che peggiorare la situazione già precaria. Questo significa che l'impoverimento genetico porterebbe ad una omogeneizzazione degli orsi che, ad esempio, in caso di un attacco da parte di un agente patogeno, decimerebbe la popolazione (come ad esempio la brucellosi da te citata). La mia è semplicemente una preoccupazione legata alla situazione precaria in cui versa l'orso marsicano, senza alcun interesse economico.

Spero che questa amichevole "diatriba" faccia capire ai lettori del blog come la gestione della fauna sia una materia molto difficile soprattutto perchè ognuno ha una visione diversa sulle soluzioni da attuare in campo conservazionistico. Anonimo volevo ringraziarti per lo scambio di idee che sta avvenendo, lo trovo molto positivo soprattutto perchè è raro che un post venga così caldamente commentato. Mi piacerebbe conoscere almeno il tuo nome dato che chiamarti "anonimo" mi sembra veramente brutto...

A disposizione.... :)

Sefora ha detto...

La diatriba può essere una cosa costruttiva, e mi interessa ciò che l'anonimo dice, così come mi interessa ciò che EnzoBruno dice. Non vorrei sembrare di parte, ma i discorsi fatti dall'anonimo sono pregni di dati,ma come lui, sono anonimi. La gestione della faunna o di qualsiasi altro essere vivente non può essere fatta in base ai soli dati, ma a questi bisogna saper accorpare anche l'esperienza e la conoscenza non solo della specie, ma anche dell'habitat e tener conto di molti fattori che i soli dati non possono considerare. La vita non è un dato. Quindi trovo molto sensato e pieno di logica il discorso fatto da EnzoBruno.
Inoltre, scusate se mi permetto di essere un pò polemica ma credo sia necessario, sono dell'idea che quando due persone discutono in maniera costruttiva e si propongono agli altri dovrebbero come minimo presentarsi con il nome e non come un anonimo. E' una coosa che mi irrita, è mancanza di rispetto verso noi lettori che vi regaliamo parte del nostro tempo, e poi credo anche che sia un atto di vigliaccheria: è troppo facile parlare e dare giudizi senza esporsi, così almeno non si rischia di perderci la faccia!
Come ripeto ringrazio Enzo e l'anonimo perchè con il loro discutere stanno accrescendo la nostra conoscenza e formando delle opinioni, ma sarebbe molto più costruttivo se l'anonimo firmasse le sue affermazioni.

Anonimo ha detto...

Caro Orso bruno cari lettori del blog,innanzitutto vi ringrazio - e ringrazio particolarmente EnzoBruno,per gli apprezzamenti usati verso di me e alla sua volontà di volersi confrontare con me, con le mie idee e con le mie affermazioni,questo denota da parte sua una apertura di spirito che mi fa sicuramente piacere.Per quanto riguarda le affermazioni di Sefora:ho capito il tuo gioco, dandomi gratuitamente del vigliacco, mi vuoi portare sul terreno della polemica, ma non te lo permetterò,-in primis- per rispetto del blog e di chi serenamente lo frequenta, eppoi se vogliamo passare alle offese, penso che tu sei "all'asilo" ed io "all'università."......Non ti è passato per la testa che se mi firmo Anonimo magari è perchè c'è una mia motivazione?
Faresti bene a meditare sui contenuti di quello che scrivo, piuttosto che alla firma o al nick-name.......
Comunque,torniamo a cose serie,
il mio stile di scrittura potrebbe sembrare a prima vista irruento, forse un pò troppo incisivo e molto accalorato. Forse questo è forgiato dal mio carattere e dalla mia esperienza in termini di montagna, di fauna, di orsi, nel corso degli anni sul campo e di preparazione teorica, senza per questo pretendre di avere ragione.
Per me, per il mio carattere, la verità è essenziale e non mi va che i lettori di un blog serio come questo siano furviati dalle affermzioni discutibili di "STEFANO O, che afferma che dal PNALM alla lucania, ci siano barrierre insuperabili per un orso quali paesi, città, ferrovie , infrastrutture, autostrade,ecc.ecc. come se il nostro orso avesse dovuto superare la PIANURA PADANA O LA PERIFERIA DI MILANO....
Comunque sono assolutamente convinto che la CONOSCENZA e la VERITA',che possono passare anche attraverso il blog dell' OrsoBruno possono dare una mano all' orso in termine di SOPRAVVIVENZA - a lungo termine di questo raro e prezioso plantigrado.
Infine per EnzoBruno, avrei piacere, per continuare la "diatriba " se mi rispondessi a questi punti
1-Affermi che l'Home Range nell' orso è variabile, ma secondo me e Secondo ciò che scrive il FRAPPORTI, l'areale del marsicano è di 40 Km2 per le femmine e fino ad 80 per i maschi, alla luce di questi dati ho estrapolato che su 130.000 ettari del PNALM, possono vivere-normalmente- solo 21- orsi...Ti premetto che ho fatto i calcoli al lordo, qundi includendo anche aree non frequentabili...ti sarei grato se confutassi i miei dati(non in modo generico),ma nello specifico.
2-La variabilità genetica, del Marsicano è bassa ma non è assolutamente critica -secondo dati ufficiali- ed è dovuta al fatto che il nostro marsicano è stato isolato dalle altre popolazioni di orsi europee da almeno 500 anni, adattandosi anche con il comportamento -poco aggressivo, differenze morfologiche, differenze comportamentali, differenze alimenteari - al difficile ambiente appenninico.
Per cui la riduzione di variabilità genetica, oltre alla perdita di individui ha comunque resa unica la popolazione, che non presenta tuttoggi NESSUN SINTOMO DI DERIVA GENETICA.....ti sarei grato se discutessimo anche su questo,
3- Dispersione della popolazione, voglio ammettere che il disturbo antropico in questo punto gioca il suo ruolo- sarebbe opportuno che l'Ente Parco PNALM e in generale tutti i Parchi interessati dalla presenza dell' orso attivassero più strette misure di salvaguardia- chiudere le carrarecce e le piste forestali,curare i fruttiferi,attivare pozze di abbeverata, impedire l'accesso dei turisti in zone chiave ecc.
Ma a prescindere da ciò la dispersione è un fenomeno assolutamente normale per la specie -vedi gli Studi di FEBBO E PELLEGRINO,- ed è vantaggioso per la specie, proprio per aumentare la variabilità genetica
Ti faccio un esempio pratico: se il gruppo di orsi che oggi abita i Sibillini a 200 km dal PNALM, si riproduce e cresce, i loro discendenti, fra molti anni potrebbero portare il loro pool genico in abruzzo,sarebbe un pool molto simile, ma la lontananza dalla CORE AREA, potrebbe portare un minimo di variabilità con individui sempre provenienti dallo stesso ceppo base.
Comunque ribadisco che per ora il marsicano non ha problemi di deriva genetica.
4- Problema brucellosi, per questo sembra che bisognerebbe ringraziare chi li ha gestiti i carnai (detto in senso ironico), se si è prodotto ed acuito il cosidetto "collo di bottiglia " nella popolazione di orso marsicano.....
5- Per quanto riguarda la dispersione, come hanno detto e dico, è sempre esistita ed è un vantaggio per combattere le eventuali epidemie,a riguardo paragona ciò che è stato fatto con il camoscio appenninico, lo stesso vale per l'orso.... spero che anche il Progetto Life per " l'ornata" vada avanti- Traduco -Se scoppia una epidemia che uccide tutti gli orsi nel PNALM, e non abbiamo altri Parchi -Sibillini- Sirente Simbruini-Ernici- Gran Sasso-Maiella- con gruppi di orsi marsicani, che ne sarà della specie ????
Quindi agevoliamo i corridoi ecologici e agevoliamo gli spostamenti della specie, avremmo più nuclei di marsicani e meno cuccioli uccisi dagli orsi maschi che si incontrerebbero molto meno con le femmine accompagnate dai piccoli.
Grazie della disponibilità resto in attesa di risposte.
Ciao a tutti i lettori del Blog.

