"Non so bene perché, ma c'è qualcosa nell'orso che induce ad amarlo"
J. O. Curwood

martedì 20 maggio 2008

Un orso fa scorpacciata di miele col benestare dell'apicultore

È piombato tra gli alveari di notte e con tutta tranquillità ha cenato con uno dei suoi piatti preferiti: circa 5 quintali di miele misto a cera e, ovviamente, a svariate migliaia di api. Una vera e propria scorpacciata per l'orso che, nella notte tra sabato e domenica, ha fatto visita all'azienda apistica Raggio di sole di Pescina, impresa che possiede numerosi alveari nel territorio del Comune di Gioia dei Marsi, a ridosso del Parco nazionale d'Abruzzo.
Un danno notevole per l'azienda, ma Franco Troiani non sembra affatto contrariato dalla visita dell'orso ai suoi alveari. Anzi. «Sembrerà un paradosso» racconta l'apicoltore «ma sono contento di quanto è accaduto perché è un segno tangibile della presenza del plantigrado sul nostro territorio». L'altra mattina, infatti, quando l'imprenditore è andato a denunciare il «misfatto» dell'orso goloso a Forestale e Guardia parco lo ha fatto col sorriso sulle labbra.
«È venuto a trovarmi un orso», ho detto e i miei interlocutori si sono meravigliati molto del tono che ho usato. Mi hanno rivelato che ero la prima persona a denunciare un fatto poco gradevole con aria "compiaciuta". I danni, del resto, mi verranno risarciti interamente dal Parco», puntualizza, «anche se le mie arnie si trovano a una ventina di metri fuori dal confine dell'area protetta. Ma che cosa è qualche quintale di miele in confronto al problema della sopravvivenza di questo mammifero?».
In effetti Franco Troiani, 34 anni, di Pescina, ha sempre avuto una grande passione per i plantigradi. «Quando ero un ragazzino ho partecipato a molti progetti del Parco riguardanti il monitoraggio degli orsi sul territorio dell'area protetta. Ho passato tante notti con gli occhi spalancati per avvistare qualche esemplare. E devo dire che la mia insonnia è stata più volte ripagata con l'avvistamento di tanti bellissimi esemplari di orso marsicano. Peccato che ne siano rimasti pochi». E proprio uno di loro ha voluto fare visita alla pluripremiata azienda apistica marsicana.
L'orso ha praticamente distrutto 5 "casette" su 70, scegliendo le più grandi e, con una tecnica ben precisa si è deliziato il palato con circa 5 quintali di miele. «Non tutti sanno che l'orso marsicano, oltre che del miele, è ghiotto di api perché contengono una proteina utile a mantenere sana la folta pelliccia», spiega l'imprenditore, «il raid, inoltre, è stato messo a segno con una tecnica ben precisa per non essere attaccato e punto dalle api. Ogni arnia prima di essere "ripulita" è stata allontanata dalle altre una ventina di metri. Distanza utile per non mettere in allarme gli altri insetti».
Sul luogo del "furto" la firma dell'autore: tra le "casette" di legno fatte a pezzi, infatti, appare una possente orma dell'orso rimasta impressa tra residui di miele e cera proprio su un'arnia. «Ho voluto raccontare questo episodio», tiene a precisare Troiani, «non per evidenziare il danno subìto, ma per testimoniare che, fortunatamente, l'orso marsicano è presente sul territorio. Un patrimonio che però va salguardato con ogni mezzo per non correre il rischio di far estinguere il simbolo della Marsica».

Articolo di Yvonne Frisaldi
Fonte: Il Centro

Esempio tangibile di come all'interno di un'area protetta l'uomo possa convivere in armonia con gli animali selvatici, senza ricorrere a fucili e tagliole. Franco Troiani dovrebbe essere un esempio per tutti coloro che ancora oggi reputano l'orso una potenziale minaccia per le attività e gli insediamenti umani.

Condividere il nostro territorio con l'orso è ancora possibile, basta solo volerlo.

E Franco c'è riuscito.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Da Grizzly: complimenti al Sig. Franco Troiani, incarna l'essenza del vero abbruzzese; accetta il danno agli alveari,ed è consapevole che l'orso rappresenta, per la sua zona, per l'abruzzo, ma anche per tutto l'Appennino, il suo simbolo più forte e più schietto, collegato anche con le tradizioni e con l'anima stessa delle montagne.
Personalmente,-(non vorrei però essere accusato di fare pubblicità),- se troverò nei negozi o nei supermercati confezioni di miele prodotte dall'Azienda Apistica Raggio di Sole, sicuramente lo comprerò,forse così facendo avrò aiutato un pò anche l'orso.........
Comunque nell'articolo riportato c'è un piccolo errore, un orso non può mangiare 5 quintali di miele, forse si volevano riferire anche a quello sprecato per terra e ai danni fatti alle arnie......
Saluti a tutti da Grizzly.

OrsoBruno ha detto...

Qui la pubblicità bisogna farla e come! Bisogna cercare di premiare chi fa queste scelte, sono i consumatori che decidono. Su questo blog ho già fatto pubblicità a prodotti che in qualche modo erano legati all'orso, quindi non vedo perchè il sig. Franco, dopo questo gesto non debba beneficiarne. Grizzly, mi hai dato una bella idea per il prossimo post...^_^

Conte A. L. ha detto...

Facciamola e come la Pubblicità a questo signore, secondo me si merita un vero e proprio premio. Un segno importantissimo che esistono persone consapevoli e intelligenti che rispettano la vita e il territorio che li circonda.
Se lo trovo acquisterò assolutamente il miele dell'Azienda Raggio di Sole.

Anonimo ha detto...

mmm... non è che il sig. abbia solo fatto una mossa intelligente di marketing pubblicitario, tanto a danno fatto (da voi rimborsano questi danni?) e visti i tempi che corrono meglio reagire così :P

(ho messo volutamente la ":P" x sottolineare il tono scherzoso )

oh non prendete a male questo mio commento, ma visti i tempi che corrono tendo a non fidarmi della buona fede degli esseri umani.

Misty

aghost ha detto...

qualcuno dovrebbe spiegare come fa un orso che pesa 80, 100, 150 kg? a mangiare 5 quintali di miele... essù

OrsoBruno ha detto...

E' sempre la solita discrepanza fra i fatti realmente accaduti e il giornalismo che cerca di aggiungere un pò di pepe alla storia...

nat ha detto...

Per me è questo "vivere in armonia con la natura" ;)))).
Cioè dimenticare che esistono fucili, trappole. Affrontare il tuo fratello-orso così come facevano i nostri antenati: onestamente, a mani nude e con un'pò di comprensione e solidarietà....