"Non so bene perché, ma c'è qualcosa nell'orso che induce ad amarlo"
J. O. Curwood

mercoledì 4 luglio 2007

La figlia di Jurka uccide due pecore, viene catturata e munita di radicollare

Le pecore erano un bocconcino troppo succulento. E così l'istinto ha avuto la meglio sul «buon senso». A pochi giorni dalla cattura di Jurka, uno dei suoi tre cuccioli - la certezza sull'identità arriverà solo dalle analisi genetiche eseguite dall'Istituto nazionale di fauna selvatica - ha assalito un gregge di pecore, sbranando due ovini. Un comportamento che ha indotto gli uomini del Corpo forestale provinciale a catturare l'orsa, munirla di radiocollare e poi liberarla.
Il blitz del giovane plantigrado è scattato all'alba di lunedì in località Plaza, vicino a Sant'Antonio di Mavignola. Un assalto di cui è stato testimone Bruno Maffei, uscito di casa per andare in cerca di funghi, che si è trovato di fronte all'orsa intenta a divorare una pecora . Un'incursione avvenuta ad una cinquantina di metri dai masi abitati, che ha fatto scattare la cattura a scopo di monitoraggio. Nell'autorizzazione rilasciata dal Ministero dell'ambiente per la cattura di Jurka, infatti, era contenuto anche il via libera a catturare i tre figli e mettere loro il radiocollare, per poterne seguire gli spostamenti ed intervenire per dissuadere gli animali in caso di necessità. Finora la femmina si era dimostrata piuttosto schiva e riservata, ma evidentemente questa volta il richiamo del lauto pasto è stato più forte. Così ieri notte è scattato il piano di cattura. Gli uomini del Corpo forestale hanno trovato la femmina nella zona di Sant'Antonio di Mavignola, poco distante da dove si era cibata. L'esemplare di orso è stato colpito con il fucile spara siringhe. La dose di narcotico l'ha fatta stramazzare a terra. Poi l'animale, come spiega Maurizio Zanin, dirigente del Servizio foreste e fauna, è stato visitato e dotato di radicollare. La giovane orsa è stata quindi portata in una zona aperta e sorvegliata dai forestali, fino al suo risveglio. La giovane orsa, che appariva in ottime condizioni fisiche, appena ripresasi si è portata in una zona più coperta del bosco e si è riaddormentata. Nel corso della notte si è spostata di nuovo, ma ci vorranno alcuni giorni prima che l'effetto dell'anestesia scompaia del tutto.
Non è escluso che in futuro anche i due orsetti vengano dotati di radiocollare. Secondo le ultime segnalazioni uno dei maschi in giugno era stati avvistato in Svizzera e poi in Alto Adige, mentre l'altro era stato notato in val Camonica. Se i due plantigradi fossero ancora in queste zone, toccherebbe alle rispettive forestali di Lombardia, Alto Adige e Svizzera provvedere alla loro cattura per munirli di radiocollare. I dati raccolti attraverso la telemetria satellitare, ovviamente, potranno poi essere messi in comune.
A pochi giorni dalla cattura di Jurka, che da venerdì è rinchiusa nel recinto di San Romedio, intanto, non si placano le polemiche e le critiche sull'operazione. Sulla vicenda interviene anche Domenico Schiavon, direttore delle Funivie di Campiglio, che però chiarisce di parlare solo come «privato cittadino». «È possibile che esista una protezione animali che fa pagare multe a chi abbandona e maltratta gli animali - afferma - e poi vi è un Ente pubblico che cattura un animale, responsabile solo di seguire il suo istinto, e lo mette in gabbia come se fosse un delinquente. Dove sono le associazioni di protezione degli animali?», si chiede Schiavon.
L'interrogativo è chiaro: «La mia è una semplice domanda: mi chiedo se sia giusto portare via un orso dai suoi boschi, cioè dalla Slovenia, portarlo in Trentino e poi, siccome si comporta "male", chiuderlo in gabbia. L'orso segue il suo istinto, non il nostro. Se si comporta in un modo che a noi non piace riportiamolo in Slovenia, a casa sua. Che facciamo ora con il figlio - aggiunge - che ieri notte (lunedì ndr) ha mangiato due pecore, rinchiudiamo anche lui?».
Schiavon esemplifica il ragionamento: «Mi dispiace sapere che una bestia che scorazzava per i boschi viene messa in una gabbia, magari dorata. Come si può pensare di rinchiudere in un recinto di 1.500 metri quadrati un orso abituato a fare 30 - 40 chilometri al giorno? Ricordo - aggiunge - quando anni fa arrivò nel Brenta un mio amico responsabile dei guardiacaccia della Slovenia, contattato per dare un giudizio sulla fattibilità del progetto di reintroduzione dell'orso e si espresse così: l'area del Brenta è fantastica e ideale per l'orso, ma dovrete scegliere tra orso o turismo perché le due cose non sono compatibili. Fu uno sbaglio non aver dato retta a quel consiglio».

fonte: l'Adige.it

4 commenti:

Sefora ha detto...

Il Signor schiavon ha centrato la questione e la sua domanda è più che leggittima; il punto è proprio questo e lui ha espersso molto bene, perchè prendere un orso dalla Slovenia e poi nel moneto di fastidio rinchiuderlo? Effettivamente Jurka poteva essere riportata nel suo luogo di origine.
E poi mi piace molto ciò che dice alla fine: quando si è avviato il progetto bisognava valutare qual'era la priorità, se l'orso o il turismo...Hanno voluto entrambi, ma, non si può volere la moglie ubriaca e la botte piena. non funziona così!

Anonimo ha detto...

Per la questione di Jurka riportata in terra madre (non si fa altro che leggere lettere di questo stampo sui giornali), ricordo che in Slovenia agli orsi problematici sparano.

Per il resto, per una volta, mi trovo mezza d'accordo con un'impiantista :P .

Misty
Misty

Enzo... ha detto...

Il discorso non è Slovenia si o Slovenia no, purtroppo i problemi che gli orsi avrebbero portato a livello locale si dovevano mettere in conto fin dall'inizio del progetto. A questo punto sarei curioso di sapere quanti in Trentino alto Adige e regioni limitrofe vogliono gli orsi e quanti no. E quanto stanno facendo gli strumenti di comunicazione per fare in modo che questi animali non vengano visti come potenziali minacce? Amici alpini rispondetemi voi...

Anonimo ha detto...

invito tutti a leggere lo studio di fattibilità in cui si parla di spazio vitale, minima popolazione vitale, opinione delle province limitrofe (con le quali si sono stipulati protocolli d'intesa), di orsi problematici, ecc. ecc.
gli orsi "problematici" ci sono in slovenia, austria, finlandia, alaska, stati uniti, ecc non è una questione trentina!
un saluto Max