Anonimo ha detto...

Caro Orso bruno cari lettori del blog,innanzitutto vi ringrazio - e ringrazio particolarmente EnzoBruno,per gli apprezzamenti usati verso di me e alla sua volontà di volersi confrontare con me, con le mie idee e con le mie affermazioni,questo denota da parte sua una apertura di spirito che mi fa sicuramente piacere.Per quanto riguarda le affermazioni di Sefora:ho capito il tuo gioco, dandomi gratuitamente del vigliacco, mi vuoi portare sul terreno della polemica, ma non te lo permetterò,-in primis- per rispetto del blog e di chi serenamente lo frequenta, eppoi se vogliamo passare alle offese, penso che tu sei "all'asilo" ed io "all'università."......Non ti è passato per la testa che se mi firmo Anonimo magari è perchè c'è una mia motivazione?
Faresti bene a meditare sui contenuti di quello che scrivo, piuttosto che alla firma o al nick-name.......
Comunque,torniamo a cose serie,
il mio stile di scrittura potrebbe sembrare a prima vista irruento, forse un pò troppo incisivo e molto accalorato. Forse questo è forgiato dal mio carattere e dalla mia esperienza in termini di montagna, di fauna, di orsi, nel corso degli anni sul campo e di preparazione teorica, senza per questo pretendre di avere ragione.
Per me, per il mio carattere, la verità è essenziale e non mi va che i lettori di un blog serio come questo siano furviati dalle affermzioni discutibili di "STEFANO O, che afferma che dal PNALM alla lucania, ci siano barrierre insuperabili per un orso quali paesi, città, ferrovie , infrastrutture, autostrade,ecc.ecc. come se il nostro orso avesse dovuto superare la PIANURA PADANA O LA PERIFERIA DI MILANO....
Comunque sono assolutamente convinto che la CONOSCENZA e la VERITA',che possono passare anche attraverso il blog dell' OrsoBruno possono dare una mano all' orso in termine di SOPRAVVIVENZA - a lungo termine di questo raro e prezioso plantigrado.
Infine per EnzoBruno, avrei piacere, per continuare la "diatriba " se mi rispondessi a questi punti
1-Affermi che l'Home Range nell' orso è variabile, ma secondo me e Secondo ciò che scrive il FRAPPORTI, l'areale del marsicano è di 40 Km2 per le femmine e fino ad 80 per i maschi, alla luce di questi dati ho estrapolato che su 130.000 ettari del PNALM, possono vivere-normalmente- solo 21- orsi...Ti premetto che ho fatto i calcoli al lordo, qundi includendo anche aree non frequentabili...ti sarei grato se confutassi i miei dati(non in modo generico),ma nello specifico.
2-La variabilità genetica, del Marsicano è bassa ma non è assolutamente critica -secondo dati ufficiali- ed è dovuta al fatto che il nostro marsicano è stato isolato dalle altre popolazioni di orsi europee da almeno 500 anni, adattandosi anche con il comportamento -poco aggressivo, differenze morfologiche, differenze comportamentali, differenze alimenteari - al difficile ambiente appenninico.
Per cui la riduzione di variabilità genetica, oltre alla perdita di individui ha comunque resa unica la popolazione, che non presenta tuttoggi NESSUN SINTOMO DI DERIVA GENETICA.....ti sarei grato se discutessimo anche su questo,
3- Dispersione della popolazione, voglio ammettere che il disturbo antropico in questo punto gioca il suo ruolo- sarebbe opportuno che l'Ente Parco PNALM e in generale tutti i Parchi interessati dalla presenza dell' orso attivassero più strette misure di salvaguardia- chiudere le carrarecce e le piste forestali,curare i fruttiferi,attivare pozze di abbeverata, impedire l'accesso dei turisti in zone chiave ecc.
Ma a prescindere da ciò la dispersione è un fenomeno assolutamente normale per la specie -vedi gli Studi di FEBBO E PELLEGRINO,- ed è vantaggioso per la specie, proprio per aumentare la variabilità genetica
Ti faccio un esempio pratico: se il gruppo di orsi che oggi abita i Sibillini a 200 km dal PNALM, si riproduce e cresce, i loro discendenti, fra molti anni potrebbero portare il loro pool genico in abruzzo,sarebbe un pool molto simile, ma la lontananza dalla CORE AREA, potrebbe portare un minimo di variabilità con individui sempre provenienti dallo stesso ceppo base.
Comunque ribadisco che per ora il marsicano non ha problemi di deriva genetica.
4- Problema brucellosi, per questo sembra che bisognerebbe ringraziare chi li ha gestiti i carnai (detto in senso ironico), se si è prodotto ed acuito il cosidetto "collo di bottiglia " nella popolazione di orso marsicano.....
5- Per quanto riguarda la dispersione, come hanno detto e dico, è sempre esistita ed è un vantaggio per combattere le eventuali epidemie,a riguardo paragona ciò che è stato fatto con il camoscio appenninico, lo stesso vale per l'orso.... spero che anche il Progetto Life per " l'ornata" vada avanti- Traduco -Se scoppia una epidemia che uccide tutti gli orsi nel PNALM, e non abbiamo altri Parchi -Sibillini- Sirente Simbruini-Ernici- Gran Sasso-Maiella- con gruppi di orsi marsicani, che ne sarà della specie ????
Quindi agevoliamo i corridoi ecologici e agevoliamo gli spostamenti della specie, avremmo più nuclei di marsicani e meno cuccioli uccisi dagli orsi maschi che si incontrerebbero molto meno con le femmine accompagnate dai piccoli.
Grazie della disponibilità resto in attesa di risposte.
Ciao a tutti i lettori del Blog.

OrsoBruno ha detto...

Premetto dicendo che in questo blog non c'è nessun tentativo di "stanare" qualcuno, c'è semplicemente la volontà di conoscere le persone che partecipano alle discussioni per un puro spirito di comunità: sono infatti tante ormai le persone con cui ho stretto vere amicizie grazie a questo blog (puoi vederlo dagli stessi commenti!) e molti dei lettori si sono conosciuti proprio fra un commento e l'altro. La tua scelta di rimanere anonimo è comunque rispettata sperando così di abbassare i toni della discussione, anche se sinceramente non riesco a capirne il forte motivo che ti spinge a farlo. Ma ti ripeto, non voglio forzare nessuno. Anche "anonimo" è un nome del resto.
Bando alle ciance e veniamo alle risposte.
1) conosco i dati menzionati da Frapporti sull'home range del marsicano e seppur citati con precisione non posso e non riesco a credere che siano dati fissi e che non possano subire alcuna variazione. Ciò significherebbe che non ci sarebbe alcuna possibilità minima di variazione. Penso che i dati debbano essere analizzati su una media quantitativa e su una temporale. In ogni caso Frapporti parla di "Stime preliminari" quando si riferisce a questi dati. Senza contare poi che gli home range degli orsi bruni possono tranquillamente sovrapporsi soprattutto quelli dei maschi con quelli delle femmine. Parlare di home range come valore fisso non mi sembra corretto dato che l'home range ha fra le caratteristiche principali proprio la variazione stagionale. Anche se le stime numeriche degli esemplari di marsicano oscillano sempre fra ipotesi e dati "politici" come facciamo ad immaginare che all'interno del PNALM possano vivere solo una ventina di orsi? C'è sempre stata storicamente una popolazione di così pochi esemplari? Ti chiedo questo dato che da quanto ho capito hai esperienza nel settore.
2) Questo è un punto che sinceramente non riesco a comprendere. Se effettivamente di orsi marsicani ne sono rimasti una quarantina, non possiamo dire che si trovano in una situazione ottimale, soprattutto se sappiamo che sono gli ultimi rimasti. Un ampio home range di ogni esemplare collegato ad un basso numero di individui, come in questo caso comporta comunque dei rischi per la popolazione. Non possiamo basarci sul fatto che la bassa variabilità genetica sia stata positiva per la "creazione" del marsicano, perchè proprio quella bassa variabilità potrebbe portarlo alla scomparsa. In questa ti rispondo però anche al punto 4) e 5). Dici che non ci sono segni di deriva genetica quando poi ammetti che la brucellosi ha creato un effetto collo di bottiglia che è in se una forma di deriva genetica, seppur indotta e non naturale. Lo stesso problema si avrebbe nello scenario da te ipotizzato con la scomparsa degli orsi nel Parco e con il ripopolamento attraverso gli eventuali nuclei esterni che porterebbero a causa dell'effetto del fondature comunque a deriva genetica.
La questione della conservazione dell'orso a parer mio è estremamente delicata. Siamo di fronte a una piccola popolazione che rischia molto in qualunque direzione vada come se fosse in un vero e proprio equilibrio precario. Il tutto (e qui sicuramente converrai con me) è senz'altro dovuto ad una cattiva gestione passata che ha cercato con molta superficialità di risolvere problemi molto delicati. Sono completamente d'accordo con te sulla necessità di tutelare maggiormente quelle aree che sono note per la presenza degli orsi prorpio per non aumentare il disturbo antropico.
Sono con te anche nell'asserire che sono di fondamentale importanza i corridoi ecologici per il marsicano, al fine di creare una vera e propria metapopolazione. La presenza di individui a grande distanza sebbene sia sintomo di una certa continuità ambientale e quindi una potenziale speranza per la loro diffusione e per l'aumento di variabilità, da un lato continua a spaventarmi proprio per la paura che una eccessiva dispersione possa andare a ledere quegli esemplari situati nel nucleo dell'Appennino centrale. Il problema è purtroppo di scala temporale, certo la distanza favorirebbe variabilità, ma in quanto tempo? E quanto tempo abbiamo ancora per salvare l'orso da un punto di non ritorno. Penso che dovremmo cercare di guidare in un certo modo questi movimenti potenziando prima proprio quelle zone che sono più prossime al serbatoio (come in parte si sta cercando di fare) e poi, nel lungo periodo, intervenire sempre più a distanza, certamente non effettuando delle forzature che si è visto non portano mai a nulla di positivo.
Amando questi animali non posso che auspicare un loro aumento e una loro diffusione (come ti ho indicato nel commento precedente è una cosa in cui credo e su cui sto lavorando prorpio per la mia tesi). Spero di essere stato chiaro nelle mie idee e anche se non ti ho risposto punto per punto mi auguro che tu abbia capito le mie posizioni e le mie perplessità. A presto

Enzo

Anonimo ha detto...

Caro Anonimo riporto qi sotto il tuo commento sul mio post :

Per me, per il mio carattere, la verità è essenziale e non mi va che i lettori di un blog serio come questo siano furviati dalle affermzioni discutibili di "STEFANO O, che afferma che dal PNALM alla lucania, ci siano barrierre insuperabili per un orso quali paesi, città, ferrovie , infrastrutture, autostrade,ecc.ecc. come se il nostro orso avesse dovuto superare la PIANURA PADANA O LA PERIFERIA DI MILANO....

Beh....mi sembra alquanto incauto per un professionista della fauna selvatica come tu rivendichi di essere (risposta a Sefora...)negare
l'evidenza delle morti piu'o meno recenti(orsi e lupi) causati in Abruzzo dal treno o dagli autoveicoli. Giusto l'anno scorso sulla linea ferroviaria Roma Pescara furono uccisi 3 lupi insieme...anni fa a Palena un orso fu investito dal treno.
Mi sembra un po'forte l'espressione fuorviare..??? Ho riportato un semplice fatto che nessuno puo' negare gli animali muoiono spesso e volentieri attraversando una strada o una linea ferroviaria e lo spazio tra Abruzzo Centrale e la Val'Agri e' pieno di questi attraversamenti....no...non e' la pianura padana ma non e' nemmeno l'Alaska ...concordi ? ed e' per questo che ritengo in teoria possibile che un orso vi sia giunto con le sue gambe ma ritengo anche che sia stata un impresa difficile e pericolosa e per questo ancora piu' appassionante, di qui la mia curiosita' per una prova certa che questo sia avvenuto.
Io sono un semplice appassionato , un dilettante innamorato della fauna selvatica e degli orsi bruni in particolare, che non ha specifiche competenze in fatto di derive genetiche o home range ed infatti ti leggo con curiosita'quando ne tratti, cercando di capire ed eventualmente imparare ma trovo veramente eccessivo se non fuori luogo il tono che usi per smentire un 'evidenza solare (i pericoli sul cammino di un'orso....)
Dai l'impressione di esserti un po' troppo paludato nelle vesti di PROFESSORE, rilassati e condividi invece in buonumore parte delle tue conoscenze con tutti noi.....te
ne saremmo grati,

Cordiali saluti
Stefano Orlandini

Anonimo ha detto...

Per Stefano Orlandini: ti volevo ringaziare dei titoli onorifici che mi hai dato - professore e professionista- ma preferisco sorvolare "rilassato" l'argomento; infatti preferisco riprendere il discorso intavolato da noi due che interessa sicuramente di più i lettori del blog cioè circa le barriere infrastrutturali, più o meno insuperabili, che avrebbe potuto incontrare il nostro orso nel suo ipotetico viaggio dall Abruzzo alla Lucania.
Tu conoscerai il PNALM e saprai che anche lì ci sono strade, rete della ferrovia,strada statale, paesi,infrastrutture,ecc.ecc.ma non per questo gli orsi non le attraversano,forse giornalmente, nei loro spostamenti, (chiaramente correndo pericolo).
Ma gli orsi, quando decidono, attraversano anche le autostrade, scegliendo i momenti ed i posti opportuni.Saprai che qualche anno fa un'orsa alpina fu investita -per fortuna senza gravi danni-sull'autostrada del Brennero, in Alto Adige-e nei primi anni '90 un grosso maschio fu investito alla galleria di Cocullo (AQ),mentre si spostava tra PNALM e Monte Sirente-Velino.
Tornando al nostro orso e al suo ipotetico viaggio,si potrebbe ipotizzare che, partito dal PNALM,- che si trova nel Sud dell' Abruzzo-attraversato l' alto Molise(provincia di Isernia), possa essere giunto facilmente sul Matese,massiccio montuoso,boscoso e selvaggio,di 2000 m.di altezza che è posto tra il Molise e la Campania, da qui potrebbe essere passato attraverso le zone agricole collinari del beneventano, per giungere sul massiccio montuoso dei Picentini (Monte Terminio- Acerno- Monte Cervialto), zone ancora a misura d'orso, con estese faggete, castagneti e pascoli in quota.
Da qui per passare sui Monti Alburni e al contiguo Appennino Lucano, il passo sarebbe stato veramente breve.
D'altra parte considera che per il nucleo dei Sibillini- nelle Marche- gli orsi marsicani che oggi sono lì stanziali, avranno sicuramente fatto anche loro un lungo percorso, ma verso nord,incontrando analoghi problemi per poter superare strade, infrastrutture, ferrovie e quant'altro.
Con questo credo di essere stato molto esauriente.
Tanti cordiali Saluti.

Anonimo ha detto...

Per EnzoBruno, ti vorrei controbattere brevemente riguardo a ciò che hai scritto:
1-Confermo i dati e ciò che ho scritto riguardo all' home range,nel computo ho già calcolato dati medi rapportati alla superficie del PNALM;come del resto stabilito dal Frapporti negli studi riguardo all' areale minimo-40 km2, e massimo 80km2.
D'altra parte, come dici tu, non è neanche plausibile un areale temporale,che potrebbe essere applicato,al limite,con gli ungulati, ad es. nelle zone di arena o nelle aree di svernamento.
Applicando il principio che dici tu, l'areale di un orso, a gennaio durante il letargo, sarebbe per assurdo, ridotto a soli 2mq, o anche meno, costitiuti dal sito della tana.
Applicare questo criterio di studio di areale temporale e stagionale, per l'orso, sarebbe un metodo molto poco ortodosso e contraddittorio.
La sovrapposizione di più areali è possibile e succede ma è molto pericolosa per i cuccioli, per i problemi comportamentali dei maschi di cui abbiamo già parlato.
Gli orsi -censiti- sono più di 40, E COSTITUISCONO IL NUMERO MINIMO CONOSCIUTO, ma questo non esclude che ve ne siano altri, non ancora censiti,così come sono esclusi dal computo anche i pochi esemplari che abitano i Parchi dell' Appennino centrale,che ti ho menzionato in precedenza.
La situazione del marsicano non è rosea, ma neppure disperata, e non si può neanche lontanamente paragonare alla situzione in cui versava l' orso dellAdamello Brenta- soli 3 esemplari,- prima del Progetto di ripopolamento LIFE URSUS-
Sono d'accordo con te e, hai messo il dito nella piaga-quando dici che che possano esserci dati "politici",sulla consistenza o magari l'ubicazione degli orsi, comunicando cifre non reali,e non finalizzati alla protezione dell'orso ma strettamente legati forse a scopi turistici e ad altri interessi.
Per quanto riguarda i dati storici,riguardo all'areale e alla consistenza numerica dell' orso sull' Appennino, e dato che ti stai laureando, sicuramente sull' argomento,ne saprai più di me.
Infine non ho detto che "l'orso marsicano è stato creato," ma è sicuramente la risultante dei processi di isolamento -si stima 500anni-dalle altre popolazioni alpine e dalla severa selezione ambientale ed umana operata sull'Appennino,da questo la sua unicità.
Non si deve comunque confondere la "deriva genetica " con la brucellosi, la prima implica aberrazioni genetiche- CHE PER ORA SONO ASSOLUTAMENTE ASSENTI-quindi è inutile fasciari la testa prima del tempo; per quanto concerne
la brucellosi ,assieme ad altre cause negative potrebbe acuire i "colli di bottiglia",che si sono avuti anche in epoca recente, con relativa decimazione della popolazione.(da questo l'importanza di agevolare in tutti i modi la creazione di sub-popolazioni sull'Appennino.
Per ultimo: "dispersione di un orso" non è assolutamente uguale ad "orso morto", poichè queste dinamiche di spostamento potrebbero innescare la fondazione di altri nuclei di orso Marsicano, che per la sua diffusione dalla Garfagnana al Pollino, potrebbe benissimo essere chiamato "orso appenninico".
Distinti saluti.

OrsoBruno ha detto...

Per quanto riguarda la variabilità stagionale dell'home range ci sono studi di Zunino in cui afferma che "in inverno gli orsi tendono a rimanere concentrati, in località piuttosto basse alle pendici montane. Al termine dello svernamento gli orsi si spostano sempre più verso l'alto insediandosi transitoriamente nella faggeta. Attraversata la faggeta, gli orsi tendono a raggiungere le località dei pascoli alpini e ad insediarvisi più o meno stabilmente nella stagione estiva e nella prima parte di quella autunnale. Poi avviene la ridiscesa ai fondovalle utilizzando in senso inverso gli stessi ambienti, con la particolarità che il movimento avviene in un periodo di tempo inferiore e che, se il movimento primaverile tende a sparpagliare gli orsi, in autunno questo spostamento tende invece a concentrarli per i forti richiami alimentari del pre-invernamento". Oltremodo durante l'ibernazione gli orsi non stanno fermi in 2 mq ma se hanno la possibilità, come ad esempio un miglioramento meteorologico, possono provisoriamente uscire dalla tana. Non lo trovo contraddittorio, semmai più realistico rispetto ad un numero che non è costante per tutti gli individui, ma una semplice stima.
Lungi da me fare il catastrofista (sono ottimista per natura) ma ho riscontrato più di una volta che nelle questioni ambientali essere leggermente allarmisti non guasta mai. Pensare a priori che gli orsi oggi godano di una buona salute mi sembra prendere sottogamba un problema che purtroppo c'è e che non non sappiamo come e se si risolverà.
I dati storici purtroppo si sono rivelati una bufala, se contiamo che molte personalità di spicco del parco, durante il boom "ecologista" degli anni '70 e '80 gridavano ai quattro venti che gli orsi del parco erano più di 120!Purtroppo i dati storici sono da prendere con le pinze! Sicuramente la situazione non è disperata come quella dell'Adamello Brenta, ma non dimentichiamoci che nell'Appennino il marsicano è una sottopopolazione , mentre sulle Alpi gli orsi potevano contare (come peraltro è stato fatto e con risultati per molti discutibili) sul bacino dell'Europa orientale.
Il termine "creato" è stato erroneamente utilizzato dato che intendevo semplicemente che il marsicano proprio con quei processi di isolamento da te indicati.
Non ho associato la deriva genetica con la brucellosi, ma una drastica riduzione della popolazione comporta quell'effetto "collo di bottiglia" di cui parlavamo, che può esporre la popolazione a deriva genetica.
Per quanto riguarda la frase "la dispersione di un orso non è assolutamente uguale ad orso morto" potrebbe funzionare se gli orsi che si spostano fossero di entrambi i sessi (e in questo caso gli orsi erranti sono maggiormente maschi) al fine di formare nuovi potenziali nuclei. Proprio Frapporti afferma che le aree abitate stabilmente dall'orso sull'Appennino sono poche e la periferia dell'areale è cosparsa di presenze episodiche che possono essere confuse con "nuove colonizzazioni". Proprio queste segnalazioni anche in aree remote non devono essere intese come sintomo di una saturazione, piuttosto sono presenze con corti archi temporali che possono poi portare ad un assenza di segnalazioni per molti anni.
Unica nota, proprio in questi ultimi anni abbiamo visto come sull'arco alpino alcuni orsi erranti siano effettivamente oggi orsi morti, è vero, la cosa è diversa, ma ci deve insegnare una cosa importante, che oltre all'integrità dell'ambiente deve esserci anche integrità nel cuore degli uomini, degli enti e degli stati acui essi appartengono. Se gli orsi sono ancora visti come una potenziale minaccia, c'è da fare ancora molto per la loro conservazione.
Ora è quasi mezzanotte, e dopo una giornata sfiancante vado a dormire...buonanotte a tutti.
Ciao anonimo...

P.S. Questo post penso che sia il più commentato in assoluto di tutta la storia del blog. :)

Anonimo ha detto...

X Anonimo

Ti ringrazio , sul serio, per la puntuale risposta, interessantae anche il possibile itinerario che hai ipotizzato, infatti conosco abbastanza bene l'area fino al Matese ma non da li' in giu'. In effetti il corridoio che porta ai Sibillini potrebbe essere ancora piu' difficile di quello che porta a Sud visto che la valle del Tronto e' estremamente trafficata ed industrializzata, quindi i passagi possibili devono essere pochi e probabilmente "stretti".
Fantastica la storia dell'orso investito in galleria....la famosa galleria di S.Rocco , sotto Cocullo,sai dirmi se l'animale fu ucciso nell'investimento ? Non faccio fatica ad immaginare lo stupore dell'automobilista.......
Cosa pensi del limitatissimo uso che si fa in Abruzzo del trappolaggio fotografico ? La tecnica etremamente popolare in altri progetti(Brenta-Friuli-Sibillini-Lince in Svizzera-Fundacion Oso pardo e FAPAS in Spagna)sembra quasi sconosciuta in Abruzzo eccetto un annuncio del Parco del Sirente quasi un anno fa a cui non credo si sia dato seguito perche' non se ne e' piu' parlato(anzi ad una mia recente richiesta di info via mail non hanno avuto nemmeno la cortesia di rispondere....certo sempre piu'spesso le nostre aree protette sembrano essere piu'interessate a promuovere il loro.... Pecorino DOC che la fauna per cui sono state create !) A me sembrerebbe una buona idea per raccogliere un minimo di dati sulla presenza dell'orso e la possibile conseguente mappatura di aree critiche o possibili corridoi di espansione per la specie senza grande dispendio di mezzi finanziari e personale . Dati che integrerebbero altre ricerche anche troppo invasive...non trovi
che catturare orsi e mettergli un collare oltre che rischioso per possibili incidenti e anche un po'....triste ? Bene ho gia' messo troppa carne sul fuoco, ti saluto
e resto curioso in attesa delle tue opinioni
Ciao e grazie ,
Stefano Orlandini

Anonimo ha detto...

PER Stefano Orlandini,rispondo con piacere alle domande che mi hai posto:
1- Riguardo all' orso investito sulla Roma-Pescara,secondo i miei dati,rimase ucciso un esemplare maschio adulto; ti devo correggere per quanto riguarda il nome della galleria,esiste una galleria denominata "S.Rocco", ma si trova sulla A24,e mette in comunicazione il Cicolano- Valle del Salto (RI, con la conca aquilana,zona di Tornmparte (AQ),passando sotto la montagna della Duchessa e le falde del Velino.
2-Trappolaggio fotografico:
Sono d'accordo con te, e spero che venga sempre più incentivato l'uso del trappolaggio fotografico, metodo non invasivo, e soprattutto di scarso disturbo sulla fauna.
3- Difficoltà ad avere dati:
Riguardo alle difficoltà che hai incontrato per avere dati e notizie presso la Direzione del Parco Regionale Velino-Sirente, probabilmente perchè,-giustamente aggiungo io-,erano o sono dati coperti da riservatezza, che deve esserci, se sono state intraprese indagini sensibili e finalizzate alla protezione dell'orso.
Capirai che non si possono indiscriminatamente divulgare dati sensibili sui pochi orsi presenti.
Riguardo ai "formaggi DOC": per Legge la finalità istitutiva di un Parco E'E DEVE RESTARE quella della difesa della natura, e incentivare una gestione che vada in questA direzione; ma anche, tra le finalità istitutive, proteggere e valorizzare le forme razionali e tradizionali di utilizzo dell'ambiente.
Questo viene esplicato anche attraverso la valorizzazione dei prodtti tipici del luogo.
Nel nostro caso,penso che tu sappia benissimo quanto può giovare alla presenza dell'orso, una pastorizia tradizionale- fatta da pastori consapevoli e soprattutto "responsabili".......
Il rapporto pastorizia-orso, sull'Appennino- ma anche sulle Alpi- è millenario e sarebbe un 'argomento troppo lungo da affrontare adesso......
Spero di essere stato abbastanza chiaro ed eloquente nell'esposizione delle mie idee.
Tanti saluti.

Anonimo ha detto...

Per OrsoBruno: ho letto attentamente quanto hai scritto,e a tal proposito volevo chiarire che quando si parla di home range ci si riferisce allo spazio -medio e complessivo - che utilizza un singolo individuo durante le varie attività annuali.
Questo spazio è mediamente di 6.000ettari per orso; non ho ancora letto su nessuna pubblicazione che questo spazio possa essere di molto inferiore.
Per ogni specie animale chiaramente i parametri cambiano, ad es. la lince richiede spazi di caccia e di territorio ancora più ampi rispetto all'orso.
Se partiamo da questa certezza, si fà subito a calcolare quanti orsi possano potenzialmente vivere in una determinata area.-torno a ripetere 21,6 orsi - nel PNALM.-
Artificialmente si può maggiorare questo numero di orsi, fornendo carnai e campi di alimentazione specifici per gli orsi, come fanno nella ex Jugoslavia o in passato hanno fatto nel PNALM -allora potremmo anche arrivare ai famosi 120 orsi, dichiarati tempo fà dal PNALM, che tu hai citato; ma con quali risultati? Nei Paesi dell'Est, dove l'orso è cacciabile, per attirare i cacciatori e da noi, per attirare i turisti? e con quali costi per l'orso? brucellosi e orsi problematici? con conseguente caduta di numero degli individui?
In rapporto allo spazio vitale e al territorio ti pongo una banalissima domanda: a chi di noi piacerebbe vivere tutto l'anno in una stanza affollata con altre 10 persone? Penso proprio a nessuno.
Lo stesso criterio và applicato e rapportato agli orsi e a tutte le specie, che sono già predisposte biologicamente ad avere i propri spazi ed i propri areali.
Non lasciamoci influenzare dai filmati del Nathional Geographic, che ci propinano orsi fianco a fianco a pescare salmoni in Alasca,anche lì sono situazioni contingenti e momentanee, dettate dal bisogno del cibo, la realtà italiana è ben diversa, e per fortuna sono diversi anche gli orsi.
Per il marsicano parli di subpopolazione rispetto all'orso alpino,sarebbe quasi più opportuno parlare di subspecie, viste le differenze morfologiche-comportamentali e soprattutto genetiche.
Devo darti ragione riguardo agli spostamenti, in genere sono i giovani maschi che per primi si avventurano in altre zone idonee,ed è a questo punto che dovrebbero essere fatte scelte coraggiose e lungimiranti,da parte di chi ha potere decisionale, e da parte di chi veramente ha a cuore le soti del "marsicano", cioè ad agevolare questi naturali tentativi di ricolonizzazione di territori dove in un passato, anche remoto, la specie era presente, proteggendo e potenziando i corridoi ecologici e magari, dopo aver appurato la presenza di un esemplare maschio, trasferire lì una femmina "marsicana".
Sono preoccupato per questo blog, perchè mi rendo conto che lo stò quasi monopolizzando,mi dispiace che non intervengano nelle discussioni altre persone, per dire la loro opinione, sicuramente giusta, ma anche se fosse inesatta, stimolerebbe il confronto e quindi aumenterebbe la conoscenza, che stà a fondamento di tutte le realtà,e nel nostro caso della protezione dell' orso marsicano e del suo habitat.
Tanti saluti a tutti.

Conte A. L. ha detto...

Sono riuscito a leggere tutti gli interventi e devo dire che nel dibattito tra Enzo e il Sig. Anonimo ho trovato moltissimi spunti e informazioni.
Il problema secondo me e che si continua a parlare di un fantasma, ossia, fino a quando non sappiamo con certezza se quest'Orso è in realtà presente o meno in Lucania non possiamo dire più di tanto. Soprattutto perchè non sappiamo se si tratta di uno o più Orsi, maschi o femmine ecc. Certo che parlare di reinserimento dell'Orso in una zona come questa, in cui il Parco non è neanche entrato in funzione che già si parla di farlo chiudere è impresa assai ardua (Parlo del PN della Val d'agri). Purtroppo sul mio Blog ho trattato l'argomento con molta sufficienza a causa del poco tempo che ho a disposizione ma devo dire che qui la faccenda si sta approfondendo in maniera molto molto interessante. Faccio i complimenti a Enzo e all'Anonimo per il bel dibattito.

Anonimo ha detto...

Per il Sig CONTE a.l.: innanzitutto ti ringrazio per i complimenti, ma ho solo esternato il mio modesto punto di vista riguardo alla "tematica" orsi.
Spero vivamente che il blog di OrsoBruno abbia sempre maggior rilievo, e scambiandoci idee, spunti e riflessioni-quindi accrescendo la nostra conoscenza - si possa davvero fare qualcosa di positivo per l' orso, anche percorrendo strade forse poco ortodosse, ma che si potrebbero rivelare vincenti, per aiutare questo splendido plantigrado.
Hai accennato all' orso paragonandolo ad un "fantasma",e trovo la cosa assolutamente veritiera, l' orso è elusivo e notturno,ed è difficile avvistarlo anche in zone dove è conclamata la sua presenza stabile.
E' più facile trovare i segni di presenza, che lascia nel suo vagare.
la zona frequentata dal nostro ipotetico orso è molto interessante, erbosi pianori carsici, faggete,castagneti; è molto ben conservata,ed è poco antropizzata.
Qualche anno fà ci fu un analogo avvistamento di un orso, con testimoni oculari, nella zona del Monte Cervati, sai qualcosa a riguardo? La notizia fu anche riportata sulla stampa,ma non se ne seppe più nulla.............
Per quanto riguarda lo sfruttamento dei bacini petroliferi,ritengo che intraprendento seri studi sulle problematiche che indubbiamente verrebbero innescate e sulla loro mitigazione, si potrebbe arrivare ad un compromesso, che potrebbe garantire una convivenza tra le due realtà......
tanti saluti.

Anonimo ha detto...

X Anonimo
Riguardo la possibile campagna di trappolaggio fotografico del Sirente-Velino era evidente che non chiedevo la posizione geografica ne delle fotocamere ne' di eventuali scatti ad orsi, era solo curiosita' di sapere se fosse in corso e se fosse stata coronata da successo. Ed inoltre la mia domanda al Parco era anche un modo per stimolare la loro comunicazione che credo farebbe bene al Parco stesso. Tu conoscerai senza dubbio il sito Orso della Provincia di Trento che continua la benemerita opera di comunicazione dell'Adamello Brenta e del suo gruppo Orso ......qui in Abruzzo invece con tutto quello che si potrebbe dire ed un indubbio rinnovato interesse (purtroppo anche a causa degli ultimi tristi episodi ) si fa' veramente poco in questa direzione
(...c'e' una sezione nel sito del PNAML che si chiama Progetto Orso e che non e' aggiornata da piu' di 2 anni........)Per chiudere qualche bella foto di Orso farebbe bene anche alla reputazione del Sirente-Velino che anche recentemente e' stato al centro di qualche polemica perche' accusato di ver ricevuto piu' di un finanziamento LIFE speso in discutibili interventi pro orso in zone dove molti ritengono non ci sia piu'.
In ogni caso grazie per le tue info.
S.Orlandini

Anonimo ha detto...

Per Stefano Orlandini: sono d'accordo con te che i Parchi dovrebbero pubblicizzare il più possibile le loro iniziative a favore dell' orso, anche per una questione di immagine.
Per quanto riguarda i Progetti LIFE ti posso dire che per il 70% sono sovvenzionati -e soprattutto controllati- dalla Comunità Europea,che per fortuna applica al collaudo dei progetti un protocollo di controllo molto rigido; a garanzia che i soldi stanziati vadano veramente spesi per l'orso e il suo habitat.
Però siamo in Italia, e se, ci fossero stati abusi comprovati,spero che la Magistratura faccia piena luce sull'accaduto.
Riguardo al Parco del Velino -Sirente, ti posso dire che nel passato ci sono stati diversi avvistamenti, anche di orse con piccoli, come quello avvenuto vicino Magliano dei Marsi (AQ).
Comprendere il Velino-Sirente nel progetto LIFE è assolutamente vitale per l' orso, che ha utilizzato e utilizza qesta zona come "testata di ponte " in modo che gli esemplari - anche quelli in dispersione- possano spostarsi dal PNALM, verso nord ovest, raggiungendo il Cicolano, i Monti Caseolani e i Monti Simbruini; e verso nord, spostandosi verso il Terminillo (orme di orso lo scorso anno vicino il Comune di Posta); e da quì risalendo decisamente verso nord-nord est gli orsi possono "mettersi in contatto" con quelli presenti nel Parco dei Monti Sibillini.
Come vedi si tratta di un corridoio fondamentale per l' espansione verso nord e verso nord-ovest della specie.
Sarebbe molto oppurtuno che anche quì l'eventuale costruzione di strade ed opere infrastrutturali, tenesse in conto, -qualora fossero realizzate- di questo piccolo ma vitale flusso di individui, fondamentali per la creazione e il mantenimento di piccole popolazioni satelliti, per i vantaggi sulla specie che ho esposto in precedeza negli altri post che ho scritto.
A mio avviso dovrebbe prendere corpo,il tanto discusso Progetto A.P.E. Appennino Parco d'Europa,dove applicando rigidamente i progetti LIFE, con la sorveglianza europea, si potrebbero salvaguardare e potenziare questi corridoi ecologici, utili a tutta la fauna, ma anche per istaurare divieti di caccia o istituire riserve in zone critiche
Basterebbe "capire le "esigenze" dell' orso ed adeguare ad esse le infrastrutture, anche quelle esistenti.
Ti saluto e a disposizione.

Anonimo ha detto...

Peccato......

Rassegna stampa del: 18/04/2008 Area protetta: PN Abruzzo, Lazio e Molise Fonte: La Città di Salerno

«Nessuna traccia dell'orso»

La task force toma a casa
«Il lavoro dei cinque specialisti alla ricerca delle tracce dell'orso nel territorio di Caggiano si è concluso in quanto non è stata rilevata nessuna traccia». Ad affermarlo, nella mattinata di ieri, è stato Giovanni Polena, direttore dell'Ufficio territoriale per la biodiversità di Castel di Sangro del Corpo Forestale dello Stato, che aveva inviato la "task-force" sulle tracce del presunto plantigrado.Gli uomini sono rientrati ieri notte e hanno relazionato a Polena sull'esito delle ricerche, risultate negative in relazione alla pur vasta gamma di indizi che un orso avrebbe lasciato con la sua presenza.«Condivido pienamente il lavoro svolto dagli specialisti - continua Polena - e la metodologia adottata. Sono contento del fatto che non si sia trattato di un orso bruno marsicano, in quanto ciò avrebbe significato la perdita di un esemplare protetto dal suo nucleo centrale nel cuore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise».Gli avvistamenti dell'esemplare, un cucciolo del peso di oltre un quintale, erano state molte negli ultimi giorni. L'animale era stato visto aggirarsi tra Capo La Serra, Valle dei Rumoli e Zemaddea, tra le due gallerie del tratto Caggiano- Isca Panzanelle.Così erano scattate le ricerche, con gli esperii provenienti dal Parco Nazionale di Abruzzo e Molise che avevano provveduto a posizionare speciali trappole per prelevare materiale biologico utile ad individuarne la specie di appartenenza dell'orso.

Anonimo ha detto...

Stefano Orlandini

Scusate....e' saltato il mio nome....ho trovato questo comunicato oggi nella rassegna stampa del sito Parks.it.

Anonimo ha detto...

Per Stefano Orlandini: prendiamo atto di quanto comunicato dalla Guardia Forestale.
Però il fatto che non siano state riscontrate tracce, non può implicare - a priori- l' esclusione di una possibile presenza dell' orso........
tanti saluti.

Anonimo ha detto...

X Anonimo

Certamente, ho sempre pensato che anche gli esperti debbano essere aiutati dalla fortuna in questi casi dove si cerca un'ago in un pagliaio...forse un po'di pazienza in piu' non avrebbe guastato. Mi auguro che almeno abbiano lasciato le loro esche odorose in giro affinche' i loro colleghi locali possano provare il passaggio dell'animale prima o poi.
Saluti
Stefano O.

Anonimo ha detto...

X Anonimo e tutti gli altri....

Invece il nucleo de Sibillini ha passato un altro inverno e resiste......

« AMBIENTE: NUOVE TRACCE ORSO MARSICANO IN PARCO SIBILLINI

(AGI) - Pescasseroli (L’Aquila), 21 apr. - E’ un maschio adulto di orso bruno marsicano quello che si aggira nel Parco nazionale dei Monti Sibillini e il nome ‘Ulisse’ gli e’ stato dato in relazione alla sua grande capacita’ di esplorazione. “Proprio oggi sono state trovate nuove impronte, dopo le ultime nel dicembre scorso, a conferma che l’esemplare ha passato l’inverno in questi luoghi”. Ad affermarlo e’ il zoologo Massimo Dell’Orso che, insieme al collega Paolo Forconi, segue il plantigrade dal settembre 2006 nel parco marchigiano.
“Il suo areale, considerando residui di pelo ed escrementi analizzati con tecnica genetica, si estende per circa 6500 ettari, mentre basandoci sulle orme sappiamo che si e’ spinto in esplorazione coprendo 30 mila ettari di territorio”. Non si tratta di un orso ‘problematico’ in quanto pur avvicinandosi nel maceratese ai paesi di Visso, Castelsantangelo, Ussita e Montefortino, non ha mai fatto scorribande, come qualche suo ‘collega’ abruzzese. La ricerca condotta dai due esperti dello Studio Faunistico Chiros, commissionata dall’ente Parco Monti Sibillini, a breve passera’ sotto il coordinamento del Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo dell’Universita’ la Sapienza di Roma, entrando a far parte del progetto Patom, Piano d’azione per la tutela dell’Orso marsicano, che vede coinvolti anche ministero dell’Ambiente, Corpo Forestale dello Stato, Istituto nazionale di Fauna Selvatica, parchi e riserve naturali ed enti locali interessati dalla presenza di questa specie, coordinati dalla Regione Abruzzo per le attivita’ di monitoraggio, conservazione e gestione dell’orso bruno marsicano.
“L’esemplare che stiamo seguendo - conclude Massimo Dell’Orso - dimostra di avere grande vitalita’ dopo le tracce che abbiamo rinvenuto fino in Umbria, nella media Valnerina”. (AGI)
Cli/Aq/Ett
Questo articole è stato pubblicato il Monday, April 21st, 2008 alle 7:23 pm ed è archiviato nella categoria biologia animale.

Stefano Orlandini

Anonimo ha detto...

Per Stefano Orlandini :le notizie che hai divulgato,inerenti uno degli orsi presenti sui Sibillini sono ottime e lasciano ben sperare per la conservazione futura della specie lungo l'Appennino.
Interessante anche il dato inerente l'areale frequentato da "Ulisse":6.500 ettari;il dato rilevato non si discosta molto dai 6.000 ettari ipotizzati in quello che ho scritto in precedenza,riguardo alla densità massima orsi/territorio nel PNALM.
Speriamo che il PNALM valuti ed elabori -serenamente e professionalmente -questi dati, in funzione di una gestione a lungo termine del "marsicano".......
Grazie per le informazioni.
Tanti saluti a te e a tutti gli utenti del blog.

Anonimo ha detto...

Per gli utenti del Blog: sarebbe cosa gradita,se qualcuno del PNALM,intervenisse, esprimendo la sua opinione su quanto finora dibattuto,in generale e soprattutto sulle "linee di gestione" che il PNALM intende seguire per l'orso.
Sarebbe inoltre cosa gradita,- anche se quì vado un pò fuori tema,- se qualcuno del PNALM,ci informasse circa i ripopolamenti del camoscio d'Abruzzo,previsti ed ancora non espletati, verso i Monti Sibillini e il Monte Velino......
Continuano ancora i "FRUTTUOSI E MOLTO ONEROSI"" studi di fattibilità ad appannaggio di alcuni "ECCELSI LUMINARI" ?
Si resta in fiduciosa attesa di qualche notizia in merito.
Distinti saluti
Ciao a tutti gli utenti del Blog.

Sefora ha detto...

"Per quanto riguarda le affermazioni di Sefora:ho capito il tuo gioco, dandomi gratuitamente del vigliacco, mi vuoi portare sul terreno della polemica, ma non te lo permetterò,-in primis- per rispetto del blog e di chi serenamente lo frequenta, eppoi se vogliamo passare alle offese, penso che tu sei "all'asilo" ed io "all'università."......Non ti è passato per la testa che se mi firmo Anonimo magari è perchè c'è una mia motivazione?
Faresti bene a meditare sui contenuti di quello che scrivo, piuttosto che alla firma o al nick-name"

Scusate se utilizzo questo spazio, ma è l'unico modo che ho per poter comunicare con il Signor Anonimo e dato il suo messaggio "amichevole" sento assolutamnte il bisogno di controbbattere. Sono stata assente dal blog e solo ora ho continuato a leggere i commenti. La mia replica non ha nulla di costruttivo ai fini del blog, volevo solo precisare alcune cose.
1)Non ho mai avuto intenzione di offendere nessuno,non è nel mio stile, al contrario di quanto invece ha fatto il signor anonimo con la frase " io sono all'università e tu all'asilo", complimenti ha dimostrato grande maturità (adesso sì che la offendo e non gratuitamente).
2) Non ho mai cercato di trasformare questa discussione in polemica. Al contrario l'ho anche ringraziata proprio perchè con i suoi interventi ha reso più ricca e viva questa discussione. Ma forse è troppo preso dal difendersi e dal mostrare la sua immensa sapienza per leggere realmente quello che una persona cerca di comunicarle, ovvero stima per la sua conoscenza e delusione per il fatto che non vuole dare un volto o un nome a questa conoscenza.
3) Come dice anche Enzo, lei ha tutto il diritto di mantenere il suo anonimato, quello che cercavo di dire e ribadisco qui è che ritengo che presentarsi sia una forma di rispetto verso gli altri e dare forza e forma alle proprie idee e convinzioni,l'anonimato mi d a sempre l'impressione che una persona abbia paura del giudizio degli altri, (ecco perchè parlavo di vigliaccheria, ma non volevo offenderla)ma se una persona vuole mantenere l'anonimato ben venga. Pertanto non legga giochi psicologici dietro le mie affermazioni perchè non era assolutamente mia intenzione spingerla al manifestarsi...
4)Come ha scritto anche lei, anch'io ho pieno rispetto per questo blog e per la persona che lo ha fatto nascere. Pertanto chiedo scusa a tutti i lettori e ad Enzo se ho utilizzato questo spazio per questa replica, sperando che non venga scambiata per polemica.
5) Per quanto riguarda il mio meditare sui contenuti e non sul suo nickname, stia pur certo che è ciò che faccio ecco perchè ancora una volta la ringrazio per questo suo spingerci a riflettere e aiutarci nel formare delle nostre opinioni. Grazie perchè davvero il dibattito che c'è stato in questo post è stato molto costruttivo. Per tanto in amicizia la saluto.
Ragazzi scusate ancora, ma la replica mi era d'obbligo

Anonimo ha detto...

Come ho già chiesto in precedenza,gradirei-se possibile -che qualcuno del PNALM intervenisse per dire la sua opinione riguardo a quanto dibattuto finora, e soprattutto sulla linea futura di gestione che intende seguire il PNALM nella gestione dell'orso appenninico e del camoscio d'Abruzzo.
Sarebbe interessante- fra l'altro, se qualcuno del PNALM, ci illuminasse anche riguardo alla morte dei 3 orsi (o forse più) - tra cui il famoso Bernardo- che sono stati uccisi, lo scorso anno, quasi in simultanea, dalle carcasse avvelenate; e cioè per quale motivo
i tre orsi frequentavano fianco a fianco la stessa zona?
Questa anomala concentrazione di orsi, secondo una mia ipotesi, potrebbe essere giustificata dalla presenza di un qualche sito di alimentazione artificiale?
Si resta in attesa di un cortese cenno di risposta.
Saluti a tutti

Anonimo ha detto...

Ma qualcuno di voi ha notizie sull'avvistamento dell'orso in Campania? Era una verità o una bufala?
Angelo

Anonimo ha detto...

Per Angelo da Grizzly:
riguardo agli avvistamenti di orso in Campania: al momento non ci sono altre segnalazioni, comunque ritengo che, visto il ripetersi di segnalazioni -Monte Cervati, Satriano di Lucania,Caggiano-e la quantità dei testimoni oculari con le loro dettagliate testimonianze in merito, riportate sugli organi di stampa, sembrerebbe molto verosimile che ci sia qualche orso anche in Campania.
Riguardo alle indagini svolte dalla "task force" forestale e alle conseguenti le dichiarazioni del Dr. Polena,esse non hanno escluso categoricamente la presenza dell' orso, ma hanno solo affermato di non aver riscontrato tracce riconducibili sicuramente al plantigrado.
Speriamo solo che il prossimo eventuale avvistamento sia fatto da persone "neutre", poichè persone con "interessi ambientali" come i cacciatori, ben si guarderebbero dal segnalare la presenza di fauna particolarmente protetta - orso,lupo,gatto selvatico,ecc.- nelle zone da loro frequentate per scopi venatori, per timori di restrizioni e divieti.
Essi non si rendono conto che con l'istituzione di Parchi e zone protette ben gestite,si cverrebbero a creare "serbatoi" inesauribili per la riproduzione e la diffusione di tutta la fauna selvatica; ma purtroppo questo aspetto vantaggioso per la loro stessa categoria,anche se ovvio, è molto difficile da farglierlo capire........
Saluti da Grizzly.

Anonimo ha detto...

Grazie per la risposta Grizzly.
Qualche giorno fa trovandomi a parlare con un veterinario dell'ASL ho chiesto della situazione fauna selvatica sui monti Picentini (effettua prelivi in montagna sulle mucche); nel confermarmi la presenza dei lupi con perplessità mi ha raccontato di aver visto, qualche mese fa, una mucca mangiata per metà e di aver individuato traccie grandi ma poco definite. Secondo la vostra esperienza, Grizzly, OrsoBruno come potete descrivere questo evento? A me ha fatto pensare...
Angelo

Anonimo ha detto...

Per Angelo da Grizzly:
La presenza di lupi sui monti Picentini è nota da vecchia data, facilitata dalla continuità ambientale di queste montagne con le aree montuose della Basilicata e di altre montagne della provincia di Salerno.
Il fatto che sia stata trovata una mucca mangiata a metà,in se e per se, non dimostra nulla.
Per fare delle ipotesi in merito bisognerebbe conoscere:
1- da quanti giorni la mucca uccisa o morta naturalmente/incidentalmente è restata a disposizione dei predatori,
2-su una carcassa molto fresca è possibile stabilire con ragionevole certezza, chi sia stato l'autore dell' uccisione, ad es. nelle uccisioni causate dal lupo, si può riscontrare uno spazio den definito, in centimetri, tra i buchi lasciati dai denti canini, quando il lupo infligge il "morso alla gola", per terminare la sua preda.
Tale spazio molto difficilmente è coincidente con quello lasciato dai denti canini del cane.
3- bisognerebbe poi valutare altri parametri, quali peso della mucca, presenza sulla stessa di eventuali fratture osse rilevanti,-schiena spezzata-,trascinamenti della carcassa, ecc.
4- esaminare come è stata consumata la preda, se vi sono spellamenti, e da quale zona corporea il predatore ha iniziato a mangiarla.
Comunque più giorni passano dalla morte e più diventa difficile risalire all'autore, poichè la carne attira una miriade di altri predatori ed animali opportunisti; dalla volpe ai cani randagi, dall'aquila reale al cinghiale; che nel giro di poco tempo consumano totalmente la carcassa, disarticolano le ossa e le disperdono.
Le grandi tracce riscontrate sono un particolare molto interessante, a tal riguardo bisognerebbe conoscere su che tipo di substrato sono state rilevate: neve, fango, terra polverosa, ecc. e soprattutto sapere se erano ben definite o confuse con altre impronte.
Se hai delle foto delle tracce in questione,(con il permesso di OrsoBruno)- le potresti pubblicare sul blog, così le potremmo commentare tutti ?
Ringraziandoti per le informazioni ti saluto -Grizzly-